Eraldo Meraldi, Guida Alpina
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Picikum: Placcche del Mongoloide, Val di Mello
Planetmountain
Bellezza
Primi salitori
Antonello Moioli, Andrea Savonitto, Ennio Spiranelli 07/1983 5,5 lunghezze. Parte alta: Jacopo Merizzi, Savonitto, Cristina Zecca 08/1983 ultime 2,5 lunghezze
Autore scheda
Eraldo Meraldi, Guida Alpina
Versante
Sud
Lunghezza dislivello
325m
Difficoltà
VI+
Periodo
Da aprile a ottobre inoltrato

Percorso



Le intriganti Placche del Mongoloide in Val di Mello sono una serie di risalti inclinati, inframezzati da piccole cenge erbose poste a destra del sentiero che sale in Val Qualido e più o meno sulla verticale della struttura del Tempio dell’Eden.

A caratterizzare Picikum, nella parte bassa una stupenda fessura ad arco rovescio che infonde timore, ma che poi si rivelerà di una bellezza straordinaria sia per il tipo d’arrampicata che per la qualità granitica della roccia; nella parte intermedia una placca liscia interminabile ma intrigante e la parte alta da un muro placca labirintico senza possibilità di ritorno, dove ogni movimento deve essere ponderato e valutato alla perfezione per non finire in qualche meandro incerto. Il finale da lento cardiopalma metterà tutto in chiaro che la via appena salita non è stata una passeggiata; i lunghi tratti expo vissuti sono stati viaggi indimenticabili come quelli in luoghi lontani…

Oltre alla via Picikum esiste un’altra vecchia via a sinistra che va a proseguire poi sulla stessa e sulla placca centrale un altro monotiro.
Accesso generale
E’ raggiungibile da Milano percorrendo la SS36 in direzione Sondrio-Tirano. Giunti al paesello di Ardenno (dopo Morbegno), si segue la deviazione per Val Masino. Da qui, una tipica strada di montagna a cure e tornanti porta in 15 minuti al paesello di San Martino, base di partenza per la Val di Mello. Accesso
Si entra in val di Mello seguendo la bella mulattiera e appena prima della Cà di Carna si prende il sentiero per la Val Qualido; questo sale gradualmente a piccoli tornanti seguendo i punti deboli del ripido pendio boscoso. Arrivati su un dosso appena prima della prima rampa con scalini in pietra, si prende a destra scendendo leggermente dalla dorsale ad una valletta boscosa. Quindi si risale sempre verso destra (ometti) fino ad arrivare a degli scalini che permettono di giungere in traversata sulla radura alla base della placca basale. Ci si porta sulla parte destra della placca dove sopra diventa spigolo; qui si trova l’attacco (1 h dal Gatto Rosso). Itinerario
L1: L’inizio granitico è travolgente – si sale sulla placca e al primo muretto (chiodo poco visibile), lo si rimonta e ci si sposta a destra andando a salire un vago diedro fino ad un tratto erboso; ora a destra in placca bella lavorata fino alla sosta. 35 m, IV, V (sosta su vecchi spit)
L2: L’arco fessura è da paura, ma bellezza pura – si sale lungo un pilastrino fessurato e appoggiato per pochi metri e si va a superare una bella placchetta con movimenti ascendenti verso destra (expo) arrivando così alla base dell’arco fessura. Lo si sale con arrampicata entusiasmante per una quindicina di metri e poi sempre seguendo l’arco si traversa verso sinistra sempre su roccia lavorata e aderente. Quando la lama rovescia si assottiglia, si scende leggermente e sinistra (chiodo) e si prosegue in placca sempre traversando fino a riprendere a salire su terreno evidente fino alla cengia alberata. 50 m, IV, V+, VI (sosta su masso)
L2.1: camminare sulla cengia erbosa fino alla base della placca (sosta su albero o spit e chiodo a sinistra in un piccolo vago diedrino).
L3: Con calma sulla placca geologica segui la logica! – verso sinistra fino a prendere una rigola chiara che sale diritta in piena placca (expo) fino ad un piccolo risalto, (vecchio spit giallo e dopo qualche metro chiodo) e proseguendo più o meno dritti si arriva in una zona più articolata sotto un caratteristico tetto. 40 m, V, VI (sosta a spit sotto il tetto)
L4: "passa dove l’acqua è bassa" – si traversa verso sinistra andando ad aggirare la fascia strapiombante e su terreno facile ci si porta alla sinistra del caratteristico abete alla base della placca finale. 60 m, III, IV (sosta o sull’abete grande, oppure a seconda degli attriti della corda su un alberello sul finale della piccola cengia verso destra).
L5: Placca labirintica e selvaggia – verso destra a rimontare un breve muretto andando a prendere una ripida placca molto erosa che permette con movimenti a zig zag (expo) di superarla fino ad arrivare ad un piccolo diedrino fessurato (chiodo infisso a metà. Si supera la fessura e poi gradualmente verso destra fino a superare un muretto (chiodo) arrivando così su una piccola cengia erbosa ascendente che porta alla sosta. 60 m, IV, VI (sosta su un buon arbusto)
L6: Risalti fessurati, poi placca coraggiosa – breve tratto vegetato e poi in placca e fessurina rovescia verso sinistra per poi rimontare un tratto più semplice che porta ad una liscia placca (expo) che si supera in arrampicata d’aderenza per poi continuare su roccia più articolata alla sosta. 30 m, VI (sosta su arbusto o friend)
L7: Di piedi e libera la mente – ci si porta alla base dello spigolo e lo si affronta con movimenti delicati (expo), stando sul lato destro. Ad un piccolo ripiano appena accennato, si piega gradualmente a destra e via via più facilmente alla sosta. 30 m, VI+ (sosta su friend)

Discesa
Si entra nel bosco verso sinistra ed aggirando qualche risalto si raggiunge in breve il sentiero della Val Qualido. Da qui si scende facilmente fino al fondovalle. Materiale
Attrezzatura: 4 chiodi + 1 fix in via + 2 soste vecchie a spit. Materiale: nda, 2 corde 60 m, rinvii, friend serie intera, raddoppiando dal 1 al 3 BD





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Primi salitori
Antonello Moioli, Andrea Savonitto, Ennio Spiranelli 07/1983 5,5 lunghezze. Parte alta: Jacopo Merizzi, Savonitto, Cristina Zecca 08/1983 ultime 2,5 lunghezze
Autore scheda
Eraldo Meraldi, Guida Alpina
Versante
Sud
Lunghezza dislivello
325m
Difficoltà
VI+
Periodo
Da aprile a ottobre inoltrato

Percorso



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