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Christian Maurer (SUI) il vincitore del Red Bull X-Alps 2009 a Mont Gros, France
Photo by Dean Treml/Red Bull Photofiles
Christian Maurer sul Monte Bianco
Photo by Dean Treml/Red Bull Photofiles
Christian Maurer a Zermatt, Svizzera
Photo by Dean Treml/Red Bull Photofiles
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Red Bull X-Alps 2009: intervista al vincitore Christian Maurer

30.07.2009 di Vinicio Stefanello

Il punto di vista del 26enne atleta svizzero Christian Maurer che ieri, stracciando tutti i tempi previsti e dopo aver attraversato tutte le Alpi da Salisburgo a Monaco, ha tagliato il traguardo di Monaco aggiudicandosi in 11 magnifici e spettacolari giorni l'incredibile maratona per parapendio e corsa del Red Bull X-Alps 2009, una delle competizioni più faticose ed estreme dell'outdoor.

Christian Maurer, da Salisburgo a Monaco passando per le Alpi. 1376 km a piedi, 999 volando con il parapendio coprendo 34.890m di dislivello. Il tutto in 11 giorni... Qual è l'aggettivo, o gli aggettivi con cui definiresti questa tua esperienza?
Buona domanda! E' stato incredibile. Vedere tutte quelle montagne, quelle valli, incontrare la gente, le lingue diverse e vedere le grandi barche sul mare.

Si dice che il Red Bull X-Alps sia la competizione più dura di tutte. Dal tuo punto di vista e aldilà dei numeri, potresti spiegarci perché?
Devi camminare e volare e devi fare tutto questo da solo per 24 ore al giorno. E' questo che lo rende davvero estremo.

Il momento più brutto, se c'è stato. E quello più bello?
Il momento peggiore è stato una notte nel bosco, ero vicino al lago di Como e avevo trascorso più di due ore cercando di trovare una via di uscita alle due di notte. Mi ero abbastanza perso... Il momento migliore invece è stato arrivando al turnpoint del Cervino. Era una giornata bellissima in montagna. Un altro bel momento è stata il volo dalle Alpi al mare di Monaco.

Negli 11 giorni della tua gara hai corso per 42,17 ore, volato per 87,32 ore riposando solo 100 ore. Come ci si allena per una corsa così massacrante?
Ho iniziato ad allenarmi circa un anno fa facendo jogging, pesi e camminando con lo zaino. Poi c'era molto materiale da preparare, il parapendio Advance, l'abbigliamento con Hagloffs e Lowa. Dovevo sapere di quale attrezzatura avevo bisogno. Poi ho trascorso molto tempo a studiare la rotta.

Non ti chiediamo perché lo fai. Ma ci piacerebbe sapere a cosa pensi mentre sei in gara... Cosa si sogna, se si sogna?
Sogno di salire a piedi e volare tutto il giorno, poi il giorno successivo sogno la stessa identica cosa. In fondo i miei giorni sono simili ai miei sogni!

Qual è la tua definizione di fatica. E di limite?
Difficile da dire. Devi andare lentamente, ma devi farlo per dieci giorni consecutivi. Il difficile è sapere quanto puoi spingere il tuo corpo durante il primo o secondo giorno. Dopo il quinto giorno lo sai bene, perché sei stanco. Ma durante i primi giorni, specialmente se sei allenato, vai troppo veloce e questo lo si poteva notare a Berchtesgaden durante il primo e il secondo giorno di gara: c'erano molti atleti che correvano, mentre io invece ho continuato a camminare. All'inizio, durante i primi giorni, il mio obiettivo più grande era trovare una buona velocità e non perdere il controllo.

Il posto più bello che in questi giorni hai attraversato, in volo o a piedi...
Il ghiaccio di Zermatt. Il tempo era fantastico, le correnti termiche erano perfette, non lo dimenticherò mai.

Cosa consiglieresti a chi aspira a partecipare al Red Bull X-Alps? E quali sono le doti che contano di più?
Devi sapere esattamente quello che stai facendo, devi imparare molto e devi avere molta esperienza. Non è soltanto una questione di volare, ma si tratta di farlo in condizioni molto difficili. Quando c'è molto vento, sei costretto a fare le tue scelte e decidere quello che riesci a fare come atleta, e quello che il tuo parapendio riesce a fare. Durante gli ultimi giorni, quando ero molto stanco, era difficile decidere se le condizioni erano tali da poter volare o meno.


Red Bull X-Alps 2009 from Planetmountain.com on Vimeo.

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