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Erhard Loretan nello studio della WebTv del Trento FilmFestival (planetmountain.com)
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Erhard Loretan, addio ad un grande alpinista

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Giovedì 28 aprile l'alpinista e guida alpina svizzero Erhard Loretan ha perso la vita per un incidente mentre stava salendo il Grünhorn (Alpi bernesi). Con lui se ne va uno dei più grandi alpinisti dell'era moderna. Loretan è stato il terzo a salire tutti i 14 Ottomila, il secondo a farlo senza ossigeno.

Erhard Loretan se n'è andato ieri pomeriggio in un giorno simile a tanti altri per lui. Stava percorrendo, insieme ad una cliente, la cresta sommitale del Grünhorn (4,043m) nelle Alpi Bernesi, nella sua Svizzera, quando è successo. Un colpo di vento, un cedimento della neve, o qualcosa che non si saprà forse mai, gli è stato fatale: Erhard se n'è andato per sempre, mentre la sua cliente è ricoverata in gravi condizioni all'ospedale. Proprio ieri, per quella che si dice ironia della sorte, Loretan compiva 52 anni. Un giorno speciale che lui festeggiava nella maniera che gli era più normale: in montagna, facendo il lavoro che coincideva con la sua più grande passione. Perché lui era sicuramente un grande alpinista (uno dei più grandi dell'era moderna) ma anche un'appassionata Guida alpina.

Che fosse la sua passione la montagna e l'alpinismo sembra fosse scritto nel suo DNA. Era nato nel 1959 a Bulle e a 11 anni già aveva iniziato ad arrampicare. 4 anni dopo è già in vetta Doldenhorn (3.645 metri) salendo per la parete est. Nel 1981 è diventato Guida alpina che per sempre sarà la sua professione. Dopo un'intensa attività sulle Alpi e nelle Ande dove, tra le altre, ha aperto 3 vie nuove su altrettante cime, Loretan in 13 anni, dal 1982 al 1995, ha salito tutti i 14 Ottomila iniziando con il Nanga Parbat (8125m) e terminando con il Kangchenjunga (8586m). E' stato il terzo uomo a riuscire nel grande slam, dopo Reinhold Messner e Jerzy Kukuczka, il secondo a salirle tutte senza ossigeno. Ma non si capirebbe nulla dell'alpinismo e di che alpinista era Loretan se non si accennasse al come ha raggiunto questi traguardi. Il suo alpinismo, infatti, si è distinto per la purezza, per la velocità, per lo stile leggero. Proprio quello stile che caratterizza i più forti alpinisti di adesso. Per questo Loretan si può considerare un capo scuola e un anticipatore. Basti citare la sua incredibile salita in 43 ore (tra andata e ritorno) del versante Nord dell'Everest per il couloir Hornbein. Quella volta Loretan era insieme al fuoriclasse francese Jean Troillet e l'anno (da sottolineare) era solo il 1986.

Ma non si può non citare che, tre anni prima della salita record dell'Everest, nel 1983, Loretan aveva messo a segno un trittico assolutamente stellare anche per gli standard attuali, con la salita di 3 Ottomila: Gasherbrum II (8035 m), Gasherbrum I (8068 m) e Broad Peak (8091 m) il tutto nello spazio di 17 giorni! Poi l'anno dopo la “doppietta” del Manaslu (8163 m) in primavera, e quella sull'Annapurna (insieme a Norbert Joost), per altro compiendo un'impresa nell'impresa, con la prima ascensione della cresta est: un'assoluta performance! Poi, nel dicembre del 1985, come non bastasse, arriva anche la prima invernale della parete est del Dhaulagiri (8167m). Ecco solo questo è un ruolino di marcia di un'intensità che anche adesso gli farebbero conquistare le copertine delle riviste. Ma non è ancora finita, nel 1990 c'è da sottolineare ancora la prima salita della parete sud-ovest del Cho Oyu (8201m) seguita pochi giorni dopo da un’altra prima sulla parete Sud dello Shisha Pangma (8046m), il più “piccolo degli 8000. Senza contare i suoi concatenamenti nelle Alpi, quello del 1989 nell’Oberland bernese (13 pareti nord in 13 giorni) e nell'inverno del 1986 il tour della "corona imperiale" nelle Alpi vallesane (38 cime in 19 giorni).

Sarebbe inutile nascondere che la sua vita di alpinista e uomo non è stata solo costellata di grandi successi. Loretan è stato profondamente segnato dalla tragedia della morte del figlioletto, per la quale si assunto la responsabilità. E anche per i drammi che ha vissuto in montagna come la perdita del compagno Pierre-Alain Steiner sul Cho Oyu nel 1985. Sicuramente la sua è stata una vita fatta di grandi passioni e anche di grandi dolori, una vita vera nel suo più profondo significato. A noi è rimasto impresso il sorriso e la disponibilità di un anno fa quando l'abbiamo incontrato al FilmFestival di Trento. Diceva che sì il suo “fare montagna” era stato bellissimo (e forse un po' pazzo) ma che ora avevo bisogno di condividere il suo alpinismo con qualcuno, con la gente, con i clienti che da Guida alpina portava in montagna. Ci ha regalato se stesso con gioia quel giorno. E un po' di questa gioia abbiamo cercata di fermarla nel video che vi proponiamo. In ricordo della sua passione per l'alpinismo e la montagna e il sorriso di Erhard...

ERHARD LORETAN - Trento 2010

Attività alpinistica:
1980 numerose prime ascensioni nelle Ande
1982 ascesa del primo 8000, il Nanga Parbat (8125 metri) salito dal versante Diamir.
1983 Gasherbrum II (8035 m), Gasherbrum I (8068 m) e Broad Peak (8091 m) vengono saliti in 17 giorni, tra il 16 giugno e il 30 giugno.
1984 Manaslu (8163 m) in primavera e prima ascensione della cresta est dell’Annapurna (8091 m) in autunno.
1985 due tentativi sulla parete sud del K2 (8611 m), in seguito ascensione dello sperone degli Abbruzzi nel mese di luglio. In dicembre prima invernale della parete est del Dhaulagiri (8167 m)
1986 durante l’inverno porta a termine il concatenamento della "corona imperiale" nelle Alpi vallesane: 38 cime, delle quali 30 sopra i 4000 m, in 19 giorni. In agosto spedizione sulla parete Nord dell’Everest. Erhard Loretan e Jean Troillet salgono la parete nord per il couloir Hornbein in 43 ore tra andata e ritorno, prima ascensione della via in stile alpino. Raggiungono la vetta il 30 agosto. Nel mese di ottobre, drammatico tentativo sulla parete sud-ovest del Cho Oyu (morte di Pierre-Alain Steiner).
1987 anno di pausa a causa di due incidenti gravi.
1988 Assieme a Voytek Kurtyka, Erhard Loretan raggiunge la cima della Nameless Tower sulla parete est (6257 m, Torri di Trango), Pakistan
1989 Nel mese di gennaio, con André Georges, concatenamento di 13 pareti nord in 13 giorni nell’Oberland bernese. Tentativo fallito sulla parete ovest del K2.
1990 prima ascensione della parete sud-ovest del Cho Oyu (8201 m) e qualche giorno dopo, un’altra prima sulla parete Sud del Shisha Pangma (8046 m) Tibet.
1991 tentativo sulla parete ovest del Makalu e ascensione del pilastro ovest (8463 m)
1992 nuovo tentativo fallito sulla parete ovest del K2
1993 tentativo fallito sul Kangchenjunga (8586 m), Nepal
1994 Ascensione del Lothse (8516 m), abbandono del progetto di concatenamento sul Lothse Shar (8386 m). Il 1° dicembre Loretan è sulla vetta del Mount Epperly (4780 m) in Antartide: prima ascensione solitaria della montagna su una parete di 2700 metri.
1995 in ottobre ascensione riuscita del Kangchenjunga (8586 m). Erhard Loretan, diventa il terzo uomo ad avere scalato i quattordici 8000 del mondo, dopo l’italiano Reinhold Messner (1986) e il polacco Jerzy Kukuczka (1987). Nel mese di dicembre, Loretan conclude la prima ascensione di una montagna senza nome (4600 m), in Antartide.
1996 numerose ascensioni in solitaria di 6000 m in Tibet.
1997 tentativo fallito di attraversata della Mazeno-Ridge al Nanga Parbat.
1998 dopo oltre 25 spedizioni, era tempo di consacrare un anno alle Alpi e al suo lavoro di guida alpina. Nel mese di maggio, Cotopaxi (5897 m) e Chimborazo (6310 m) in Ecuador.

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