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Romano Benet e Nives Meroi: relax dopo il K2
Fotografia di arch. Meroi - Benet
Il Grande Nero dal campo base inverno 2008
Fotografia di arch. Meroi, benet, Vuerich
Nives Meroi nel trekking di acclimatamento in Khumbu
Fotografia di arch. Luca Vuerich
Nives Meroi e Romano Benet a Storie di Montagna - Courmayeur 2011
Fotografia di Lorenzo Belfrond

Makalu, vetta per Nives Meroi e Romano Benet

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Ieri, giovedì 12 maggio, alle ore 10:00 ora locale, Romano Benet e Nives Meroi hanno raggiunto la vetta del Makalu, il loro 13° Ottomila.

Passo dopo passo, seguendo il cammino che via via si scopre e diviene realtà. Nives Meroi e Romano Benet l'hanno fatto assieme, nella vita e sugli Ottomila. Senza apparente differenza, nei giorni “normali” come in quelli della scalata che porta a toccare il cielo, lì dove la montagna è più alta. Ci piace pensare così questo loro 13° Ottomila. Come un passo fatto di innumerevoli altri passi che fanno parte di un cammino che viene da lontano, che ha il respiro della ricerca, e che non si fermerà mai. Così la cima del Makalu è arrivata alle 10 di ieri, giovedì 12 maggio, in una splendida giornata di sole.

Nives e Romano erano partiti dal campo base lunedì scorso 9 maggio. Così Leila - la sorella di Nives da sempre il punto di riferimento per le loro salite - racconta la loro ascesa: “hanno raggiunto il C1 a circa 6600 m, il C2 a circa 7400 e, impossibilitati dal vento forte, ieri hanno deciso di fermarsi al C4 a circa 7650. Questa mattina, complice una splendida giornata di sole e priva di vento, hanno coronato il sogno di salire in vetta al Makalu (8473 m). I primi salitori della giornata.” Basta e avanza come comunicazione. D'altronde questo è lo stile di Nives e Romano. Al quale si aggiunge una precisazione di default: anche sul Makalu sono saliti “Sempre insieme e campo in spalla, senza portatori d'alta quota, senza ossigeno supplementare.”

Così era stato in tutti gli altri 12 Ottomila in due. A cominciare dal Nanga Parbat nel 1998, loro prima cima delle 14 montagne più alte. Per continuare con tutte le altre. Shisha Pangma e Cho Oyu nel 1999. Seguito nel 2003 da un trittico da incorniciare che, in 20 giorni, li ha visti in vetta al Gasherbrum I, Gasherbrum II e Broad Peak. Continuando poi con le vette del Lhotse nel 2004, del Dhaulagiri nel 2006 e sempre nello stesso anno quella bella anzi commovente del K2 che li ha visti da soli in vetta e unici sulla montagna, con Nives che diventava la prima italiana a raggiungere quei mitici 8610 metri tanto sognati da tutti gli alpinisti.

L'anno dopo, nel 2007, arriva anche la vetta delle vette, l'Everest, e Nives diventa la prima italiana a raggiungerla senza uso di ossigeno supplementare. Quindi, nel 2008, il Manaslu. E poi nel 2014 il Kangchenjunga, forse la vetta più bella. Quella del ritorno dopo che il loro cammino sulle vette più alte si era interrotto per la malattia di Romano. Tutto era iniziato, esattamente 5 anni prima, proprio sul Kangchenjunga. Erano a “tiro” di cima, ma Romano stava male. Nives, che ancora poteva diventare la prima donna a scalare tutti i 14 Ottomila, decise di non proseguire da sola. Scesero insieme, anzi si salvarono insieme. Da lì l'inizio di un calvario, la loro più difficile vetta da scalare, la più dolorosa anche. Ce l'hanno fatta ancora insieme. E il cammino, anche in montagna e in Himalaya, è ripreso. Ora è arrivato il Makalu una montagna che avevano tentato già nel 2008 nella stagione più fredda e più difficile, l'inverno. Quella volta era stata Nives ad aver bisogno d'aiuto dopo che si era fratturata una gamba. Ora, dopo questa loro 13esima vetta, a completare la lista dei 14 Ottomila manca solo l'Annapurna. Ma chissà se il cammino li porterà davvero lassù... forse ormai non è più nemmeno così importante.

Non sappiamo e forse non sapremo mai cosa hanno provato davvero Nives e Romano in vetta al Makalu. Non sappiamo se hanno pensato a tutto questo loro cammino, ai giorni belli della vetta e a quelli più difficili, quando la cima non c'è e sembra irraggiungibile. Quegli attimi, irripetibili, sono difficili da catturare e anche impossibili da raccontare. Però ci piace pensare che con loro, lassù, ci fosse anche Luca Vuerich, il loro compagno di tante avventure himalayane e non. Anzi ne siamo certi... perché il cammino, quel passo dopo passo che non finisce mai, porta con sé tutto quello che c'è stato e anche quello che verrà.

Info: http://leilameroi.blogspot.it

Tutti gli Ottomila diNives Meroi e Romano Benet
1994 K2, tentativo
1996 Everest, tentativo
1998 Nanga Parbat, vetta (Nives è la prima donna italiana in vetta)
1999 Shisha Pangma, vetta
1999 Cho Oyu, vetta
2003 Vetta del Gasherbrum I, Gasherbrum II e Broad Peak (in 20 giorni)
2004 Lhotse, vetta
2006 Dhaulagiri, vetta
2006 Annapurna, tentativo
2006 K2, vetta (Nives è la prima donna italiana in vetta)
2007 Everest, vetta (Nives è la prima donna italiana in vetta senza ossigeno)
2008 Makalu, tentativo (spedizione invernale)
2008 Manaslu, vetta
2009 Annapurna, tentativo subito abbandonato
2009 Kangchenjunga, tentativo subito abbandonato
2012 Kangchenjunga, tentativo
2014 Kangchenjunga, vetta
2016 Makalu, vetta

> gli inizi, intervista a Nives Meroi (2000)
> Dopo G1 e G2, vetta del Broad Peak per Nives Meroi, Benet e Vuerich (2003)
> Lhotse per Nives Meroi, Romano Benet, Luca Vuerich (2004)
> Romano Benet e Nives Meroi in vetta al Dhaulagiri!(2006)
> Vetta del K2 per Nives Meroi e Romano Benet (2006)
> Intervista a Nives Meroi dall’Everest dopo la cima (2007)
> Makalu invernale: termina l’avventura di Nives Meroi, Benet e Vuerich (2008)
> Vetta del Manaslu per Nives Meroi, Romano Benet e Luca Vuerich (2008)
> Kangchenjunga, tra vette e rinunce (2009)
> Nives Meroi e Romano Benet, in cima al Kangchenjunga per una grande storia (2014)

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