La Certosa di Montebenedetto, da Villarfocchiardo

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La Certosa di Montebenedetto, da Villarfocchiardo
Planetmountain
Bellezza
Versante
nord
Dislivello salita
600 m
Dislivello discesa
600 m
Quota
1170 m
Difficoltà
Facile
Orario
2.30 ore
Periodo
Gennaio, febbraio.

Percorso



I boschi e i dolci rilievi di Pian Cervetto offrono un ambiente ideale per passeggiate con le racchette o con gli sci da fondo: per raggiungerli è sufficiente seguire la descrizione del primo tratto dell’itinerario successivo (2b). Ma racchette o sci da fondo risultano adatti anche per raggiungere uno dei luoghi più suggestivi del Parco, la Certosa di Montebenedetto, risalente al 1197 e giunta praticamente intatta fino ai nostri giorni: meta ormai frequentata d’estate, ritrova d’inverno il suo totale isolamento.
Accesso generale
Da Torino si snodano lungo la Bassa Valle di Susa tre percorsi stradali paralleli: la statale 25, la statale 24 e l’autostrada del Frejus (A 32). Provenendo dalla tangenziale conviene percorrere l’autostrada fino all’uscita Avigliana ovest - Almese (non accessibile con camper alti più di 2.45 m): in tal modo si evita il successivo pedaggio, e si percorre la tranquilla statale 24. A Borgone le due statali si incrociano: diritto si prosegue per Bussoleno e Susa, mentre svoltando a sinistra si attraversa il ponte sulla Dora, incontrando un altro bivio: di fronte c’è Villarfocchiardo, e sulla destra continua la statale 24 che conduce a San Giorio, e quindi sfiora Bussoleno e Susa.Un buon numero di paesi della valle sono serviti dalla ferrovia per Bardonecchia e Modane. Accesso
Dalla statale 25 si svolta verso Villarfocchiardo, e si sale tra i diversi nuclei che costituiscono il paese, tenendosi di preferenza sulla strada che li contorna a nord ovest, fino a raggiungere una fontana e la piccola cappella di S. Anna. Qui si svolta a destra parcheggiando appena possibile: la strada viene tenuta aperta fino alla borgata Castellaro (632 m), ma non vi sono molti spazi di parcheggio. Itinerario
Con gli sci e buon innevamento si prosegue lungo la strada che si alza a tornanti. Se non c’è neve, e la strada presenta un fondo gelato, conviene seguire a piedi il sentiero che ne taglia i tornanti, calzando gli sci o le racchette appena si trova neve sufficiente. Si sale nel bosco, prima di castagni, poi tra betulle e faggi, sfiorando le baite di Liatera inferiore e superiore. Si continua a salire a tornanti nel bosco e tra le radure; a quota 1100 m circa si lascia sulla sinistra la strada per l’Alpe Fumavecchia, e si prosegue aggirando una conca, dove presto si incontra una bacheca del parco e appare la Certosa. Senza percorso obbligato si scende alla chiesa romanica, che sorge isolata nella radura (1170 m). La Certosa venne utilizzata fino alla fine del XV secolo, quando i monaci - dopo l’alluvione del 1473 - si trasferirono più a valle. Seguendo le indicazioni del percorso autoguidato allestito dal Parco, si passa il rio della Sega, si transita a valle della Grangia e si scende lungo il rio riattraversandolo al Ponte della Sega: poco dopo si trova la cappella della Correria, di cui resta solo un muro inclinato e una finestrella con arco a tutto sesto; il percorso si conclude con una breve salita che riporta alla strada di accesso. Discesa
Con gli sci da fondo conviene seguire la strada carrozzabile. Con le racchette invece è preferibile individuare il sentiero che ne taglia i tornanti, e permette una discesa più rapida. In entrambi i casi, attenzione al ghiaccio nascosto sotto la neve.
Giunti a Villarfocchiardo, è consigliabile una digressione a Banda, dove si trova la chiesa della Certosa, utilizzata a partire dal 1468. Materiale
Normale dotazione escursionistica da neve, ciaspes, bastoncini. Inoltre piccozza, ramponi, corda. Note
Gita percorribile con gli sci da fondo, lungo la strada, purché vi sia un sufficiente innevamento; offre piacevoli scorci anche nelle annate avare di neve: in tal caso conviene salire a piedi lungo il sentiero che incrocia più volte la carrozzabile (spesso gelata), calzando le racchette nella parte più alta della gita.

Atl 2 Montagnedoc, Porta d’Italia, frazione S. Giuliano, 10059 Susa (To), tel. 0122 623866, fax 0122 628882,  e-mail info@montagnedoc.it (www.montagnedoc.it).
Ufficio turistico comunale di Susa, corso Inghilterra 39, 10059 Susa (To), tel e fax. 0122 622470.
Parco Naturale Orsiera Rocciavrè, riserve dell’Orrido di Chianocco e dell’Orrido di Foresto,
via San Rocco 2, frazione Foresto, 10053 Bussoleno (To), tel. 0122 47064, fax 0122 48383,  e-mail parcoorsiera@libero.it (www.regione.piemonte.it/parchi/, e www.regione.piemonte.it/parchi/news).
Comunità montana Bassa Valle Susa e Val Cenischia, via Trattenero 15, 10053 Bussoleno (To), tel. 0122 642800, e-mail cmbvs@tin.it. Cartografia
Igc, scala 1:50.000, foglio 1 Valli di Susa, Chisone e Germanasca.
Igc, scala 1:50.000, foglio 17 Torino, Pinerolo e bassa Valle di Susa.
Dalle Marittime al Vallese, a cura della Sucai, ediz. Cda, Torino 1983.
Scialpinismo tra Piemonte e Francia, di Roberto Aruga, ediz. Cda, Torino 1999.
Scialpinismo in Valle di Susa e in Val Sangone, a cura della scuola intersezionale “CarloGiorda”, Borgone  di Susa 1999.
Alpi Cozie Settentrionali, Guida dei Monti d’Italia, Cai - Tci, Milano 1979.
Guida alla Certosa di Montebenedetto e al Parco dell’Orsiera - Rocciavré, Regione Piemonte, edizione Cda, Torino 1995.
L’origine e la storia delle certose di Montebenedetto e di Banda, Taccuini del Rocciavré 1, Alzani editore, Pinerolo 2000.
Le valli del Moncenisio, a cura del Gruppo ricerche cultura montana, Cda, Torino 1992.  
Osterie, locande e prodotti tipici - Valli del Pinerolese,
Valle di Susa, Valli di Lanzo e del Canavese, di M. Blatto e F. Chiaretta, Le guide di Alp, Torino 2000.




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Bellezza
Versante
nord
Dislivello salita
600 m
Dislivello discesa
600 m
Quota
1170 m
Difficoltà
Facile
Orario
2.30 ore
Periodo
Gennaio, febbraio.

Percorso



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