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Dolomiti: Sasso di Toanella, prima discesa (Francesco Vascellari, Giovanni Zaccaria, Marco Di Tommaso)
Fotografia di Vascellari Zaccaria
Dolomiti: Cima di Pino, prima discesa
Fotografia di arch. De Barba - Vascellari
Dolomiti: Parete Nord del Corno di Denno, prima discesa
Fotografia di Luca Dallavalle e compagni
Dolomiti: Spallone Nord della Schiara, prima ripetizione.
Fotografia di Vascellari
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Sci ripido e sci estremo in Dolomiti: il 2018

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Dolomiti orientali, Dolomiti occidentali, Dolomiti di Brenta: un riassunto non esaustivo delle discese di sci ripido e sci estremo realizzate nel 2018 sulle Dolomiti.

Nelle Dolomiti orientali Francesco Vascellari, Loris De Barba, Tiziano Canal, Davide D’Alpaos, Giovanni Zaccaria e Giacomo Piazza “Forzèla” hanno sciato delle probabili nuove linee di sci ripido su alcune vette dolomitiche come il Sasso di Toanella, la Parete Nord del Pelf, la Cima di Pino Sud, la Moiazzetta, il Sasso di Mezzodì e la Cima di Val d’Arcia Orientale, chiudendo la stagione con la prima ripetizione della storica discesa dello Spallone Nord della Schiara. Anche Aldo Valmassoi è autore di numerose discese, le più importanti fra queste si trovano sul versante settentrionale della Croda Cuz di Cibiana. Nelle Dolomiti occidentali Luca e Roberto Dallavalle con Andrea Concini hanno effettuato delle probabili prime discese nelle Dolomiti di Brenta come la Parete Ovest della Cima di Valscura, la Parete Nord del Corno di Denno, il Canale SudEst della Cima Mondifrà Alto, il Canalone Ovest dell’Ago di Nardis.

Il Sasso di Toanella è una grande cima del Bosconero e, dall’aspetto molto alpinistico, sembra non consentire una sciata. Viene effettuato un primo tentativo ad inizio Marzo per il canale della via normale (usata per le discese dalle vie) arrivando sulla cresta sommitale a 50 metri dalla vetta, ma la rottura di un rampone stringe la tempistica e costringe a rinunciare. La discesa è molto bella sebbene ci siano due doppie e la sciata, a giudizio degli autori, ne risulti da questo un po’ limitata. Ma la via è tracciata. Un mese dopo infatti la cima viene discesa integralmente seguendo il canale parallelo alla via normale, percorso che oggi non viene seguito da nessuno ma che costituisce la via originaria a questa torre e reca la firma dei grandi nomi dell’alpinismo di fine Ottocento (via Immink, Innerkofler e Dimai). La linea è estrema e con gran copertura di neve presenta una sola doppia (camino sotto un grande blocco incastrato): in basso una balza necessita della corda per controllare un passaggio (5m, 70°, lasciato chiodo giallo) (in due riprese, Marzo-Aprile 2018, Francesco Vascellari, Giovanni Zaccaria aspirante guida alpina, Marco Di Tommaso).

La Cima di Pino Sud è invece una elevazione poco visitata delle Dolomiti d’Oltre Piave ma nota ai conoscitori della storia alpinistica delle Dolomiti orientali, e De Barba aveva in mente da tempo questa discesa. La neve è abbondante e copre le mughe, caratteristiche di questa zona: così, al cospetto della grandiosa parete del Cimon de le Baseleghe, che viene realizzata la probabile prima discesa documentata con gli sci (Marzo 2018, Loris De Barba, Davide D’Alpaos, Francesco Vascellari, Tiziano Canal).

Anche la Moiazzetta è una discesa entusiasmante di una cima davvero poco nota nel gruppo del Civetta: non risultano documentazioni di una discesa da questa cima sebbene la prima parte del percorso ricalchi la discesa del 1984 di Vincenzo Colussi dalla cresta verso Cima delle Sasse (Gennaio 2018, Francesco Vascellari, Loris De Barba, Tiziano Canal).

La Cima di Val d’Arcia Orientale presenta sul versante Nord un bellissimo canale, a torto trascurato a causa degli accessi: quello zoldano comporta una ridiscesa mentre quello dal versante cadorino è molto lungo. Ma la discesa integrale, realizzata a grande velocità, è l’unica discesa documentata di questo severo canalone (Gennaio 2018, Davide D’Alpaos, Francesco Vascellari, Tiziano Canal e Loris De Barba).

Così anche il Sasso di Mezzodì, disceso dopo un lungo accesso da Macchietto (galleria del ponte Cadore) in ambiente selvaggio: solo in stagioni molto “coprenti” può consentire l’effettuazione sciistica di questo percorso (Marzo 2018, Francesco Vascellari con Sebastiano Iuri Grosselle).

Anche la Cima di Sesto (cima sconosciuta ma che conta un paio di discese del labirintico canale Nord, l’ultima documentata ad opera della guida Thomas Gaisbacher) viene per la prima volta in modo documentato affrontata in traversata, con salita del couloir Sud e discesa su nevi farinose per il canale Nord (Aprile 2018, Francesco Vascellari e Giacomo “Forzèla” Piazza).

E infine la parete Nord del Pelf: una delle più belle linee del gruppo della Schiara, vista e cullata da Ivan Ducapa e dagli sciatori bellunesi degli anni ’90. Viene affrontata inizialmente in traversata ma a metà discesa la neve presenta sorprendentemente condizioni di elevata pericolosità e costringe a una faticosa rinuncia: facendo tesoro di questo tentativo viene quindi discesa sulle ultime nevi della stagione (in due riprese, Febbraio-Maggio 2018, Francesco Vascellari, Davide D’Alpaos, Sebastiano Iuri Grosselle in traversata e Vascellari in solitaria da Nord).

Meno ostica ma non meno interessante di queste discese è la prima ripetizione (Vascellari, D’Alpaos, Canal con il maestro di sci austriaco Giacomo “Forzèla” Piazza) dello Spallone Nord-Ovest della Schiara, linea storica discesa nel 2007 da Gianpaolo Sani e rimasta irripetuta: l’ambiente è aspro, così come anche le condizioni. Sebbene le difficoltà sciistiche non siano estreme, le ore di avvicinamento sono molte.

Anche sulle montagne del Cadore e Ampezzano non mancano nuove discese: Aldo Valmassoi nella stagione 2018 ha aperto in solitaria 12 nuove linee sciate integralmente dai 45 ai 55 gradi di pendenza con sviluppi dai 400 ai 900 metri di dislivello sulle montagne tra le piu' famose ed impegnative di Cadore e Ampezzo: in particolare realizzando 5 discese sulla Croda Cuz di Cibiana, tutte tra i 500 e i 900 metri di dislivello e con pendenze dai 45 ai 55°.

E in Brenta è Luca Dallavalle a effettuare numerose probabili prime discese. La Cima di Valscura, anche se è in una zona abbastanza isolata e poco frequentata del Brenta, la linea è sotto gli occhi di tutti. Si vede benissimo dalle piste del Grostè ed è  anche una via di arrampicata estiva. Per evitare di sfondare troppo sulle cengie in salita, è stata effettuata solo in discesa dopo aver studiato le foto e dopo averla salita dall'altro versante (Gennaio 2018, Luca Dallavalle e Andrea Concini)

La parete Nord del Corno di Denno è un sogno di lunga data: il Corno di Denno è una montagna delle Dolomiti di Brenta meridionali, il Brenta più selvaggio lontano dai rifugi e dagli impianti. Anche se posta in una posizione che domina sulla val di Tovel e la Val di Non, raggiungerla in inverno non è semplice. Dalla via normale le ascese medie annue si possono contare sulle dita di una mano. Si tratta di una linea vista e tentata da altri ma qui compiuta per la prima volta. (Aprile 2018, Luca e Roberto Dallavalle e Andrea Concini)

Il Mondifà Alto canale sud est è un Canale nascosto ma visibile bene da metà Val Gelada in su. Anche se ha le sue pendenze e un po' di esposizione non presenta difficoltà estreme. (Marzo 2018, Luca e Roberto Dallavalle). Infine l’ Ago di Nardis - Canalone Ovest disceso il 01/05/2018 (Maggio 2018, Luca e Roberto Dallavalle).

Si ringraziano La Sportiva Apparel, K2 Skis, Attacchi Kreuzpitze, Sci nanox, Iexe apparel

Il report si basa su ricerche e fonti disponibili, per integrazioni si prega di contattare Planetmountain.com

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