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Flashback Melloblocco 2008, una giornata su Luna Nascente

27.03.2009 di PlanetMountain

Anche questo è il Melloblocco e l'arrampicata: una storia di normale arrampicata felice con protagonisti Patxi Usobiaga e Curt Marazzi.

C'è una storia che volevamo raccontare dall'anno scorso. Certo è una storia normale, anzi minima. Di quelle che capitano tutti i giorni tra gli arrampicatori. Ma forse è proprio per questo che riaffiora alla memoria accompagnata da un sorriso. Tutto è successo al Melloblocco 2008 quando un campione, Patxi Usobiaga, e un climber, Curt Marazzi, tra i più estroversi che ci siano, hanno deciso di salire Luna Nascente, bellissima multi picth della Val di Mello.

Va detto che Patxi, due volte vincitore della Coppa del mondo Lead, vincitore del Rock Master 2008 e primo a centrare l' on-sight su un 8c+, non aveva mai salito né una via di più tiri, né una fessura, né tanto meno aveva mai usato un friend... Ma soprattutto occorre dire che i due, quando sono tornati giù, avevano negli occhi quel brillio sorridente dei climbers che hanno “visto la luce”. Sarà mica perché nell'arrampicata esiste la bellezza assoluta e la felicità pura anche aldilà dei gradi?


UN MELLOBLOCCO SPECIALE CON PATXI
di Curt Marazzi

“No no noooooo amigo! Quando attrezzi una sosta a friends, dove entrambi ci appendiamo, devi fare in modo che tutto il sistema non crolli da un momento all’altro. Non era corretto prima dove hai utilizzato un solo camalot per far sosta, ma nemmeno come hai fatto adesso, dove stai utilizzando due camalots ma collegati solo con la tua corda. Utilizza queste fettucce qua, ok? Mui bien amigo, adesso parto io” Se anche le prossime soste ci reggono, oggi muoio solo dal ridere, e tanto anche!

Che soggetto che è Patxi. Bravo è proprio bravo. Simpatico è simpatico. Forte a scalare nemmeno da discuterne ma... restano quei due o tre punti da sistemare un filo, come le soste, il posizionare le protezione, il fatto che dopo nemmeno venti minuti di avvicinamento sembrava dovesse entrare in sala parto... Bravo amigo, esto sarà un grande giorno!

“Ok, sosta. Parti quando vuoi.”
“Hey Curt, ma su esta via le pies de gato (le scarpette ndr) y soi mui importanti eh?”
“Senti un po' basco, è vero che hai ‘na pompa disumana, ma venirmi a dire che Luna Nascente in Val di Mello sia una via di piedi... Avanti amigo, ridammi tutti i camalot che ho utilizzato, ne mettiamo uno a prova di bomba qua sopra, rinviamo la tua corda, e prendi solo questi due per attrezzare la sosta successiva e... e via! tanto non li sai posizionare i camalots, che ti porti a fare tutta 'sta ferraglia? Però hombre, questa volta vedi di fare una sosta decente ok? ho famiglia...”
“Buena Curt, y vado”

...Luna nascente una via di piedi... ma vaffa...! Certo è che, ad osservare la naturalezza con cui scala, la sicurezza con cui sale, nonostante non metta protezioni, è disarmante. Non ha mai scalato in fessura, non ha mai fatto una via multipich, non sa utilizzare protezioni naturali, eppure a guardarlo sembra stia giocando nel giardino di casa. Bravo amigo, sei veramente forte... Hey hey hey, ma che film mi sto facendo? Sono qui che ammiro questo catalano, quando non so nemmeno come sarà la prossima sosta alla quale dovrò appendermi pure io.

“No amigo, ma che è esta cosa? no es una sosta. Ma non ti è mai capitato di sfogliare qualche manuale tecnico d’arrampicata?”
“Certo Curt, ma non ci sono tabelle d’allenamento interessanti. Y son tode mui semplici par amia.”
“hahaha... Ma no mona, intendo dire se non hai mai visto due schizzi su come si attrezza una sosta...”
Proseguiamo, e più saliamo più ci divertiamo in perfetta sintonia, nonostante sia indiscussa la differenza di capacità arrampicatoria. Lui fortissimo domina tutto, io... io mi arrabatto solo perché questa via la conosco bene, altrimenti ciao. Ciò che più mi gasa, è osservare la metamorfosi dei suoi occhi tiro dopo tiro. Qualcosa gli è scattato nella testa, ne sono sicuro. Sta scoprendo un nuovo gioco, o comunque lo stesso gioco dove è leader indiscusso a livello mondiale, ma con altre carte da giocare. Sì, ne son certo, qualcosa sta succedendo.

“Hey hombre, hesto es l’ultimo tiro. Non es difficile, esta un poco psicologico ma facile. Non ti puoi proteggere fino alla sosta, ma tanto che ti cambia a te?”
“ma, y quanto es psicologico?”
“un poco amigo. Un poco. Sali questa fessurina, metti un bel camalot, anzi mettine due di camalot che per la legge dei grandi numeri forse uno funziona, fai un piccolo ristabilimento in placca, il boulder, e poi vai”
“Ma dal camalot al bosco esta un poco lungo... e non puede utilizar niente?”
“No amigo, esto es un tiro de piedi! hahahaha”
“Ok Curt, io soi mui contento di provar”.

E' partito, sale la fessura, anzi corre, posiziona due camalot, fa il ristabilimento, si alza di altri 2 metri si gira e mi fa: ”Ora viene il boulder?” “Ma no, l’hai appena digerito il boulder. Adesso scala tranquillo fino al bosco, piede piede... piede piede, vedrai che corri su.”
”Hey Curt es un poco periculoso”... sale altri due metri... ”Achi es un poco psico”... sale ancora si ferma e mi guarda ”Curt, es un poco danger”... sale.., sale...”esto es un tiro mui ingaggio, par amia esto es il più pericoloso”. Incredibile...

Ieri sono passato a prenderlo a Malpensa alle 13. Alle 15 eravamo in grotta e lui, essendo un po' stanco, il poverino, ci ha sbattuto in faccia in sequenza: un 7c+ a vista, quattro 8a a vista, un 8a/b sempre a vista. ”Vai hombre, l’unica differenza oggi è che la placca la stai scalando dalla parte opposta! quella appoggiata, fidati dei piedi amigo, sei un figo!”
“Sosta! y questa esta buena.” “hyeeeeaaaaa, grande. Lo so che è buena la sosta, stai abbracciando un larice di 40 metri!”... però se ci ripenso mi sa che sto giro mi stava prendendo un po' in giro lui...

Siamo in cima, iniziano le solite pacche sulle spalle (per le sue spalle impiego circa 15 minuti), strette di mano, i vari bla bla bla che tutti voi conoscete. C’è però qualcosa di diverso questa volta, qualcosa di potente. I suoi occhi! Felici, leggeri, diversi da ieri. E’ come se qualche strana leva fosse riuscita a scardinare una porta chiusa, sigillata ed indurita da anni di sacrifici, di snervanti isolamenti pre gara, stressanti giornate in falesia dove tutti sanno chi sei e per questo si aspettano da te, sempre e comunque, la miglior prestazione al mondo. Non capisco esattamente cosa, ma di sicuro qualcosa è successo, ne sono certo!
“Grazie amigo, par amia oggi è stata una magnifica giornata. Grazie!”
“Grazie a te Curt ma adesso...” “No no, non ti faccio camminare, ci caliamo giù fino agli zaini...

Sono passati diversi mesi da quella splendida giornata, ed in tutta onestà non ci stavo più pensando fino a quando una sera, una cara amica appena rientrata dalla Patagonia mi chiama e mi dice: “Hey Curt, sai chi ho incontrato e mi ha detto di salutarti?” “La Hunziker? Kate Moss?...” Ma no! Patci, Patci Usubiaga” “Uuaaaaa, e che ci faceva giù in quel della Patagonia?” “Diceva che voleva imparare a posizionare i camalots, così quest’anno in Val di Mello forse non sbaglierà più le soste.”
Lo sapevo, ne ero certo. Grazie amico, sei un grandissimo. Un brindisi all'arrampicata!

Curt Marazzi

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