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Niccolò Ceria, Massive Attack 8A, Magic Wood (SUI)
Photo by arch Niccolò Ceria
Niccolò Ceria, Miss Schweiz 8A, Chironico (SUI)
Photo by arch Niccolò Ceria
Niccolò Ceria, Deliverance 7B+, Peak District (GBR)
Photo by arch Niccolò Ceria
Niccolò Ceria, Gioia partenza in piedi, 8B, Varazze (ITA)
Photo by arch Niccolò Ceria
INFO / links & info:
    LE TAPPE DI NICCOLO' CERIA
    01/11/2007 - Sale gosse 7c, Fontainebleau. Primo 7c
    22/07/2008 - Fat bastard 7c+, Rifugio Barbara. Primo 7c+
    28/07/2008 - Unendliche Geschichte 8a, Magic wood. Primo 8a
    29/10/2010 - Entwash 8a, Brione. Flash.
    29/11/2009 - Amber 8a+/b, Brione
    27/12/2009 - Gioia 8b, Varazze
    20/11/2010 - La danse de balrog 8b, Branson
    04/12/2010 - La prou 8b, Cresciano
    12/12/2010 - Boogalagga 8b, Chironico

    Planetmountain
    News Nicolò Ceria

Niccolò Ceria, boulder Italian style

23.03.2011 di Planetmountain

Intervista a Niccolò Ceria, uno dei più forti giovani boulderisti italiani.

Niccolò Ceria è uno dei tanti studenti che frequentano il quarto anno del liceo: non sa ancora bene cosa vuol fare quando finirà la scuola. Deciderà con calma, ma una cosa è quasi certa: l'arrampicata e il boulder, farà parte della sua vita. Non potrebbe essere altrimenti: il ragazzo di Biella fa parte di quella nuova generazione di climbers che ha iniziato - nel 2002 - sulla plastica (leggi nella palestra gestita da uno dei più forti climber italiani, Alberto Gnerro) ma poi, quando sei anni più tardi si è dedicato alla roccia ha iniziato a macinare un boulder difficile dopo l'altro, con un ritmo ed una progressione verso l'alto incessante e a dir poco impressionante. Dopo una quarantina di boulder di 8a, nove 8a+ e cinque 8b sparsi tra Cresciano, Chironico, Varazze, Fontainebleau, Magic Wood eil Peak District, ci è sembrato che fosse arrivata l'ora di conoscerlo meglio.

Niccolò, per te il boulder è...
Per me il boulder è la massima espressione della scalata. Trovo sia un gesto molto libero e tutte le tue forze sono concentrate in pochissimi movimenti e in momenti molto brevi di arrampicata. Solitamente prediligo i boulder che hanno 3-4 movimenti, dove la difficoltà del problema è concentrata e bisogna dare il massimo su passaggi molto intensi.

Mentre la corda...
Scalare in falesia non mi dà le stesse emozioni che provo quando faccio un blocco, non amo arrampicare per dei metri dove entra in gioco la resistenza. Per me è più stimolante provare una linea in cui la difficoltà è super concentrata in pochissimi metri. Detto questo, sono quasi sicuro che prima o poi dedicherò dei periodi a scalare anche con la corda, soprattutto per cambiare lo stile e staccare un po' la testa dal boulder, anche se non ho ancora deciso quando farlo.

Negli ultimi anni hai fatto un enorme salto di qualità. Come te lo spieghi?
Sicuramente il salto che ho fatto negli ultimi 2 anni non è dato da un fattore soltanto. E' stato molto utile scalare sulla roccia con costanza e questo mi ha certamente permesso di migliorare sulla resina e quindi anche durante le gare. Un’altra cosa che mi è servita molto è stata quella di allenarmi con amici più forti di me, grazie a loro ho trovato la motivazione per continuare ad allenarmi e ho cercato al massimo di prendere esempio dai più bravi per migliorare.

Dove sei ancora carente?
Sono carente sono molti aspetti, se parliamo di gare sicuramente il mio punto debole è la testa e il fatto che non sono completo in tutti gli stili di scalata. Sono carente dal punto di vista della flessibilità, faccio fatica quando mi trovo in passaggi dove la scioltezza fa la differenza e devo trovarmi un altro modo per passare. Inoltre, in alcuni periodi non ho quella forte motivazione per fare un blocco, che sia in gara o sulla roccia, e di conseguenza mi trovo senza soddisfazioni che ritornano poi nel periodo in cui ho la motivazione è più alta. Sicuramente ho moltissimi aspetti da allenare e da migliorare.

Le gare sono quindi fonte di stress?
Per me le gare sono una parte molto complessa di questo sport, a volte anche se ti senti in forma vanno male oppure altre volte vanno bene anche se non sei al top. Entra molto in gioco la testa e quest’ultima è una cosa che faccio fatica ad allenare. In alcune stagioni precedenti ho fatto solo gare evitando quindi di andare fuori a scalare oppure andarci saltuariamente e questo mi portava a fine stagione in cui non avevo più nessuna voglia di fare competizioni. Negli ultimi 3 anni invece ho più che dimezzato il numero stagionale delle gare dedicandomi anche alla roccia soprattutto in inverno, così facendo arrivo in primavera motivato per farle e ho più tempo per gestirle meglio. Devo dire che ultimamente prediligo la scalata sulla roccia ma le gare comunque occupano ancora gran parte dei miei obiettivi stagionali e le considero come una cosa importante.

Sulla roccia, flash o lavorato?
Sono due stili totalmente diversi. Quando vuoi provare un blocco flash devi avere tutto in testa e non puoi sbagliare assolutamente nulla. Hai una possibilità e basta e chiaramente ti da grande soddisfazione se la centri. Il lavorato invece è completamente diverso, quando provo un blocco duro magari ci metto dei giorni a capire come passare e a trovare i giusti metodi, e talvolta continuare a provare lo stesso blocco per dei mesi diventa un’ossessione. A livello di soddisfazioni mi rende più contento salirne uno in stile lavorato rispetto ad uno flash.

Come si misurano le performance sui boulders? Ultimamente si legge in quanti minuti, ha senso?
Sicuramente se la salita di un blocco difficile avviene in poco tempo la realizzazione è più grande. Ma non penso che alla fine conti così tanto, i gradi sono molto soggettivi e quindi secondo me è difficile avere un parametro di misura uguale per tutti, ognuno ha stili di scalata diversi da altri quindi ogni blocco e differente per qualsiasi persona.

Domanda stupida, ma forse non impossibile: pensi che in futuro le miglior performance verranno fatte di notte, per avere le condizioni ottimali?
No, non penso. Alla fine le condizioni ottimali le trovi sempre con il freddo e il sole. Per me le night session rimangono sempre un gioco per scalare in un modo un po' più diverso dal solito.

Chi sono quelli che ti hanno ispirato?
Non ho una leggenda in particolare. Ammiro molto le persone che scalano per il piacere di scalare dando solamente una relativa importanza al grado e che non sono fissati solamente su questo concetto di difficoltà. Penso che Fred Nicole sia una delle persone che ho ammirato di più sin da piccolo. Ha davvero portato avanti il livello del boulder e ha scalato nei posti migliori del mondo aprendo delle linee pazzesche che sono ancora di riferimento tutt’oggi.
C'era una volta, non tanto tempo fa, quando il boulder Italiano era ai vertici internazionali - Calbani Campione del Mondo, Core che dominava la Coppa, ed entrambi che hanno aperto boulder di riferimento a Meschia e Varazze... Adesso come è la salute del boulder italiano?
Purtroppo in quegli anni io non arrampicavo ancora, o comunque ero agli inizi e sentivo solo parlare di questi grandi campioni che dominavano l’ambiente internazionale a quel tempo. Per quanto riguarda le competizioni non credo che attualmente ci sia il livello che c’è stato in quegli anni, invece parlando per la scalata fuori credo che ci siano alcune persone che non sono molto distanti da ciò che hanno fatto loro, anche se sono stati proprio Core e Calibani a sviluppare e alzare notevolmente il livello del boulder in Italia. Hanno aperto i blocchi che sono ancora adesso i più duri nel nostro paese e alcuni ancora in attesa di ripetizioni, liberando i primi 8c blocco italiani e il primo probabile 8c+.

Hai svariati 8b al tuo attivo. Domanda per una probabile risposta impossibile: ma quanto sarà difficile l'8C boulder?
Innanzitutto dei cinque 8b che ho salito fino ad ora, la maggior parte sono considerati “soft” per il grado, a parte gli ultimi due. Sicuramente il livello da 8b lo trovo ancora distante dai miei standard. Per quanto riguarda gradi come l’8b+ e l’8c ho dei progetti ma sono tutti a lungo termine, non ne ho mai provato uno seriamente e penso che tutt’ora abbia ancora molto da lavorare per raggiungere una cosa simile. Credo comunque che il grado sia una cosa motivazionale che ti spinge sempre a voler migliorare, ma alla fine trovo che quello che conti veramente sia la bellezza della linea e dei movimenti al di là della difficoltà.

Dove aprirai i tuoi boulder?
Non ne ho idea. Vicino a casa mia ci sono poche aree e non sono un gran che. Da quello che ho visto ci sono dei posti in Valle d’Aosta con un sacco di potenziale e di roccia completamente nuova. Se voglio pulire o aprire qualcosa nei prossimi mesi, sarà lì il posto giusto. Vedremo.

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