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Dermatologica - Pizzo Cavregasco Pilastro Nordovest

Primi salitori: Luigi Berio, Paolo Serralunga, estati 2018-2019 in più riprese. Prima ripetizione: gli apritori nel settembre 2021, in due giorni con bivacco in S5 e uscita in cima al Pizzo Cavregasco
Scheda via a cura di: Paolo Serralunga, Luigi Berio
Area: Alpi Lepontine Gruppo: Alpi Lepontine Orientali Cima: Pizzo Cavregasco Pilastro Nordovest Stato: Italia Regione: Lombardia

Dermatologica sale in centro il pilastro nord-ovest del Pizzo Cavregasco, in Val Bodengo (SO). È stata aperta in più riprese tra il 2018 e il 2019, con uso di protezione veloci, vari chiodi (lasciati) e qualche fix. Abbiamo ripercorso la via in settembre 2021, facendone la prima ripetizione, bivaccando in parete e salendo anche la cresta dalla cima del pilastro fino alla vetta del Pizzo Cavregasco.

Ci risulta l’esistenza di una via al margine destro del pilastro di Alessandro Gogna e Roberto Crotta del 1986, 'Brividi rovesci' (con artificiale classico fino a A3), e di una via incompiuta del 1991 (fino al VI+) di Paolo Cogliati e Nicola Noè, menzionate nella guida TCI-CAI proprio redatta da Gogna per questa zona dell’arco alpino.

ACCESSO GENERALE

Da Gordona a Bodengo e poi, ancora in auto, a Corte Terza dove si parcheggia (1190 m ca).

ACCESSO

Si passa il ponte per portarsi sulla sinistra idrografica del Torrente Boggia e si segue il sentiero/strada che si addentra nella valle. Superata Corte Seconda il sentiero si fa più ripido e, raggiunta quota 1500 ca, guada il torrente per portarsi sulla destra idrografica in località Corte Prima. Poco dopo il guado, si abbandona il sentiero principale che prosegue nella valle verso il Bivacco del Notaro e si sale puntando verso la parete che è oramai ben visibile. Lo zoccolo che dà accesso alla parete se attaccato nel punto sbagliato può richiedere l’utilizzo della corda, soprattutto nella sua prima parte. Conviene attaccarlo appena a sinistra di un grande canale che scende da esso, reperendo un diedrino erboso che oppone un primo passaggio scontroso (III-IV). Si continua poi faticosamente e con attenzione seguendo la strada più facile (max II-III, prevalentemente si cammina). Bisogna evitare di puntare la parete troppo in anticipo dal momento che profondi canali non permettono di attraversare. Si prosegue quindi, facendosi strada nella vegetazione, lungo lo spallone che delimita lateralmente la grande forra. L’attraversamento avviene quando ci si trova poco sotto la quota di attacco della via, senza particolari difficoltà (2 h e 30 min da Corte Terza).

ITINERARIO

L1: si attacca nel settore sinistro della parete (vedi foto a lato). Ci si alza alcuni metri su facili gradoni fino a raggiungere l'inizio delle difficoltà (nut martellato con attaccata una borraccia). Da qui si sale verticalmente il sistema di fessure (non seguire la fessura rovescia verso sinistra) con un passo impegnativo pochi metri sopra il nut fino a giungere a un terrazzino erboso dove si sosta (tiro interamente da proteggere, VII-, 45m, 1 ch. di sosta).

L2: si compie un semicerchio andando prima qualche metro a destra poi verso sinistra, seguendo il facile su roccia un po' erbosa, fino a giungere alle terrazze sopra le quali la parete si impenna (tiro interamente da proteggere, VI, 20m, sosta su 2 ch. con cordino per calata da verificare).

L3: dalla sosta di L2, guardando sulla verticale della sosta, sono già visibili i chiodi a lama che proteggono la prima parte di questo tiro. Per raggiungerli, salire obliquando a destra su muschio e lame per 8-10 metri fino a reperire una fessura-diedro non visibile dalla sosta. La si risale 3-4 metri per poi uscire a sinistra a raggiungere il primo chiodo a lama (è bene proteggersi nella fessura, friend 1-2 bd, allungando molto le protezioni). Con arrampicata ora più impegnativa si segue la linea dei chiodi che sale obliquando a sinistra. Dal terzo chiodo a lama ci si alza ancora un paio di metri fino a raggiungere una fessurina rovescia dove è utile proteggersi (microfriend C3 rosso (1) molto utile). Da qui si sale verticalmente a due chiodi poco visibili e poi al fix con maglia rapida (allungare la protezione). Ci si alza fino a portare il fix all’altezza dei piedi per poi traversare a sinistra con passi delicati e obbligati fino alla sosta (VIII+, 50 m, 5 ch. e 1 fix, 2 fix di sosta).

L4: ci si alza a portare i piedi all’altezza della sosta, poi in traverso a sinistra a raggiungere il primo visibile chiodo. Da qui si segue la linea di fix e chiodi che sale obliquando a sinistra fino alla scomoda sosta. Gli ultimi metri (ultimi 3 fix) non sono stati liberati dagli apritori (VIII e A1, 40 m, 4 ch. e 7 fix, 2 fix di sosta).

L5: si affronta la placca un po’ sporca un metro a sinistra della sosta e si sale fino a portarsi sotto i tetti dove si trova un chiodo (VIII+), tratto obbligato. Da qui, sfruttando le lame rovesce leggermente verso destra, si vince lo strapiombino (ch. con esile cordino in uscita). Una volta usciti, si sale verticalmente (primo chiodo nascosto) per 8-10 metri fino a raggiungere una cengia che permette di spostarsi a destra 3-4 metri. Da qui, non seguire la fessura che sale verticalmente ma, dopo averla usata per proteggersi (friend 3 bd), si sale obliquando verso destra in placca fino a raggiungere il primo fix. Seguire ora la linea dei fix e, dal quinto e ultimo, puntare a un diedrino che porta alla comoda sosta su un terrazzino erboso (IX-, 40m, 5 ch. e 5 fix, 2 fix di sosta). E’ possibile attrezzare una sosta intermedia su friends sfruttando la fessura sulla cengia prima del primo fix riducendo gli attriti).

L6: si sale la fessura con chiodo un metro a destra della sosta fino a salire in piedi sul terrazzino soprastante. Da qui, con un passo verso sinistra, si raggiunge la fessurina sotto al tetto che si segue proteggendosi con friends medio-piccoli fino al suo termine. Si traversa ora a destra 2-3 metri per poi riprendere a salire obliquando a destra fino alla visibile sosta (scomoda). Attenzione negli ultimi metri e sotto la sosta a qualche lama instabile (VIII- e un passo di A0, 20 m, 2 ch., 2 fix di sosta).

L7: si sale la fessura sopra la sosta fino a un chiodo. Da qui si segue l’evidente linea di fix che sale verticalmente. Dal quarto e ultimo fix si raggiunge un chiodo da cui ci si alza fino a rimontare nel diedro soprastante (un secondo chiodo poco visibile protegge l’uscita). Si segue ora l’evidente diedro interamente da proteggere. Dove questo si fa meno definito occorre superare un ultimo passo impegnativo (2-3 metri). Con arrampicata un poco più facile si esce dalle difficoltà e si reperisce la sosta (IX- ?, 45 m, 3 ch. e 4 fix, 2 fix di sosta).

DISCESA

In corda doppia. Prima doppia dalla S7 alla S6 (doppia obliqua e strapiombante, rinviare per mantenere la linea). Si scende poi sulla verticale della S6 a una sosta di calata fuori via (2 fix). Da qui si scende prima alla S3, poi alla S2 da cui con una sola doppia da 60 m si arriva a terra. Dall’uscita della via è anche possibile andare in cima al Cavregasco seguendo le creste. In questo secondo caso sono necessarie circa 3 ore di facile arrampicata (max III – IV) per raggiungere la cima. La soluzione, adottata dai primi salitori in occasione della prima ripetizione, è piuttosto laboriosa anche considerando la lunga discesa per rientrare a Corte Terza e l’impossibilità di recuperare eventuale materiale lasciato alla base della parete.

MATERIALE

1 serie di friends (da 0.3 a 3 bd), 1 serie di microfriends C3, martello per ribattere i chiodi. Eventualmente un paio di chiodi a lama.

NOTE

Periodo consigliato: estate, meglio scegliere giornate calde. La parete prende solo qualche raggio di sole nel tardo pomeriggio da giugno a inizio settembre. Al contrario di quello che si può pensare asciuga abbastanza in fretta, soprattutto il settore dove sale la via che è abbastanza protetto dai grandi tetti. Per evitare sorprese servono comunque uno o due giorni di tempo asciutto dopo piogge abbondanti.

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Scheda / itinerario
BELLEZZA

stella stella stella stella stella

PERIODO

Estate, meglio scegliere giornate calde.

DIFFICOLTÀ

IX- e A1

DIFFICOLTÀ OBBLIGATORIA

VIII+

VERSANTE

NO

LUNGHEZZA DISLIVELLO

280m

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Dermatologica

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Cima

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