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Rio La Venta, Chiapas
Rio La Venta, Chiapas


La Valle Cuatrociénegas presenta molteplici habitat acquatici e titpi di terreno: pascoli, piante acquatiche, paludi, piante pioniere su dune di gesso, macchie e cespugli del deserto.


Rio La Venta, Chiapas


La flora e la fauna della Valle destano grande interesse, tanto che si teme che molte delle pratiche antropiche possano minacciare l’intero ecosistema.


Rio La Venta, Chiapas


La
Valle Cuatrociénegas è praticamente sconosciuta dal punto di vista idrogeologico e speleologico, cosicché “l’acqua nel deserto” è tuttora un mistero.


Rio La Venta, Chiapas


Foto arch. La Venta

      Valle Cuatrociénegas
Cuatrociénegas è un’ampia valle intermontana di circa 150,000 ettari ubicata nella Sierra Madre Orientale, sul bordo orientale del deserto di Chihuahua, nello stato messicano di Coahuila.
La valle ha un’altitudine media di 740 m slm ed è circondata da possenti massicci calcarei con cime che raggiungono i 3000 m di quota (Sierra San Marcos y Pinos, La Purissima, La Fragua, La Madera e Menchaca).

clima
Climaticamente arida, Cuatrociénegas riceve meno di 200 mm di precipitazione annui, la maggior parte dei quali concentrati tra maggio e settembre, e negli ultimi 50 anni la piovosità è progressivamente diminuita.
Le temperature sono estreme, con punte che superano i 44°C durante l’estate e che scendono sotto lo 0°C durante l’inverno; la temperatura media annua è di 22°C.

acque sotterranee
Sebbene riceva pochissima pioggia la valle presenta abbondanti acque sotterranee che riemergono alla superficie in 165 piccole polle, localmente chiamate pozas, con dimensioni che vanno da pochi metri a oltre 15 m di profondità e da 3 a oltre 20 m di diametro, che presentano un ecosistema unico di grande interesse. Nella maggior parte dei casi l’acqua di falda presenta alte concentrazioni di minerali, solfato di calcio in primo luogo, e poi sodio, magnesio e cloruro in quantità minore; le temperature variano tra i 18,7 e i 35,4 °C.

flora
Grazie all’abbondanza degli habitat acquatici e alla diversità dei terreni, la valle presenta pascoli, piante acquatiche, paludi, piante pioniere su dune di gesso, macchie e cespugli del deserto di Chihuahua. La letteratura scientifica cita 879 taxa distribuiti tra 860 specie, in 456 generi e 114 familie; le specie endemiche sono trenta.

fauna
Per quanto riguarda la fauna l’endemismo si ritrova nei pesci, nei rettili, nelle lumache e nei crostacei. Gli stromatoliti vivono in molte delle polle e sono considerati rari a livello planetario. Per tutte queste ragioni la valle di Cuatrociénegas è stata citata come “acquario desertico del Messico” in un articolo del National Geographic del 1995.

ricerca e salvaguardia
La comunità scientifica ed ecologista internazionale ha ovviamente un grande interesse per la flora e la fauna della valle, e teme che molte delle pratiche correnti (irrigazione, agricoltura, ranch, attività minerarie e balneari) possano seriamente minacciare di estinzione l’intero ecosistema.
Molti scienziati hanno ripetutamente chiesto la protezione dell’ecosistema dell’area. Finalmente, al fine di preservare gli habitat naturali e gli ecosistemi più fragili della regione e per installare una stazione di ricerca scientifica, il governo del Messico, con decreto del 4 novembre 1994, ha dichiarato la valle di Cuatrociénegas un’Area Naturale Protetta con carattere di Area di Protezione di Flora e Fauna.

aspetti idrogeologici e speleologici
Molto è stato scritto su Cuatrociénegas ma l’area è praticamente sconosciuta dal punto di vista idrogeologico e speleologico, cosicché “l’acqua nel deserto” è tuttora un mistero. I ricercatori dell’associazione La Venta, basandosi su brevi ricerche sul campo, effettuate nel novembre 1998 e nel maggio 1999, sono giunti alla conclusione che Cuatrociénegas rappresenta un enorme ecosistema carsico.

Per contribuire quindi alla comprensione dei meccanismi sotterranei che regolano l’immenso bacino della valle, nel novembre 2000 La Venta ha intrapreso un progetto di lungo termine suddiviso in un lavoro di mappatura delle cavità d’alta quota e dei canyon e nell’esplorazione speleosubacquea di laghi e polle. Durante tale spedizione sono stati battuti alcuni canyon della Sierra Purissima (Pedregoso) e della Sierra San Marcos y Pinos (Las Mulas, Los Mimbres, La Cueva, Los Cuates, Las Colmenas, Tomas, El Rosillo e altri). Al momento attuale le grotte esplorate raggiungono un totale di 5 km di sviluppo. Molte di queste attendono ulteriori esplorazioni nella prossima spedizione.

esplorazione speleosubacquea
Sul fronte dell’esplorazione speleologica e subacquea sono state effettuate immersioni nelle polle principali della valle (Churinche, Bonita, Mojarral, Becerra, Poza Azul, Anteojo, Orozco, Escobedo, Tio Candido, Hundidos, Campana, Santa Tecla, Venado, La Vega e Pozas Azules) e sono stati raccolti campioni d’acqua per le analisi chimico-fisiche. Le Pozas Azul 7 ed 8, con stromatoliti, sono state esplorate rispettivamente fino alla profondità di –10 m e –14 m, dove si incontra un fondo fangoso.

Alcuni piccoli pozzi soffianti aria caldo-umida sembrano essere particolarmente importanti; chiamati localmente “vulcani”, rappresentano uno degli oggetti fondamentali delle future esplorazioni.


 

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