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Alex Honnold sulla nord del Cerro Torre il 31/01/2016, Patagonia
Fotografia di Colin Haley, Alex Honnold
Colin Haley si gode l'alba sulla cresta SE del Cerro Torre, Patagonia
Fotografia di Colin Haley, Alex Honnold
Da sinistra il Cerro Torre, la Torre Egger, la Punta Herron e la Aguja Standhardt
Fotografia di arch. E. Salvaterra - A. Beltrami

Intervista a Haley e Honnold dopo la Traversata in giornata del Cerro Torre (Patagonia)

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L'intervista a Colin Haley e Alex Honnold che domenica 31 gennaio 2016 hanno effettuato la prima ripetizione della grande Traversata del Gruppo del Cerro Torre concatenando le cime del Cerro Standhardt, Punta Herron, Torre Egger e Cerro Torre. Gli alpinisti statunitensi hanno impiegato soli 20 ore e 40 minuti dal Col Standhardt fino in cima al Cerro Torre, e 32 ore complessivamente per ritornare al campo di partenza. La prima traversata del data 2008 ed era stata compiuta dallo stesso Haley con Rolando Garibotti in 4 giorni.

Nuova grande salita in una Patagonia apparentemente senza limiti: domenica 31 gennaio 2016 gli alpinisti statunitensi Colin Haley e Alex Honnold sono riusciti ad effettuare la prima ripetizione della famosa grande Traversata del Cerro Torre in giornata, ovvero a raggiungere le vette drl Cerro Standhardt, Punta Herron, Torre Egger e Cerro Torre in sole 20 ore e 40 minuti. Complessivamente i due hanno impiegato 32 ore per ritornare alla loro tenda sul ghiacciaio, e 44 ore per ritornare a El Chalten. Secondo gli statunitensi, la salita inizialmente è stata "quasi troppo facile": partendo alle 3:20 am dal Colle Standhardt, hanno impiegato 4 ore e 9 minuti per arrivare in cima al Cerro Standhardt, 3 ore e 11 minuti per la vetta di Punta Herron e 2 ore 7' per arrivare in cima alla Torre Egger. Poi però i due sono stati rallentati dalle brutte condizioni sul Cerro Torre, ma comunque a mezzanotte sono sbucati in cima, per poi scendere lungo la cresta sudest e ritornare alla tenda.

La grande Traversata del Torre era considerato a lungo uno dei sogni più ambiti dell’alpinismo in Patagonia, ideata da Ermanno Salvaterra insieme ad Andrea Sarchi, Maurizio Giarolli e Elio Orlandi oltre vent’anni fa, ed era stato centrato per la prima volta in quattro giorni nel gennaio 2008 da Rolando Garibotti insieme allo stesso Colin Haley. Nel frattempo il 29enne Haley ha trascorso quasi ogni estate australe sulle montagne alla "fine del mondo", aprendo nuove linee e ripetendo vie esistenti, spesso in solitaria, come per esempio la prima solitaria della Torre Egger e Punta Herron in Patagonia di due settimane fa. L'anno scorso Haley e Honnold avevano tentato la grande traversata in giornata, ma dopo 22 ore erano stati costretti a ritirarsi a soli due tiri sotto la cima del Cerro Torre a causa dell'implacabile vento patagonico. Quest'anno invece non si sono lasciati sfuggire quegli strepitosi 2400m di dislivello.


Solo 20 ore e 40 minuti dal Colle Standhardt fino in cima al Cerro Torre. Immaginavate di essere così veloci?
Alex:
sapevamo che avremmo fatto un tempo più o meno cosi veloce. Quando abbiamo tentato la traversata l'anno scorso avevamo un tempo simile, prima dell'arrivo della tempesta sul Cerro Torre. E Colin ha trascorso così tanto tempo qui al "Torres" che conosce tutto benissimo.

Siete mai stati "lenti"
Alex:
La discesa è stata piuttosto lenta... siamo stati attenti. E sulla parete nord del Cerro Torre siamo stati relativamente lenti, proprio perché le condizioni erano impegnative e la scalata è più difficile.

Colin, presumibilmente tu conosci ogni centimetro di questa traversata?
Colin:
Questa era la mia ottava volta in cima al Cerro Torre, la mia prima volta in questa stagione. Era la nona volta in cima al Cerro Standhardt, la mia quinta volta sulla Punta Herron, la sesta volta sulla Torre Egger. Ho dedicato un sacco della mia vita arrampicando sui Torres, e a questo punto penso di essere la persona che conosce questa linea di creste meglio di chiunque altro. Questa conoscenza a priori è, naturalmente, estremamente utile per essere in grado di salire rapidamente su questo terreno.

E tu Alex?
Alex:
È stata la mia prima volta sul Cerro Torre, è stato molto eccitante. Peccato che abbiamo raggiunto la cima a mezzanotte, quindi la vista era... limitata. In realtà conosco molto bene una gran parte dell'intera via. L'anno scorso abbiamo compito la traversata fino alla Torre Egger in giornata, poi abbiamo tentato l'intera traversata. Quindi ho percorso tutta la sezione centrale già tre volte.

Cosa potete dirci della discesa. Bivacchi? E quanto tempo siete stato in giro?
Alex:
Per l'andata e ritorno fino al campo abbiamo impiegato 32 ore. Nessun bivacco, siamo stati lenti e attenti durante la discesa.
Colin: aggiungerei che dopo il ritorno alla nostra tenda, dopo essere stati in "viaggio" per 32 ore, avevamo ancora una lunga camminata da fare e da organizzare un po' il campo Niponino, così alla fine ci sono volute circa 44 ore senza dormire finché non siamo finalmente arrivati a El Chalten.

Domanda "rischio". Da 1 a 10, quanto vi sentite di aver rischiato durante questa salita?
Alex:
Ha ha... non so se riesco a quantificare. Non mi sembrava che stessimo sempre facendo qualcosa di veramente pazzesco. L'unica volta in cui mi sono sinceramente preoccupato per la nostra sicurezza è stato in alto sulla parete nord del Cerro Torre. Ero fradicio perché tutta la parete era una colata d'acqua ed ero un po' preoccupato di andare in ipotermia e non essere in grado di asciugare la roba.

Potete darci un esempio concreto del vostro metro di sicurezza?
Alex:
Beh, nonostante arrampichiamo in fretta tutto il giorno controlliamo sempre tutto due volte, e ci parliamo un sacco, in particolare durante la discesa, sulle corde doppie. Nessuno di noi vuole morire in montagna...

Colin, rispetto alla tua prima salita di 8 anni fa, cosa è cambiato?
Colin:
Molte cose sono cambiate. Il cambiamento climatico ha indubbiamente reso il clima meno ostile in Patagonia. C'è ancora un sacco di brutto tempo in generale, due anni fa c'è stata una stagione piuttosto "brutta" quasi fino alla fine, ma negli ultimi 8 anni il bel tempo è stato molto meno raro rispetto a una volta. Ho maturato più esperienza e sono sempre più abituato e più a mio agio su queste montagne. Poi c'è stato un cambiamento nel modo di pensare nella comunità degli alpinisti qui in Patagonia, tanto che vie che solo dieci anni fa sembravano "al limite", ora sembrano abbastanza accessibili. Più di ogni altra cosa, però, la cosa che è cambiata per me è che dal 2008 sono semplicemente migliorato molto come alpinista, e di questo sono orgoglioso.

Quindi come giudichi questa salita rispetto ad altre?
Colin:
È difficile paragonare una salita con un'altra, quindi non tento nemmeno di capire esattamente, ma direi che la nostra salita di domenica è stata, come la mia recente solitaria della Torre Egger, sicuramente tra le mie migliori. E senza dubbio è stato il giorno di arrampicata più "radicale" che io abbia mai vissuto – è figo attraversare così tanto terreno estremo e di tutti i tipi, in giornata.

Alex, quanto simile o diversa è questa traversata rispetto a quella del Fitz Roy che avevi fatto con Tommy Caldwell?
Alex:
Mi è parsa completamente diversa. La traversata del Fitz Roy mi è sembrata un avventuroso viaggio di arrampicata e campeggio - non sapevamo nulla del terreno e arrampicavamo finché eravamo stanchi, poi ci siamo fermati e abbiamo dormito. Quella sui Torres mi ha ricordato molto di più il record di velocità su The Nose a El Capitan in Yosemite - conoscevamo bene il terreno e avevamo una buona strategia. Si trattava quindi di realizzarla al meglio ed essere efficienti.

Fitz Roy, Cerro Torre, Yosemite, in tutti questi posti i vostri nomi sono in cima alla lista... ma vi state anche preparando per altri orizzonti? O sono questi i vostri "parco giochi"?
Alex:
Mi piacciono i miei "parco giochi.".. Sono sicuro che continuerò a viaggiare per arrampicare, ma Yosemite e la Patagonia sono sicuramente i migliori al mondo.

Colin aveva menzionato il cambiamento climatico: sappiamo che tu Alex sei molto interessato a questo argomento
Alex:
Sono stato qui soltanto per 3 anni ma persino io vedo come si ritirano i ghiacciai. È pazzesco. E il meteo mi sembra molto migliore rispetto a quanto avevo letto sui libri. Ma come dicevo, non sono stato qui molte volte quindi davvero non saprei.

Come funziona la vostra cordata? E come riuscite ad abbinare la vostra "anima solitaria" con una cordata?
Alex:
Beh, la cosa più importante è che abbiamo delle capacità complementari. Colin è incredibile su neve e ghiaccio, e in montagna in generale. Fondamentalmente è lui la guida per l'avvicinamento, per tutte le corde doppie e sul misto. Io invece faccio da capocordata quando siamo sulla roccia.
Colin: Sì, sicuramente le nostre diverse capacità sono molto complementari. Abbiamo vari punti di forza e ci alterniamo da capocordata a seconda del terreno, ma ognuno di noi è sufficientemente capace per non rallentare il team.

Alex: È divertente, mi ricordo qualcosa che aveva scritto Colin quando ha effettuato la prima traversata con Rolando (Garibotti ndr) 8 anni fa - qualcosa sul fatto che due Rolando l'avrebbero fatta molto più velocemente e due Colin non sarebbero stati capaci di farla. La nostra traversata è stata molto simile. Due Colin probabilmente sarebbero stati un po' più veloci, due di me non sarebbero arrivati all'inizio della via... Ma insieme siamo stati il meglio del meglio.

Colin: È probabilmente vero che nel 2016 due Colin avrebbero avuto più possibilità a fare la Traversata del Torre che due Alex. Tuttavia, siamo sicuramente più veloci come team che come due Colin. Alex è capace di salire su roccia più velocemente di me - in realtà non è che si muove molto più velocemente, ma è così solido e sicuro di sé su queste difficoltà che non ha bisogno di mettere lo stesso numero di protezioni che metto io. Questo ci consente di arrampicare in conserva per molto di più, ed è qui la vera efficienza. Alex è sicuramente uno degli alpinisti più impressionanti con cui io abbia mai collaborato. Non solo è uno scalatore di grande talento, ma io sono stupito di come sia adattabile – da come può essere efficiente su un terreno su cui non ha molta esperienza. Una delle cose che è stata davvero cool nella nostra partnership finora, penso sia che entrambi abbiamo imparato molto di nuove tecniche l'umo dall'altro. Per me imparare e migliorare sono sempre stati tra gli aspetti più interessanti dell'arrampicata, anche questo è un modo per renderla abbastanza divertente.

Alex: Sul piano più personale, andiamo molto d'accordo e ci divertiamo ad arrampicare insieme, e questo è sempre bello.
Colin:
Sì, andiamo d'accordo, e questa è la cosa più importante. Nonostante Alex insista sul fatto che con l'alpinismo si sta soltanto dilettando un po', ho il sospetto che in futuro ci sarà molto di più.

Rolando Garibotti ha scritto che "questo record rimarrà a lungo" A parte quello che faranno gli altri, qual è la vostra visione per il futuro?
Colin:
C'è così tanto di cui si potrebbe parlare, ma qui c'è soltanto una piccola cosa alla quale ho pensato: arrampicare in stile single-push (non fermarsi a dormire, e quindi non portare attrezzatura da bivacco): è così dannatamente divertente, semplicemente perché avere uno zaino leggero mi rende l'intera esperienza molto più piacevole. Nel mio futuro immagino più salite senza attrezzatura da bivacco che pochi anni fa non avrei ritenuto possibile in quel modo.

A proposito che attrezzatura avete usato?
Alex:
Abbiamo portato una doppia serie di camme ultraleggeri, 7 leggeri viti da ghiaccio, 2 micro traxions, un leggero jumar per risalire le corde, 60m di corda da 8.5mm, 60m di corda da 6mm, ed alcuni altri attrezzi Ma nel complesso è stato tutto super leggero. Il peso maggiore era il nostro cibo ed acqua - ognuno di noi aveva oltre 4 litri di bere all'inizio ed una tonnellata di cibo. Oh, e avevamo nuovi scarponi leggeri, ramponi, un paio di buone piccozze ed un'altro paio di piccozze leggere.

Per coloro che iniziano ora con l'alpinismo, cosa vi sentire di poter suggerire? Tenendo anche conto dei rischi che prendete.
Alex:
onestamente credo che il discorso sul rischio forse sia un po' esagerato. La nostra giorna di arrampicata è stata molto più grande rispetto alla media, ma tutti quelli che hanno arrampicato sui Torres questo weekend si sono presi un livello di rischio simile. Il solo fatto di essere in montagna porta con sé un rischio. Abbiamo scelto un obiettivo che ci aveva ispirato e poi abbiamo fatto ogni sforzo per realizzarlo in sicurezza. Penso che sia lo stesso processo che tutti applicano nella loro arrampicata.

Qual è il significato più grande, il motivo dietro una salita di questo genere?
Alex:
Qual è il significato dell'andare in montagna in generale? Ci siamo fissati un obiettivo impegnativo e siamo riusciti a farlo. Questo è sufficiente per me.

Ultima domanda... solo per essere certi di aver capito bene: era questo il vostro obiettivo principale del 2016?
Colin:
Sì, questa è stata la nostra priorità assoluta in questa stagione. Tuttavia, il tempo e le condizioni giuste sono arrivati a poco più di una settimana dall'arrivo di Alex, e ora abbiamo ancora del tempo a disposizione, quindi quasi certamente proveremo qualcos'altro insieme.

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