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Hans Kammerlander e Jean-Christophe Lafaille sulla cima del K2 domenica 22 luglio 2001
Fotografia di archivio Jean-Christophe Lafaille
K2: sulla via Cesen a circa 7700m
Fotografia di archivio Jean-Christophe Lafaille
Christophe Lafaille con il K2 raggiunge quota 7 negli ottomila saliti.
Fotografia di archivio Jean-Christophe Lafaille
Hans Kammerlander, il K2 è la sua 13 cima oltre gli 8000m.
Fotografia di archivio Hans Kammerlander

Kammerlander e Lafaille in vetta al K2

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Il francese Jean-Christophe Lafaille e l'italiano Hans Kammerlander domenica 22 luglio hanno raggiunto la cima del K2 per la via Cesen.

La notizia è di quelle che fanno veramente piacere: Hans Kammerlander e Jean-Christophe Lafaille domenica 22 luglio sono arrivati in cima al K2 ed ora - particolare sicuramente altrettanto importante - i due hanno già fatto ritorno ai 5000 metri del campo base. Per Kammerlander è il 13° ottomila, per Lafaille il 7°.

L'avventura sulla 2a montagna della terra, per Hans e Jean-Christophe, era cominciata circa tre settimane fa con i rituali approcci di acclimatamento su e giù per la montagna e le, altrettanto scontate, pause forzate dettate dal maltempo. In questo periodo, trascorso al campo base e sulla montagna, certamente i due si sono conosciuti meglio, e da questa reciproca conoscenza è nata la decisione di affrontare insieme la via Cesen. Il famoso itinerario, aperto in solitaria nel 1986 dal forte Tomo Cesen, che percorre la parete sud del K2 fino agli 7800m della spalla, proprio a sinistra del 'classico' sperone Abruzzi (quello della prima ascensione degli italiani nel 1954).

Questo il racconto delle fasi salienti della salita raccolto da Sigi Pircher, alle 18.00 di lunedì, nell'ultimo collegamento telefonico con Hans Kammerlander:

Venerdì 20/07, circa alle 5, la partenza (quella decisiva). Subito un 'piccolo' inconveniente : una gran valanga spazza la prima parte del canalone di attacco della Cesen. Viene giù di tutto, proprio mentre i due sono in marcia verso il deposito di materiale che hanno preparato per la salita, a circa 5300m di quota. Del deposito ovviamente non resta più nulla. E pensare che Kammerlander, al suo 3° tentativo consecutivo al K2, nei due anni precedenti proprio lì aveva il suo campo base

Dietro front e ritorno al CB per recuperare altro equipaggiamento, poi via, ancora su. La giornata di venerdì si conclude al 1° campo, a 7000m, dove Hans e Jean-Christophe passano la notte. Sabato è la volta del 2° e ultimo campo, a circa 7900m di quota.

Domenica 22 si parte per la vetta, ad attenderli il passaggio chiave del Collo di bottiglia, la difficile 'strettoia' a 8400m che consente di accedere agli ultimi 200m di dislivello verso la cima. Hans e Jean-Christophe sprofondando nella neve fino al petto (50 metri di dislivello in un'ora!). Infine arrivano gli 8611m della vetta. Ed in cima arrivano anche 2 alpinisti coreani, due spagnoli e due portatori, saliti per lo Sperone Abruzzi.

Nei propositi di Kammerlander, a questo punto, c'è la discesa con gli sci dalla cima. Sci che Hans si è portato in spalla dal 2° campo. E, non senza difficoltà, la discesa con gli sci inizia davvero, e continua in mezzo alla nebbia per circa 400m. A questo punto accade un fatto agghiacciante, di quelli che spesso succedono, proprio in discesa, su questa che è considerata la più bella ma anche la più pericolosa tra le 14 montagne oltre gli ottomila metri. Uno dei due coreani vola mentre discende il Collo di bottiglia, e Hans che se lo vede precipitare davanti non può far nulla. Anzi può decidere, come giustamente ha fatto, che poteva averne abbastanza e conclude lì la prima discesa con gli sci dalla cima del K2, anche per rispetto della tragedia a cui aveva assistito.

Lafaille e Kammerlander, dopo aver passato un'altra notte al campo 2, ridiscendono per la via Cesen e arrivano al Campo Base lunedì 23. Compiendo così la loro salita senza ossigeno del K2, smontando e portando a valle (cosa assolutamente da sottolineare) i due campi installati nonché (e questo ci tiene Hans a sottolinearlo) gli sci. C'è da scommetterci ora sono tutti e due contenti e soddisfatti.

Hans (che non ne può più del CB e sogna pomodori freschi, birra e le pareti delle Dolomiti) cercherà di tornare il più in fretta possibile a casa. Jean-Christophe, invece, deve valutare il suo progetto di proseguire per tentare il Broad Peak. Kammerlander ha parole di estremo elogio per il suo compagno di avventura, e lo paragona al suo vecchio amico e compagno di tante imprese Friedl Mutschlechner. E, per chi conosce bene Kammerlander, questo vuol dire il massimo della stima e del riconoscimento per l'alpinista e l'uomo.

Bella questa salita al K2, e bella anche l'amicizia e l'unione nata al campo base. Bravi!

K2
Il K2, 8611m, è la seconda montagna per altezza della terra. Situato in Karakorum, al confine tra Pakistan e Cina, è stato salito per la prima volta il 31 luglio 1954, dagli italiani Lino Lacedelli e Achille Compagnoni, componenti della spedizione italiana guidata da Ardito Desio. E' considerata la più bella, difficile e pericolosa tra i 14 ottomila.

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Hans Kammerlander
Intervista a Hans Kammerlander prima della partenza per il K2.

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