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Parete est integrale - Fletschhorn

Primi salitori: Giovanni Pagnoncelli e Marcello Sanguineti, 2 novembre 2014 (Cascata del Fletschhorn: M. Bionda, G. Dell’Oro, M. Garavini, M. Pellizzon, ottobre 1998)
Scheda a cura di: Giovanni Pagnoncelli (CAAI) e Marcello Sanguineti (CAAI)
Area: Alpi Pennine, Gruppo: Alpi dei Mischabel e del Weissmies, Cima: Fletschhorn, Quota: 3993m, Stato: Italia, Regione: Piemonte

La parete E del Fletschhorn, ben visibile dal viadotto di Simplon Dorf, non rientra nello specifico nelle valli ossolane, in quanto la frontiera fra Italia e Svizzera non si sviluppa lungo la cresta alpina principale.
Ottobre 1998. Un gruppo di alpinisti locali, capitanati dall’allora super-attivo Maurizio Pellizzon (“il Pelli”), si dirige verso la parete. I quattro alpinisti la affrontarono quando i prati in quota sono paglierini e le prime nevi formano le colate di ghiaccio negli invasi in quota. La salita si conclude alla fine delle difficoltà su ghiaccio di cascata: le doppie riportano i quattro a camminare in discesa lungo la via di salita. Nasce così la “Cascata del Fletschhorn” (IV/4), una scalata su ghiaccio in quota e in un ambiente selvaggio, che termina a metà parete.
Febbraio 2013. Sembra che la prosecuzione della salita della parete E oltre la cascata, con l’arrivo sulla vetta del Fletschhorn, aspetti ancora di essere portata a termine. Tommaso Lamantia e Giovanni Pagnoncelli attaccano il primo tiro della Cascata del Fletschhorn, con l’obiettivo della salita integrale. Purtroppo, il ghiaccio che i due avevano notato nella parte alta, binocolando, non è presente in quella bassa, completamente secca. Devono scalare in dry-tooling su roccia di cattiva qualità e senza fessure. Guadagnano una ventina di metri e attrezzano una sosta su due chiodi da roccia. Non ci sono molte possibilità razionali di proseguire e, viste anche le scariche continue di neve (spindrift) mista a sassi, accompagnate da raffiche di vento violentissime, decidono di ritirarsi.
Novembre 2014. Prima delle 4 di mattina Giovanni Pagnoncelli e Marcello Sanguineti partono dall’auto lasciata al termine di uno sterrato sopra Simplon Dorf e dopo quasi cinque ore arrivano all’attacco della parete E. C’è più ghiaccio rispetto al 2013, così  riescono a progredire fino alla fine dei tre tiri più impegnativi, sulla colata glaciale. Le condizioni sono pur sempre aleatorie, ma questa volta di una “aleatorietà accettabile”. Scalando la cascata, trovano le vecchie soste del 1998 e 2013. Arriva mezzogiorno e c’è ancora molta parete da scalare, ma sono motivati a raggiungere la cima. In altre tre ore escono dall’ultimo pendio sulla spalla sotto la vetta, poco oltre i 3800 metri. Finalmente, la via che si raccorda alla cresta NE è completata. Dopo una disarrampicata aleatoria di oltre quattro ore lungo la cresta NE, Giovanni e Marcello continuano sul tormentato ghiacciaio sotto la parete N e arrivano a valle alle 10.30 di sera. Lì li aspetta Gianni Saccardo, che risparmia ai due altre ore di cammino, dopo le 18 di attività già fatte, per ritornare all’auto. Non risultano salite integrali (che cioè proseguano lungo la parete oltre il termine della cascata) precedenti (neppure al Pelli, “memoria storica ossolana”), quindi si tratterebbe di una prima, per la quale Giovanni e Marcello propongono il nome “Parete Est Integrale”

ACCESSO

Dal villaggio di Simplon Dorf si sale in auto all'alpeggio Bodmen (1835 m), percorrendo una strada forestale che si inerpica sui ripidi pendii paralleli al vallone di Rossbode. Dal suo termine si risale la costa morenica coperta di larici e si prosegue su traccia appena accennata in traverso verso S, costeggiando barriere rocciose e raggiungendo l'invaso del fiume Lauigrabe. Da qui si risalgono ripidi pendii fino alla morena principale, accesso al ghiacciaio Bodmergletcher. Lo si percorre senza difficoltà fino alla base della parete E del Fletschhorn.

ITINERARIO

La cascata, che rappresenta il tratto-chiave della salita, è ben visibile anche da valle. Da essa scende un canale, che si risale senza grandi difficoltà (4h 30’ da Bodmen). A circa 3100 metri di quota si attacca la cascata; può essere scalata in due lunghezze da 60 metri ciascuna (70°-80°), ma si può spezzare il primo tiro facendo sosta a sinistra, dopo 20 m. Si prosegue con un passo a 90°, seguito da un tratto meno ripido, e si sosta su ghiaccio prima che la cascata si impenni ancora. Si scala su ghiaccio (max 85°) sostando all'uscita a destra, su roccia. Da qui si prosegue nel couloir di neve (40°-50°) inframezzato da due salti di ghiaccio più ripidi (70°), fino a quando esso è sbarrato a destra da rocce che rappresentano la cresta NE (Breitloibgrat) e, di fronte, da un anfiteatro glaciale. A seconda delle dimensioni della cornice si sceglie il punto migliore per uscire (generalmente a sinistra; 60°-70°, 3850 m). Dal plateau glaciale si raggiunge facilmente la vetta minore (3919 m) e da questa si arriva agevolmente alla principale.

DISCESA

La discesa si effettua disarrampicando (passaggi infidi e talvolta esposti) lungo la cresta NE fino al Ghiacciaio Rossbode, alla base della parete N del Fletschhorn. Si costeggia quest’ultima con un arco in direzione del Bivacco de Zen (3014 m), superando una zona crepacciata. Si risale al bivacco e da questo si scende percorrendo il canale sottostante, fino ai pascoli del vallone di Rossbode e all’alpeggio di Rossbodestafel, dal quale si rientra a Simplon Dorf.

MATERIALE

Viti da ghiaccio (alcune corte). 3-4 chiodi di vario tipo, qualche friend e nut.

NOTE

Thanks to:
Karpos/Sportful (www.sportful.it)
Trango World (www.trangoworld.com/en)
Salomon (www.salomon.com/it)
Suunto (www.suunto.com/it)

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BELLEZZA

stella stella stella stella stella

DIFFICOLTÀ

TD

VERSANTE

Est

LUNGHEZZA DISLIVELLO

800m

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