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Gabriele Moroni su Il frutto del diavolo 8c+/9a
Photo by Andrea Pandini - Gruppo Struktura
Gabriele Moroni su Il frutto del diavolo 8c+/9a
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Gabriele Moroni, Il frutto del diavolo e l'arrampicata

11.12.2010 di Planetmountain

Gabriele Moroni racconta Il frutto del diavolo 8c+/9a, la nuova via che ha aperto e liberato nella falesia Bus de Vela di Trento...

Gabriele Moroni non ha bisogno di presentazioni. E' tra i più forti  climber, sulla plastica come sulla roccia, nel boulder ma anche con la  corda. Molti lo conoscono anche come atleta della nazionale e uno dei  top delle gare boulder. Da molto, da quando era giovanissimo (ora ha  ben 23 anni!), Gabriele non ha mai smesso di girare per le falesie e i  boulder dell'Italia e del mondo. E il suo curriculum di vie e boulder  difficili risolti è lì a dimostrarlo. Ultimamente, tra il settembre e  l'ottobre scorso, ha colto una serie di belle realizzazioni nelle  falesie tra Arco e Trento. Questa volta non solo nella veste di  “ripetitore” o di “liberatore” di vie ma anche e soprattutto dando  spazio alla sua creatività e partecipando in prima persona alla  ricerca, alla preparazione e poi alla libera di nuove linee, le “sue”  linee. Un'esperienza questa che ha condiviso insieme a Valerio  Ballardini ma anche a Jacopo Larcher. Sono nate così Belzebù Climbing  Team 8c, La Gabi 8c, Scoglio de Capri 8b+ e anche Bombo Balla, un 8b+  di Jacopo Larcher poi confermato (alias salito) anche da Gabriele.  Infine è arrivata anche la bellissima “ossessione”, quella della linea  che non ti lascia in pace finché non l'hai liberata. Si tratta de Il  Frutto del diavolo – e già il nome è tutto un programma – per la quale  Gabriele ha proposto il “signor” grado di 8c+/9a. Ma questa della  difficoltà per noi è la parte meno interessante. Basta leggere il  report di Gabriele per accorgersene.


IL FRUTTO DEL DIAVOLO di Gabriele Moroni

Dopo la tradizionale estate a Ceuse e dintorni ero un po' stufo dei  soliti posti e di ripetere le vie dure della zona... e pur essendo in  vacanza con gente molto simpatica e soprattutto nella falesia più  bella del mondo stavo attraversando un periodo di demotivazione... Già  dopo la prima salita di Elementi di Disturbo (la via più dura di  Gressoney) sentivo che la solita emozione che avevo sempre provato  ripetendo vie già liberate non mi dava più tanta soddisfazione.  Trovavo più gusto cercare di liberare le "mie" vie, invece che  progetti già chiodati ma lasciati da liberare a scalatori con più  chances dei chiodatori! Trento è stata la grande svolta, una carica di  motivazione notevole... un sacco di bel calcare e tanti progetti  completamente naturali da liberare! Una bella città e soprattutto un  bella community di arrampicatori!

Già dall'estate Valerio Ballardini, un attivo chiodatore della zona,  mi aveva parlato di progetti "futuristici" vicino alla città! La  curiosità saliva sempre di più! Allora, dopo il campionato europeo a  Innsbruck, a metà settembre decido di fermarmi a vedere con i miei  occhi il potenziale della zona! Rimango estasiato dalla qualità dei  progetti e della roccia! Se all'inizio pensavo che sarei stato solo  qualche giorno o al massimo una settimana tra Trento ed Arco alla fine  mi accorgo che il tempo passa veloce e tra una via e l'altra, una  falesia e l'altra, cinque giorni passati in Sicilia per un festival  d'arrampicata, una cosa e un'altra mi ritrovo di ritorno "definitivo"  a casa a fine stagione... Inizio novembre... Incredibile quanto un  mese e mezzo sia passato veloce!

Tornando alla scalata, all'inizio mi sono concentrato nel provare a  liberare progetti già chiodati da Valerio. Dopo poco tempo, però,  grazie al sottoscritto e a Jacopo Larcher di passaggio un giorno  prendono vita Belzebù Climbing Team 8c, La Gabi 8c, Scoglio de Capri 8b + e Bombo Balla un 8b+ di Jacopo poi confermato da me... Tutte vie  completamente naturali senza neanche prese consolidate con resina...  una rarità in Italia. Una vera benedizione!

Dopo queste prime libere ho iniziato a provare qualche altro progetto  ben più ambizioso tra cui il "Big Jump Project", una via chiodata da  Rolando Larcher con una parte davvero liscia a metà... Rolando aveva  risolto tutti i movimenti di questa bellissima via con una qualità di  roccia incredibile. Purtroppo si presentava un bel metro e mezzo di  roccia senza prese allora decise di incollare un piccolo sasso per  passare! Poco tempo dopo, grazie alla mia concezione più  boulderistica, ho trovato una soluzione originale con un Mega Lancio  quindi evitando il sasso! Grazie al consenso di Rolly il sasso è stato  tolto e adesso la via è anche in questo caso completamente naturale e  molto futuristica... Pur avendo ripetuto più volte il grande lancio  ripeterlo in continuità è un'altra storia, infatti non vedo l'ora che  ricominci la stagione buona l'anno prossimo per riprovare questo  ambizioso progetto!

Un giorno la mia attenzione è stata catturata da una linea vergine nel  bel mezzo di un grande strapiombo giallo e nero... io e Valerio  intravediamo qualche presa da sotto ma dal basso non si può essere sicuri di nulla! Così metto su una statica e cerco di tenermi dentro  nel grande strapiombo... sono al settimo cielo! Una linea di prese  sembra ci sia... pinzate, svasi, buchetti qualche tacca! Fantastico!  Prendo subito il trapano e inizio a chiodare... dopo una lunga  giornata di lavoro, qualche cliffata in faccia e un friend in testa  sono di nuovo coi piedi per terra... sporco ed esausto e purtroppo senza più la forza di provarla subito.

Da quel momento è iniziata l'ossessione. Non riesco a non pensarci. Il  giorno seguente sono di nuovo su e inizio a pulirla e trovare i primi  movimenti. Gia i primi 10metri sono parecchio intensi sul 7c+ fino a  un riposo discreto. I 5metri seguenti sono infattibili per il primo  giorno, soprattutto un paio di movimenti su un bidito pinzato davvero  svaso a prendere una tacca e alzarsi il piede "in bocca"... Comunque  capisco subito che si passa, è fattibile! A metà c'è un ottimo riposo  che sembra sia stato creato apposta prima della seconda parte, molto  aleatoria e boulderosa, e di un passo veramente alla cieca a prendere  una pinzata svasa e infilarsi in un piccolo diedro! L'ultima parte è  più facile ma ci sono quelle ultime 2/3 "pompate" che se sei stanco...

Sono straeccitato! La via mi sembra fattibile e anche velocemente. Probabilmente è leggermente più dura di quelle che avevo liberato in  precedenza! Ma già dal terzo giorno mi accorgo che ho detto una  stupidata! Sarà stata l'adrenalina o non so cosa ma mi sembrava tutto  facile! E in più un piede chiave sulla parte alta si è rotto! Avevo  visto che si sarebbe rotto ma non volevo assolutamente sikarlo.  Infatti la via è al 100% naturale!Per fortuna comunque sto attraversando un buon periodo di forma e già  al terzo giorno sulla via inizio a provarla dal basso. Finalmente ho  fatto tutti i singoli e sto iniziando a meccanizzare bene tutte le  sequenze... Mi sento vicino alla soluzione e cerco di perfezionare la  seconda parte dopo il riposo!

Dopo altri due tre giorni di tentativi mi sento davvero pronto e di  giro in giro miglioro sempre di più. Fa freddo è fine ottobre e la  linea è all'ombra buona parte della giornata! Accendiamo un fuoco per  scaldarci e seccare per bene la pelle... sono cotto a puntino capisco  che è il momento di fare un tentativo buono! Tutto fila liscio e non  sbaglio niente... ho tutto meccanizzato perfettamente e dopo una  decina di minuti mi stanno calando! Che incredibile soddisfazione! Non  ci credo ancora che ci possano essere delle vie così perfette sulla  terra e che in questo caso sia stato io a darle vita nella sua  completezza... scovare la linea, chiodarla, pulirla e, dopo qualche  giorno di duro lavoro, liberarla! Non ho parole!

Chiamo la Via "Il Frutto del Diavolo"... credo che il nome sia  azzeccato e i miei amici sanno il perchè!... Gradare delle prime  salite è sempre difficile ma credo che in questo caso ancora una volta  il mezzo grado sia obbligatorio fino a una ripetizione! Quindi  propongo il grado di 8c+/9a per questo gioiello!

Alla prossima!
Gabri

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