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Cege Ravaschietto su L4 di Correnti Gravitazionali
Photo by arch. E.Marlier
Elisabetta Caserini apre Eterni Peter Pan
Photo by arch. E.Marlier
Tutte le vie della sud della Rocca La Meya
Photo by arch. E.Marlier
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Due nuove vie per la Rocca la Meja

03.10.2008 di Ezio Marlier

Il 14/08/08 sulla parete sud della Rocca La Meya Piemonte, Alpi Cozie), Elisabetta Caserini, Danilo Serotti ed Ezio Marlier hanno aperto Eterni Peter Pan (350mt TD, max 6a+, 5c obbl). Mentre il 31/08, sempre Elisabetta Caserini ed Ezio Marlier questa volta con Cege Ravaschietto, hanno aperto Correnti Gravitazionali (320m, ED+, max 7°, 6b+ obbl).

Rocca la Meja, è una montagna pressoché sconosciuta, alla fine di un'altrettanta sconosciuta valle: il Vallone dell'Arma. Siamo esattamente alla confluenza tra le Alpi Marittime e le Alpi Cozie, ad un tiro di schioppo dalla Francia (Ubaje) a cavallo tra la valle Stura e la valle Maira. Sono vallate profonde, lunghe e piene di misteri. Sono misteriose come il fatto che in questi luoghi (Alpi Marittime e Liguri) ci siano così tante belle montagne ma così poco conosciute. Come altrettanto misterioso è scoprire che in queste valli vivono tanti straordinari alpinisti, gente che ha scritto pagine di eccezionale alpinismo, ma di cui nessuno sa quasi nulla.

Sfogliando le cronache alpinistiche locali e le poche guide esistenti, alcuni nomi si ripetono a oltre 20 anni dalle loro prime salite. Cesare 'Cege' Ravaschietto è sicuramente il portabandiera di questo 'stile alpinistico'. Un autentico fuoriclasse delle montagne, guida alpina e istruttore, passa il suo tempo tra un 'disgaggio' e l'altro, per poi finire la giornata nei campi a coltivare il suo ettaro di mele. "Tutto allenamento" dice lui. Sarà vero visto che non scala praticamente mai ma sale a vista fino al 7c e apre un impressionante numero di vie, tra cui un capolavoro sulla nord del Cervino.

Poi per comprendere un po' del grande alpinismo di queste parti si dovrebbe parlare a lungo anche di Sergio Savio, il solitario, Piero Marchisio, il ghiacciatore, Fulvio Scotto, l'esploratore, Guido Ghigo, il lungimirante, Massimo Piras, l'eterno giovane, Walter ed Ernesto 'Matley' Galizio, gli eterni Peter Pan, Andrea Parodi, il globetrotter, Giovannino 'Giova' Massari il 'liberista'
Tutti rappresentano un alpinismo vero, di altissimo livello, di ricerca ed etica.

Ma torniamo alla Meja. Montagna con le sembianze di una cattedrale, immersa in rilassanti praterie con le pareti esposte a sud. Salita per la prima volta nel 1895 da G. Bobba rappresenta una delle montagne più percorse e ambite dagli escursionisti del basso nord ovest italiano. E' nel 1994 però che A. Parodi e L. Lenti aprono la prima linea con l'ausilio di spit. A loro va il merito di introdurre su questa montagna il concetto moderno di apertura. La via supera il grande pilastro al centro della parete, partendo dalla cengia della 'normale' che sale da sinistra a destra tutta la parete. Successivamente, Cege Ravaschietto, Guido Cavagnero, Orsi, Moriero, Bernini, Fabio Vivalda aggiungeranno diverse linee di stampo moderno, senza però interessarsi dello zoccolo basale o puntare al punto più vicino alla punta dove è installata una croce

Vidi per la prima volta la Meja in una fotografia mostratami da Elisabetta: immediatamente tracciammo la linea di 'Alpstation'. Ma solo quando mi trovai alla sua base compresi veramente cosa avevo di fronte: ero letteralmente stupefatto dalle molte possibilità ancora aperte su quel bel calcare. Pilastri, fessure e placche erano lì ad aspettare. Così quel giorno nacque 'Alpstation d'Isera' ma sapevamo già che non poteva finire così. C''erano quelle linee ancora da salire

Ecco perchè lo scorso agosto, prima con Danilo Serotti e poi con Cege Ravaschietto, siamo tornati alla Meja. Volevamo tirare due linee più lunghe possibile che partendo dalla base arrivassero fino alla croce della cima nel modo più diretto. Il progetto era di realizzare una via con difficoltà contenute e un'altra più difficile in modo da soddisfare e interessare il più alto numero di fruitori, anche per questo ci eravamo prefissi una chiodatura 'umana', sicura e assolutamente mai pericolosa.

Grazie all’intuito e a un po’ di fortuna l’intento a stato raggiunto. Ora la Meja ha due vie che percorrono per intero la sua parete sud. Eterni Peter Pan, con difficoltà contenute e Correnti Gravitazionali, decisamente più dura, permettono di percorrere tutta la parete sud e di raggiungere la cima con le scarpette ai piedi.

Ezio Marlier

Le vie della Rocca La Meya

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