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Groenlandia 2006, un alpinismo da scoprire
Photo by arch. Cecilia Carreri
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Serata a Vicenza: Groenlandia, un continente di ghiaccio e cime inviolate da scalare

27.02.2007 di PlanetMountain

Il 6/03 a Vicenza è in programma una serata dedicata alla Groenlandia e al Polo Nord di Guido Monzino con la partecipazione dell’alpinista e guida alpina Rinaldo Carrel di Valtournenche, già presidente delle Guide alpine del Cervino.

Il 6 marzo 2007, alle ore 21.00, nell’ambito del ciclo dei Martedì del CAI di Vicenza, all’Auditorium Canneti, in via Levà degli Angeli, verrà presentata una serata dedicata all’alpinismo in Groenlandia. Parteciperà un ospite d’eccezione, l’alpinista e guida alpina Rinaldo Carrel, componente della spedizione al Polo Nord nel 1971 e all’Everest nel 1973 sul quale fu il primo italiano in vetta assieme a Mirko Minuzzo.

Verranno proiettati il film della spedizione al ghiacciaio Rassmussen, il film della spedizione di Monzino del 1962 al 77°parallelo, con la conquista del Pollice del Diavolo e infine il film della conquista del Polo Nord nel 1971. Si tratta di tre filmati brevi, di circa mezz’ora ciascuno, preceduti da una breve presentazione di Rinaldo Carrel e del sig. Maurizio Allione, collaboratore per tanti anni di Guido Monzino.


GROENLANDIA 2006, UN ALPINISMO DA SCOPRIRE
di Cecilia Carreri

La Groenlandia è la più grande isola del Mondo, appartiene geograficamente all’America settentrionale, ma politicamente alla Danimarca. E’ grande sette volte e mezza l’Italia, è costituita da un grande bacino roccioso ricoperto da una calotta glaciale, detta Indlandsis, che raggiunge l’ altitudine di mt 3.220. La corona del bacino roccioso che contiene la calotta artica è costituita da catene montuose che si diradano e finiscono dentro l’oceano. Molte montagne spuntano fuori dalla stessa calotta glaciale, nei bordi più esterni, lungo il confine con le catene montuose che chiudono come una corona la calotta stessa: la cima più alta misura 3.700 mt. La costa si frastaglia in moltissimi fiordi e morene che scaricano in mare ice-fall immensi, veri e propri fiumi glaciali carichi di seraccate dalle dimensioni impressionanti

Nel 2006 decisi di andare in Groenlandia per avvicinarmi e conoscere il Circolo Polare Artico che taglia quell’isola alla latitudine 66°33’. Scoprii che Guido Monzino aveva svolto 10 spedizioni in Groenlandia tra il 1960 e il 1971, data di Conquista del Polo Nord. Per documentarmi andai al Festival di Trento dove, nel mercato dei librai d’antiquariato, trovai i preziosi testi di Mario Fantin, noto fotografo e cineoperatore, componente di quelle spedizioni, e di Guido Monzino (Fantin, Montagne di Groenlandia, Tamari Editore, Bologna, 1969; Monzino, Spedizioni d’Alpinismo in Groenlandia, Atti delle Spedizioni GM 1960-1961-1962-1963-1964, Mondadori Editore, 1966).

Attraverso foto e carte geografiche rarissime, pubblicate in quei libri, scoprii che la Groenlandia era una terra glaciale impervia disseminata di massicci montuosi di granito simili alle nostre Alpi, ancora oggi in gran parte inesplorate, alternate a seraccate degne dell’ Himalaia, circondate da Iceberg imponenti che navigano nelle acque gelide dell’ Oceano Atlantico. In Groenlandia è ancora possibile scalare vette inviolate, di notevoli difficoltà tecniche, miste di ghiaccio e roccia, montagne che si elevano da estensioni immense di ghiacciaio, un alpinismo classico e severo, in zone completamente disabitate, una buona alternativa alle spedizioni himalayane.

Nel libro di Fantin c’è una dettagliata rassegna delle moltissime spedizioni internazionali svoltesi in quella terra negli anni ‘60, tra le quali alcune italiane: spedizione del CAI di Carate Brianza e Gruppo Ragni di Lecco al 71° parallelo nel 1966; spedizione Città di Como nel 1967 al Ghiacciaio Umiamako; spedizione italo-danese nel 1967 al 66° parallelo; spedizione sci-alpinistica nel 1967 nelle Alpi Stauning; spedizione della sezione CAI di Gavirate nel 1967 in Groenlandia Occidentale; spedizione Alessandria 1968; spedizione bresciana all’Est nel 1968.

Da ricordare inoltre le tre spedizioni di Kurt Diemberger: nel 1966 con il CAI di Tortona al 71° parallelo, Penisola di Qioqe, la seconda nel 1971 con Robert e Anne Kreuzinger, la terza nel 1974 sulla Calotta Artica sulle tracce della spedizione di Alfred Wegener: consultare i libri di Diemberger “Tra zero e ottomila”, Zanichelli Bologna, 1970 pag. 335 e ss e “Gli spiriti dell’aria”, i Licheni, Vivalda, pag 159 e ss.

Con la spedizione del 2006 tra le latitudini 66°09’ e 66°18’ abbiamo risalito il ghiacciaio Rassmussen, e parte del ghiacciaio chiamato 19 settembre, un immenso ice-fall di centinaia di chilometri di collegamento tra due fiordi, da noi percorsi via mare tra migliaia di iceberg alti come palazzi.

Cecilia Carreri

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