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di Paolo Mantovani![]() Il mio primo contatto con i grandi spazi orizzontali risale allAprile 2001, quando ho avuto loccasione di accompagnare un gruppo di clienti nella traversata del Vatnajokull, il più esteso ghiacciaio dEuropa. Ne rimasi subito profondamente colpito. Lo spazio e il tempo assumono una dimensione completamente diversa da quella a cui si è abituati andando in montagna. Non un ermo colle (...), che da tanta parte dellultimo orizzonte il guardo esclude, una barriera visiva oltre la quale scoprire nuovi spazi, ma un orizzonte infinito del quale fare parte. Lo scorrere del tempo accompagna movimenti ripetitivi che rendono ogni gesto, ogni secondo trascorso, un passo verso la conoscenza interiore. Non è più lo spazio lobiettivo della nostra ricerca, ma noi stessi. Questa situazione, in cui i pensieri corrono liberi, leggeri, senza fermarsi su questo o quello ha rappresentato per me una vera scoperta. Fu in questi momenti, mentre il susseguirsi dei passi scandiva il ritmo delle mie giornate e dei miei pensieri, che prese forma nella mia mente lidea di affrontare una traversata in completa solitudine. Fra Novembre e Dicembre non vivo un momento fra i più felici della mia vita. Alcune certezze si incrinano. Percepisco una situazione di transizione, in cui a tratti la mia autostima vacilla. Mi accorgo che cerco negli altri delle cose che solamente io posso risolvere. Fortunatamente ne sono consapevole, ed è proprio per combattere questa situazione che prende forma in maniera precisa il progetto di ritornare in Islanda per attraversare il Vatnajokull da solo e nella stagione invernale. Ho bisogno di un progetto su cui concentrare la mia attenzione, un progetto del quale essere completamente responsabile. Nei mesi di Dicembre e Gennaio divido il mio tempo e le mie energie fra lorganizzazione del viaggio e la Coppa del Mondo di Arrampicata su Ghiaccio, per la quale faccio il tracciatore. Il 26 febbraio, dopo un rinvio a causa di un infortunio, rivelatosi fortunatamente meno grave del previsto, riesco finalmente a partire. Le ultime settimane passate fra lincertezza dovuta alle mie condizioni fisiche, e il tempo dedicato a cercare di risolvere gli ultimi problemi relativi alla spedizione, sono state veramente stressanti. Passo tutta la giornata del 27 a preparare gli zaini e la slitta: non vedo lora di restare da solo. Alla sera Ingo, il mio autista, passa a prendermi con la sua Super Jeep. Questa sera dormiremo ad Akurery, nel Nord dellisola. |
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