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Ueli Steck in cima al Cervino dopo aver salito la via Schmidt in 1:56
Photo by Robert Bösch
Ueli Steck durante la salita solitaria della Colton Macintyre (Grandes Jorasses) in 2 ore 21 minuti.
Photo by Jonathan Griffith
Ueli Steck durante la salita solitaria della Colton Macintyre (Grandes Jorasses) in 2 ore 21 minuti.
Photo by Jonathan Griffith
Ueli Steck e il nuovo record di velocità sul Eiger in soli 2:47:33.
Photo by Ueli Steck
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    LE VIE DELLA TRILOGIA

    Cervino parete nord - Via Schmidt
    Prima salita:
    Franz e Toni Schmid, 1931
    Lunghezza: 1100m
    Grado: TD/ED
    Ueli Steck: 13/01/09 - 1:56

    Grandes Jorasses parete nord - Via Colton Macintyre
    Prima salita:
    Nick Colton e Alex MacIntyre, 1976
    Lunghezza: 1100m
    Grado: ED2, WI6, M6
    Ueli Steck: 28/12/2008 - 2:21

    Eiger parete nord - Via Heckmair
    Prima salita:
    Heinrich Harrer, Anderl Heckmair, Fritz Kasparek e Wiggerl Vörg, 1938
    Lunghezza: 1800m
    Grado: ED2 V-, A0, 60°
    Ueli Steck: 13/02/2008 - 2:47

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Ueli Steck e la nord del Cervino in meno di 2 ore

23.01.2009 di Planetmountain

Intervista all'alpinista svizzero Ueli Steck dopo la sua salita del 13 gennaio della via Schmidt, sulla parete nord del Cervino, nel tempo record di 1 ora e 56 minuti.

Era nell'aria: dopo la salita in velocità della parete nord dell'Eiger, a febbraio dell'anno scorso, e quella delle Grande Jorasses a dicembre, il 13 gennaio Ueli Steck ha completato la triologia dell mitiche tre pareti nord delle Alpi salendo anche la nord del Cervino nel tempo, ovviamente record e altrettanto ovviamente strabiliante, di 1 ora e 56 minuti!

Steck ha salito i 1100 metri della grande parete del Cervino lungo la classica via Schmidt, la prima aperta sulla nord nel 1931. L'alpinista-velocista è partito poco dopo le 8.00, con una temperutara di -7°C su (passateci il termine) una "pista" in condizioni ottimali. Nella parte alta della parete Ueli è uscito lungo la variante aperta da Michel Pitelka nel 1983 che porta verso la cresta Hörnli, e quindi verso la cima, raggiunta in poco meno di due ore.

L'alpinista svizzero con il Cervino ha quindi completato in maniera definitiva il suo progetto di salire in velocità le tre più famose pareti nord delle Alpi. Il tutto dopo tre anni di allenamento che gli hanno consentito di fermare il cronometro in vetta su tempi davvero impensabili. 2 ore e 47' per l'Eiger, 2:21 per le Grandes Jorasses e 1:56 per il Cervino: sono velocità da autentico marziano... Cosa le rende possibili? Certamente un grande allenamento unito ad una grande abilità alpinistica, a perfette scelte in parete e anche a quel pizzico di fortuna che non guasta mai. Ma per saperne di più l'abbiamo chiesto (velocemente, e come potrebbe essere altrimenti?) direttamente a lui...


TRILOGIA EXPRESS, intervista con Ueli Steck

Congratulazioni Ueli, con la tua salita del Cervino hai finalmente coronato il tuo progetto iniziato 3 anni fa...
Grazie! In effetti tre anni fa ho avuto l'idea di salire queste tre pareti nord in velocità e mi sono preparato specificamente per questo. Salire una via in velocità per me era una cosa nuova, rappresentava una sfida. 

Una sfida rischiosa
Sì, hai ragione. Non bisogna mai dimenticare il grandissimo rischio associato a queste salite in velocità. D'altra parte quanto si vuole rischiare dipende ovviamente da persona a persona. Sono sicuro che queste vie potranno essere salite più velocemente, che avrei potuto salirle più rapidamente, ma non ero preparato ad assumere i rischi che questo comportava. Sai, è un equilibrio molto delicato. E ovviamente, più ne fai, più rischi. Ed è per questo che ora vorrei cercare nuove sfide altrove.

Ma ci puoi dire quanto hai rischiato?
Non posso rispondere a questa domanda, il rischio non si può misurare. Posso però affermare che non avevo mai la sensazione che la salita stesse diventando pericoloso. Ero sempre convinto al 100% che non sarei caduto. Altrimenti mi sarei legato.

Quanto ti sei spinto fisicamente sulle vie?
"Correvo" con un cardiofrequenzimetro al polso, e verificavo costantamente che il mio corpo "lavorasse" ad una frequenza cardiaca ottimale. Lo faccio sempre per evitare di spingermi oltre e di produrre acido lattico.

Sembra molto scientifico.
Lo è. Negli ultimi anni ho effettuato un programma specifico di allenamento per migliorare la mia resistenza, per essere come un mezzofondista. Ora, rispetto all'anno scorso, sono più forte, più veloce e ho più resistenza. Assieme al mio dietologo ho stabilito che il mio peso ideale è attorno ai 67kg. La settimana scorsa, quando ho salito il Cervino, pesavo 64 kg, il che significa che ero più leggero e quindi anche più veloce.

E la parte psicologica?
E' sempre legata al fitness, alla mia forma fisica: è un aspetto importante del mio allenamento perchè mi dà anche la fiducia è la forza mentale per tentare sfide di questo genere.

Cosa rappresenta per te una salita speed?
Speed è un terminologia moderna, ma da sempre si è verificata e anche paragonata la velocità di una salita. Quanto si possa essere veloci in parete dipende ovviamente dalla difficoltà della via, per me è quindi semplicemente interessante sapere se si riesce a salire 100m di dislivello all'ora, 50m oppure 10m al minuto. E' normale, non credo sia niente di nuovo.

Forse la cosa nuova è l'incredibile rapidità rispetto al passato. Con quale criterio hai scelto le tue vie?
Il progetto era di salire tutte e tre le pareti nord (di Eiger, Cervino e Grandes Jorasses ndr), poi mi sono chiesto quale via sarebbe stata la più veloce in inverno, tutto lì. Alcuni possono dire che è stato una scelta di marketing, per certi versi è vero, nel senso che sono un professonista della montagna. Ma bisogna che sia chiaro che l'ho fatto soprattutto spinto da motivi personali. Se non fosse stato così, non sarei mai riuscito ad investire e a rischiare così tanto.

Il tema sicurezza in montagna è più importante che mai...
E' chiaro che il rischio stando a casa bevendo un caffè è sempre minore che andare in montagna. Ma anche il divertimento e l'esperienza globale... Per me la sicurezza è sempre in primo piano, se ho delle ambizioni alte allora cerco di ridurre i rischi il più possibile. Per me la cosa più pericolosa è non rendersi conto dei pericoli oggettivi. E' in quel momento che le cose diventano pericolose.

La tua corsa è cominciata a febbraio dell'anno scorso sull'Eiger
Si. Avevo già salito la via Heckmair un paio di volte e la conoscevo bene.

Al contrario delle Grandes Jorasses, che hai salito a dicembre.
Esatto, non avevo mai salito la Colton - Macintyre in precedenza. Per me questa salita ha rappresentato un ulteriore passo, una sfida nuova. Mi interessava affrontare un terreno sconosciuto e vedere se riuscivo ancora a salire velocemente.

L'hai dimostrato ampiamente. E cosa ci dici del Cervinio?
La via Schmidt era sicuramente la più facile delle tre vie della nord. Ma anche qui, non la conoscevo. In precedenza avevo salito la Bonatti in 25 ore e pensavo di ripercorrerla, perchè ancora oggi è una via difficile, logica e grandiosa. Poi ho cambiato idea perché volevo cercare di salire la montagna il più veloce possibile. Ho portato con me una corda da 50m in dyneema 5mm, 2 chiodi da ghiaccio, 3 moschettoni, un attrezzo per scendere in doppia, 1 litro di bevande, una barretta e un paio energy gel. Poi ho iniziato a salire.

E adesso
Come dicevo, ora vorrei concentrarmi su sfide altrove. Sento di aver dato, e sono contento per quello che sono riuscito a fare. Ora sono interessato a qualcosa di più tecnico, qualcosa di nuovo, forse in Himalaya dove, con un bagaglio di questo genere, credo che una nuova dimensione sia possibile. Vedremo.




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