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 Himalaya, Nepal, Valle del Rolwaling, trekking
Himalaya, Nepal, Rolwaling, Chet Chet, trekking

Cascate e "jula" prima
di Chet Chet



Himalaya, Nepal, Rolwaling, Tengi Ragi Tau, trekking

Tengi Ragi Tau
versante S
(sopra Tesi Lapcha)



Himalaya, Nepal, Rolwaling, Bhote Kos, trekking

Vegetazione
nella valle del Bhote Kos

Testi e foto di Cristiano Delisi

Introduzione

E’ nel 1951, durante il sopraluogo al versante Nepalese dell’Everest, che avviene la prima esplorazione del Rolwaling.

In quell’occasione Eric Shipton ebbe a scrivere sul Times: "Questo modo di andare in montagna, l’esplorazione di picchi sconosciuti, ghiacciai e valli, il trovare e percorrere nuovi passi che collegano una valle all’altra, è l’occupazione più affascinante che io conosca."

La varietà d’esperienze, il mutare costante della scena, il graduale spiegarsi della geografia delle montagne danno una profonda soddisfazione, concedendo una reale comprensione, quasi un senso di personale possesso della regione esplorata".
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Nostante i cinquanta anni passati credo che le parole di Shipton siano quelle che meglio rendono il senso di quest’itinerario. Affascinante per la solitudine e il senso di lontananza e di selvaggio che riesce a dare è sicuramente uno dei trekking più belli che si possano percorrere in Nepal.

L’ho percorso un anno fa in compagnia di un gruppetto di appassionati, abbiamo trovato non più di un paio di posti in cui comprare una coca cola, un solo "lodge" degno di tale nome e - in un periodo in cui a Lukla atterrano venti aerei al giorno - solo altri due gruppetti di trekkers. Gli sherpa che lo abitano, pochi invero, chiamano il Rolwaling la "tomba" a credito dalla sua posizione sepolta tra ripidi giganti di ghiaccio. Questo nomignolo non gli fa però onore, non è stata certo la sepoltura la nostra sensazione, anzi.

La forza della sua attrattiva sta nelle atmosfere, nei panorami, nella varietà degli scorci e nel senso d’avventura che si può vivere inoltrandosi nel ghiacciaio Drolam Bau e attraversando il Tesi Lapcha. La mancanza di una meta definita, di una cima famosa, di uno specifico polo d’attrazione oltre all’oggettivo impegno richiesto fa sì che non si sia imposto come itinerario di massa. Le sue vicissitudini "burocratiche" inoltre hanno contribuito a frenarne lo "sviluppo".

Per tutti gli anni ottanta, gli anni che hanno visto la crescita esponenziale del turismo nella vicina regione del Khumbu, l’area è rimasta interdetta agli occidentali e tuttora non viene rilasciato il semplice permesso di trekking, per accedervi bisogna aver richiesto il permesso per l’ascensione del Ramdung o del Parchamo.

E’ anche possibile raggiungere il Parchamo direttamente da Thame e dal Khumbu, ma una avventura di montagna che comprenda un viaggio attraverso una valle remota, l’ascensione di una o due cime e abbia conclusione attraverso una nuova regione è sicuramente preferibile rispecchiando così bene i sentimenti espressi da Shipton.

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