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Ice Master World Cup 2003 Valle Daone


Effimero e straordinario ghiaccio per una struttura da fantascienza. Anche quest'anno l'opera dei maestri del ghiaccio della Valle di Daone e di Maurizio Gallo - inventore delle strutture dell'Ice Stadium - lascia a bocca aperta. Una giungla di pareti, torri e piloni sempre diversi come lo è il ghiaccio di cui son fatte, e sempre più invitanti per picche e ramponi. Insomma: se la struttura dell'Ice Master 2002 stupiva, quella 2003 fa proprio sognare. Ancora una volta per le stravaganti forme ma anche, con i suoi 15 metri di altezza, per l'imponenza. L'anno scorso la struttura ricordava i mostri preistorici, quest'anno si resta a bocca aperta per due torri inclinate sparate verso il cielo: le enormi antenne di un grillo naturalmente tutto ghiacciato!



Ghiaccio artificiale per l'ice climbing. Uno dei grandi "problemi" delle gare di arrampicata su ghiaccio è "fare" la struttura su cui si arrampica. La ragione è intuitiva: il ghiaccio, "bontà sua", ha la particolarità di trasformarsi con la temperatura e di non essere mai strapiombante. Ecco allora che occorre realizzare una costruzione che sia solida, e mantenga la sua 'arrampicabilità' nel tempo. Inoltre per far gareggiare i migliori ice climbers del mondo occorrono pareti che permettano percorsi della massima difficoltà. Se poi, come in Valle di Daone, la specialità è l'ice boulder, con percorsi relativamente brevi ma con passaggi di difficoltà estrema, la cosa diventa una faccenda indubbiamente complessa...



Fare il ghiaccio. Per risolvere il rebus dell'effimera costruzione occorre una dedizione ed una cura totale. Uno studio accurato dei pesi. Una costante manutenzione (spesso nelle più fredde ore notturne) di quell'elemento vivo che è il ghiaccio. Si parte dallo scheletro progettandolo e modellandolo in funzione della forma che dovrà avere una volta corazzato dal ghiaccio. Poi, con la complicità del freddo, si comincia a 'fabbricare' e modellare il rivestimento. Neve impastata con l'acqua da spiaccicare sulla struttura. E poi ancora neve: sparata con il cannone e quindi innaffiata con acqua sapientemente dosata. Poi è la volta di pala, piccone, motosega e , da quest'anno, del nastro trasportatore per rivestire i "piani alti". Si spacca e si ricostruisce la corazza di gelo per riprodurre artificialmente quello che la natura da sempre fa sulle cascate. Un lavoraccio! Tutto per realizzare le migliori condizioni di gara.

News e dry tooling: Quest’anno, per ridurre le contestazioni e migliorare la precisione del gesto, i pannelli per il dry tooling saranno di “granito” (metallo artisticamente verniciato) e quindi non si potranno utilizzare i piedi sul legno né le piccozze scaveranno nel pannello, dietro la presa, facilitando gli atleti successivi.
Altra novità importante e spettacolare: si arrampicherà nella prima parte con la corda dall’alto per i primi tentativi, mentre nella parte alta si procederà da primi con l’ultimo tentativo: questa soluzione dovrebbe essere intrapresa anche per le gare di difficoltà e per il futuro si potrebbe, di fatto, eliminare per il ghiaccio la diversità di regole fra boulder e difficoltà.



Sopra il "dinosauro" 2002 avvolto nelle nebbie del "cannone" e una fase della fabbricazione del ghiaccio.
A sinistra Romolo Ghezzi, segretario del Comitato Pareti di Cristallo e Maurizio Gallo l'ideatore della struttura.



  un click per ingrandire
  Portfolio struttura 2003
ICE CLIMBING STADIUM
Sede: località Pracul.
Ideazione: Maurizio Gallo
Realizzazione: Maurizio Gallo, Placido Corradi 'Paio' e i volontari del Comitato Pareti di Cristallo, con la collaborazione del SAGF (Soccorso Alpino della Guardia di Finanza) di Tione.
la struttura
descrizione: anfiteatro semicircolare costituito da due torri laterali e due centrali, quest'ultime lunghe 22m ed inclinate a 35°. Le torri sono unite, nella parte superiore, da pannelli per il 'dry tooling' e da tralicci ghiacciati da cui pendono varie stalattiti. L'insieme esprime fantasia ma anche potenza (le sole torri centrali pesano 50 q.li ciascuna, al netto del ghiaccio).
H max: 15 metri
strapiombo max: 8 metri dalla verticale.
inclinazioni max: 35°
zone boulder
descrizione: quest'anno sono 2 le zone dedicate al boulder. Poste lateralmente alla struttura principale presentano una superficie molto estesa e soprattutto strapiombi ma visti nell'arrampicata su ghiaccio, con un tetto di 3m di larghezza.
le tribune
la zona riservata al pubblico è costituita da particolarissime 'tribune' realizzate con la neve. Una vera e propria grande arena delle dimensioni di 40x60 metri c.a.

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