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David Lama e Peter Ortner verso la Via del Compressore, Cerro Torre, durante il loro tentativo nel febbraio 2011
Photo by © Red Bull
David Lama e Peter Ortner sulla Via del Compressore, Cerro Torre, durante il loro tentativo nel febbraio 2011
Photo by archivio David Lama
Cerro Torre, Patagonia
Photo by archivio David Lama
Il tracciato della variante Salvaterra-Mabboni e il traverso di Maestri sulla Via del Compressore, Cerro Torre, Patagonia
Photo by Ermanno Salvaterra

David Lama libera la Via del Compressore... mentre è polemica per la schiodatura di Kruk e Kennedy

23.01.2012 di Planetmountain

Ieri, 22 gennaio 2012, David Lama ha realizzato la prima libera della Via del Compressore sul Cerro Torre, Patagonia. La notizia arriva dal team di David Lama. Non si hanno ulteriore dettagli ma è un aggiornamento che sicuramente irromperà nelle polemiche seguite alla schiodatura di Jason Kruk e Hayden Kennedy.

Ultimo flash dal Cerro Torre: David Lama ha salito in libera la Via del Compressore sul Cerro Torre. Come dire che ancora una una volta la realtà sembra aver superato in velocità la fantasia. In questo momento non si hanno assolutamente dettagli ulteriori, se non che la libera sembra esserci stata forse addirittura per la linea originale di Maestri nella parte sotto la headwall. Quello che manca è solo la conferma scritta direttamente da David Lama che ora sembra stia giustamente riposando e dormendo dopo quella che, da quel poco che si sa, è stata un'autentica maratona. Una corsa tutta in libera su quella che in queste ultime ore, dopo la salita e soprattutto la schiodatura di Hayden Kennedy e Jason Kruk, è la via al centro della discussione e delle polemiche in tutti i forum mondiali.

Noi, contrariamente a come facciamo di solito, questa volta vi riportiamo la notizia anche se tutta da confermare di questa libera totale (per ora pubblicata su supertopo.com e a noi confermata dal team di Lama) proprio perché in questi giorni la Via del Compressore, o meglio la sua schiodatura, ha sollevato una discussione rovente. Forse una reazione di queste proporzioni non se l'aspettavano nemmeno Kennedy e Kruk, tanto che l'hanno dichiarato a La Cachaña - il diario online di El Chatén. Per dire: il 24enne canadese Kruk e il 21enne statunitense Kennedy sono stati duramente contestati da un gruppo di alpinisti proprio a El Chalten. Di più, sono stati interrogati dalla Policía Provincial che sembra abbia sequestrato ai due anche i chiodi a pressione tolti (ormai si parla di un centinaio di "bolt") dalla via aperta nel 1970 da Maestri sulla sud est del Torre. Nella stessa intervista Kennedy e Kruk hanno precisato che la decisione di schiodare la via del compressore l'avrebbero presa in cima al Torre e di essere pronti ad assumersi la responsabilità di questo atto.

Dicevamo delle ripercussioni sui Forum di alpinismo (due tra tutti: l'italiano Fuorivia e lo statunitense SuperTopo). Una discussione che ha letteralmente diviso il mondo dell'alpinismo. Non solo perché in molti contestano la definizione di "by fair means" che è stata data per presentare la realizzazione di Kruk e Kennedy: l'uso di 5 spit e l'A2 difficilmente può sposarsi con lo spirito del "salire la montagna con mezzi leali". Ma soprattutto perché in molti contestano e non accettano la successiva schiodatura della via di Maestri. Le motivazioni della contestazione sono varie e non sono prive di provocazioni anche forti. Tipo la definizione di "cowboy americani" che si arrogano il diritto di "salvare il mondo" e di decidere per esso. Molto peso è stato dato, infatti, all'assemblea di alpinisti a El Chalten che nel 2007 ha deciso a maggioranza di lasciare così com'era la Via del Compressore. Tra le provocazioni anche la proposta di schiodare, usando lo stesso criterio applicato alla via di Maestri, anche a The Nose sul Capitan, la famosissima via di Warren Harding sempre aperta con chiodi a pressione, in contrasto con l'etica che al tempo era prevalente a Yosemite. E' chiaro che queste sono provocazioni. Ed è anche doveroso dire che in molti difendono la schiodatura.

Ma quello che a noi sembra essere più interessante è che la posizione prevalente di chi contesta e non ritiene accettabile questo atto sembra essere dettata da un principio, se volete, di "garanzia di libertà". Ci sembra, insomma, che la schiodatura abbia toccato quel principio di "anarchia" (se ci è permesso scomodare questo termine) che sta alla base dell'alpinismo. In definitiva: tutti possono, a parole, non essere d'accordo e quindi contestare e mettere in dubbio una realizzazione, ma nessuno può passare ad atti di fatto, e con "la forza" schiodare una via. Quel che si teme, e non senza ragione, è che se passasse questo principio chiunque (gruppi o individui singoli) potrebbero decidere (appunto arrogarsi) il diritto di agire schiodando e modificando unilateralmente e fisicamente quanto fatto da altri.

E' un tema che non è nuovo al mondo dell'alpinismo ma anche dell'arrampicata. Un tema che per la maggior parte è stato risolto, per esempio, con una sorta di veto alla schiodatura se non prima concordata con l'apritore della via. Quindi è chiaro che aver fatto un'azione "di forza" su una montagna simbolo e su una via che da 40 anni, nel bene e nel male (sicuramente più nel male), è al centro delle polemiche, acquisti un valore simbolico del tutto speciale. A questo proposito va anche precisato che molti di quanti contestano l'azione di Kennedy e Kruk, dichiarano di non farlo per difendere Maestri, anzi molti affermano di non amare i chiodi a pressione della via del Compressore. Appunto quel che è interessante è che il mondo dell'alpinismo, ma verrebbe da dire l'alpinista tout court, come sempre non accetta né tribunali né qualcuno che scelga per lui, perché ciò limiterebbe sia la sua libertà sia quella di tutti.

In mezzo a tutto ciò ora è scoppiata l'incredibile "bomba" di Lama. La sua libera in cordata con Peter Ortner con meteo perfetta e il crux sul traverso sotto la headwall… di cui a breve speriamo di darvi maggiori, se non completi, dettagli. Non prima però di ricordare che il fortissimo climber austriaco era stato al centro di una accesissima contestazione, perché nei suoi tentativi di liberare la via del Compressore degli scorsi anni aveva piantato degli spit e lasciato del materiale in parete (ad uso della troupe che doveva filmare la sua salita). Come si vede il mondo dell'alpinismo non fa sconti a nessuno ;-)


AGGIORNAMENTO 24/01/2012: David Lama racconta la prima libera della Via del compressore sul Cerro Torre

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