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Madonna della Rota

Scheda a cura di: Edo Pedersini
Stato: Italia, Regione: Lombardia, Località: Zone (Brescia)

Bella falesia con prato ultra-comodo alla base, adattissimo per pic-nic e bambini. La roccia asciuga rapidamente dopo una pioggia.

E’ una falesia per chi arrampica ad un buon livello, sul 7a/7b. … a me piace perché sono sentimentale, bello il prato, bello l’ambiente, belli i tiri. Poi ci sono pareri discordanti: certo che se vedi i gradi e pensi di venire a fare la scimmia, invece trovi lungo su un 7a+ … I tiri sul grado 6 non sono molto belli e sono difficili, ma anche i meno forti tornano lo stesso … stai in compagnia, porti pane e salame …

La storia della Rota parte negli anni ’80 o forse prima, quando hanno chiodato le vie facili e una via a chiodi a pressione; forse c’entrava qualche CAI, probabilmente quello di Marone dal momento che ha lasciato lì una targa! Poi un paio di vie nel settore duro ad opera di Paolo Preti: Punto nero, rimasta lì non salita per lungo tempo, e Ninforesting che veniva ripetuta ed era la via più dura del luogo. Nello stesso periodo sono state chiodate Project, inizialmente gradata 6c+ (provare per credere!), Ho una ragnatela nel posto sbagliato e Brixia Climbing. In questa fase di chiodatura è stato molto attivo Daniele Dazzi, che è sicuramente di casa qui, uno dei più presenti, l’ha frequentata ed ha chiodato moltissimo.

Poi è stato lasciato lì tutto immobile come se nessuno notasse il resto della parete, che era poi la parte più interessante.

Vuoi perché avevo preso simpatia per questo luogo, vuoi perché mi sembrava un peccato mortale non valorizzare la parte migliore del muro, a partire dal ‘97 mi sono preso la briga di chiodare. Oltretutto è un posto molto comodo perché c’è un facile sentiero dall’alto, poi alberi per calarsi e da lì si fa la sosta e si inizia.

Ho chiodato una decina di vie nel settore difficile, adesso ne ho fatta una nuova anche nel settore facile.

In alcuni casi ho sfruttato i nomi già scritti sulla parete. Nero Lucido era infatti la partenza di una serie di pochi spit, ora marci, piantati nel marcio; partendo due metri a destra dalla scritta è venuta fuori quella che è la via più impegnativa della parete. Anche Cocoon era fatta di quattro spit con un moschettone di calata: con un po’ di resina e due buchetti per superare un pezzo un po’ marcio e un po’ liscio ho continuato la via che è ora di 30 m, un gran viaggio di continuità. Se ti fermi ti sembra meno di 7b+, perché i singoli non sono durissimi, ma in continuità poi flambi a metà, sul passetto un po’ più duro.

ACCESSO

Da Milano, autostrada A4, uscita Palazzolo, poi statale n° 469 per Sarnico e quindi per Iseo (km 15) a cui si giunge provenendo da Venezia uscita Ospitaletto e per la SP n° 510 (km 16). Proseguendo per la SP n° 510 "Sebina" dopo 11,5 km si arriva a Marone dove si svolta a destra per Zone. Dopo 3 km, sul tornante, c’è il bar-trattoria Belvedere (ultimo punto di ristoro) e dopo altri 1,5 km, immediatamente dopo un "ponte" che protegge la strada dalla teleferica sovrastante, si svolta a destra in corrispondenza di un cartello segnaletico artigianale e poco visibile sulla sinistra "Rifugio Croce di Marone". 2 km di strada in gran parte sterrata porta fino in vista della falesia, che è lì a poche decine di metri. Il parcheggio più indicato è quello della chiesetta (200 m oltre la falesia), ma si può comunque lasciare l’auto in tutte le anse della strada.

ARRAMPICATA

Resistenza di dita su tacche nette.

NOTE

Consigliata anche una visita alla falesia della Maddalena, in zona Brescia: la mini guida "Arrampicare in Maddalena, 1998" in vendita nei negozi di articoli sportivi della zona, è senz’altro la più attendibile ed aggiornata.

I nomi delle vie e la difficoltà sono scritti alla base della parete, come di consuetudine nel Bresciano. Come spesso capita, anche qui i gradi sono a volte "relativi". C’è forse bisogno del passaggio di "top climber" in grado di giudicare anche i tiri più severi. Per il momento si sono infatti visti Andrea Gennari Daneri e Stefano Alippi. E’ apparso anche Cristian Brenna, ma senza arrampicare seriamente. E allora è lo stesso Edo a dire che "tra L’Assassino e il Maggiordomo alla Maddalena, il primo storico 8a del Bresciano, e Corcostrasse c’è sicuramente mezzo grado o anche uno".

"I climber sono oggi bene accetti perché siamo riusciti ad instaurare un bel rapporto con i proprietari, molto ospitali; tollerano che calpestiamo i prati sottostanti la falesia, ma non camminate su quelli al di là della stradina. Poi regole che non si dovrebbero neanche dire … non sporcate il prato (neanche con mozziconi, nastri, ecc.), non fatela sui piedi della gente, non parcheggiate sulla stradina e tanto meno nei campi".

Proprio dietro la chiesetta c’è un’altra falesietta, quasi abbandonata, dove comunque è meglio non andare perché il padrone del terreno invece non gradisce gli arrampicatori.

CARTOGRAFIA/BIBLIOGRAFIA

Pareti PRIMAVERA ‘98 n° pp 40-42". Per altre falesie in zona si consiglia "Pesci, Quaresima, Capucciati, Tassi - Arrampicate Sportive fra Bergamo e Brescia - Edizioni Versante Sud, 1996.

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Scheda / falesia
SETTORI
BELLEZZA

stella stella stella stella stella

PERIODO

Ideali le mezze stagioni.

ALTEZZA

40m

CORDA

70 m

DIFFICOLTÀ

5a - 8a+

TIPO ROCCIA

Calcare grigio sulla destra e bianco al centro e sulla sinistra, verticale o leggermente strapiombante.

ESPOSIZIONE

Sud-Ovest

NUMERO VIE

40

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REGIONE

Nome falesia

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