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Alpinismo, la cresta Signal al Monte Rosa
Monte Rosa - cresta Signal

Prima salita: A. Supersaxo e H.W. Topham 1887
Dislivello: circa 1000 m dalla Capanna Resegotti
Difficoltà:
D, salita di misto in quota con passaggi su roccia fino al IV°
Esposizione: Est
Tempi: da 5 a 7 ore per la cresta
Materiale: Picozza e ramponi, corda e materiale d'arrampicata

sinistra sinistra

Accesso automobilistico: Per raggiungere il paese di Alagna Valsesia si esce dall'autostrada del Sempione (A26) all'uscita di Romagnano Sesia. Si continua quindi per la statale 299 che risale la Valsesia fino ad Alagna.

Avvicinamento: il primo giorno si sale da Alagna alla Capanna Resegotti 3624 m (20 posti non gestita; gas e coperte), posta alla base della cresta Signal con percorso lungo e faticoso. Dal paese (Cappella di S. Antonio 1385 m) si sale al rifugio Barba Ferrero, quindi si prosegue verso Nord, prima su morena, poi sul ghiacciaio delle Vigne, fino alla base della cresta. Un ultimo salto in parte attrezzato (cavo d'acciaio) permette di raggiungere la Capanna. Calcolare da 5 a 7 ore.

Bibliografia: G. Buscaini, Monte Rosa, Guida dei Monti d'Italia Cai-Tci, 1991.

Telefoni utili:
Funivie Alagna 0163922932
Bollettino Meteo 016531210
Pro Loco Alagna 0163691118
Guide Alpine Alagna 0163922988
Rifugio Capanna Margherita 016391039
Rifugio Gnifetti 016378015
Rifugio Città di Mantova 016378150

(nella fotografia la cresta Signal vista dal bivacco Resegotti - foto F. Tremolada)


Salita: dalla Capanna un primo tratto facile porta al Passo Signal. Ci si tiene ora sul versante Sud della cresta fino a raggiungere su neve un gendarme di roccia. Lo si aggira sul lato sinistro per cengia, tornando poi alla cresta lungo un camino (a seconda delle condizioni di innevamento è possibile anche passare sul lato destro).

La cresta diventa ora più ripida ed impegnativa. Si percorrono delle fessure a destra della cresta fino ad una piccola spalla alla base di un salto verticale inciso da una "s" bianca. Lo si aggira a sinistra abbassandosi leggermente per cenge fino ad un pendio nevoso che riporta alla cresta. Da qui le difficoltà diminuiscono.

Si raggiungono i pendii del Colle Gnifetti (traccia) e aggirando il "pilastro Signal" si arriva alla Capanna Margherita sulla Punta Gnifetti 4556 m.

Discesa: dalla via normale verso il Colle del Lys e il rifugio Gnifetti. Da questo si scende a Punta Indrend quindi con la funivia fino ad Alagna.

Alba sulla cresta Signal
Alberto Paleari I consigli di Alberto Paleari guida alpina, grande conoscitore del Monte Rosa

1) La relazione sulla Guida Dei Monti d’Italia del C.A.I. ultima edizione di Gino Buscaini è perfetta. Seguendola attentamente è impossibile sbagliare via.

2) La Cresta Signal comincia ad Alagna (o a Macugnaga) non ai 3769 m del Colle Signal. La prima giornata di salita alla Capanna Resegotti è la più faticosa. E’ consigliabile partire di primo mattino e salire adagio con molte tappe e soprattutto facendo una lunga tappa al rifugio Barba-Ferrero se si parte da Alagna (consigliato) e al Colle delle Locce se si parte da Macugnaga.

3) Il periodo ideale è la prima metà di luglio, con ancora molta neve ben trasformata. La Cresta Signal è fantastica quando non è in condizioni, quando la si fa quasi interamente con i ramponi. Dopo la metà di luglio i pendii nevosi diventano ghiaiosi e i numerosi tratti appoggiati si trasformano in montagne di sfasciumi.

4) La grande guida alpina di Alagna Emilio De Tomasi consiglia dalla base del primo risalto di procedere rigorosamente a tiri, non di conserva, anche nei tratti che possono sembrare facili. Si guadagna in sicurezza e anche in velocità: la progressione a tiri in quota permette agli alpinisti meno allenati di recuperare fra un tiro e l’altro.

5) Giunti in cima non lasciatevi tentare dall’ultimo gendarme (il Signal). La porta rivolta a est della Capanna Margherita (porta del generatore) è spesso chiusa. Aggiratelo sulla destra e salite alla Capanna dal lato Colle Gnifetti, per gli ultimi metri della via normale. Fino a poco tempo fa questi ultimi metri erano spiacevoli perchè si passava sotto i gabinetti del rifugio. Da qualche anno l’inconveniene è stato risolto da alcuni cassoni che vengono svuotati periodicamente con l’elicottero.

Alberto Paleari (paleari@gse.it) è nato nel 1949 e diventa guida nel 1974. Istruttore dalle guide dal 1982 vive del mestiere di guida alpina.

" Mi piace fare un po' di tutto, nell'ambito dell'alpinismo, dai monotiri alle vie in alta quota, allo scialpinismo. Non sono mai stato in Himalaya e non ci andrò mai, le Alpi mi bastano."

Apprezzato scrittore, ha due figlie, una di 8 anni e una di 5 mesi.

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