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Tre Colli
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Annapurna trekking

Itinerario

Le tappe iniziali non sono particolarmente impegnative e consentono di godere pienamente dell’ambiente e della gente che è molto cordiale. La suddivisione delle tappe può anche essere leggermente diversa se si effettua la prima tappa il giorno stesso dell’arrivo con il volo.

Giorno 1 - Tumlingtar – Mane Bhanjyang (ore 3,30)
Si tratta di una tappa abbastanza breve che sale lungo una bella dorsale, tra piccoli villaggi e coltivazioni a terrazza. Si attraversa il centro di Khandbari dove è possibile fare una sosta ristoratrice ed addirittura effettuare telefonate internazionali. C’è anche una banca (orari 10-12 e 15-17, chiusa sabato e festivi) dove è possibile cambiare valuta; ma ricordatevi che senza passaporto (o almeno fotocopia) non vi cambiano nemmeno un cent. A Mane Bhanjyang viene messo il campo nel prato antistante la piccola e fatiscente scuola del villaggio che viene solitamente usata dai cuochi di trekking e spedizioni come cucina. Il posto è confortevole ed è possibile anche lavarsi ad una specie di fontana 'al coperto' di fronte alla scuola.

Giorno 2 - Mane Bhanjyang – Chichila, (ore 5).
Una delle tappe più belle della parte bassa del 'trek'. Il sentiero si snoda tra piccoli agglomerati di capanne e case dai tetti in paglia e terrazzamenti, passando in mezzo a grandi massi erratici che rendono il paesaggio estremamente suggestivo ed adatto a foto o riprese. La disponibilità della gente è altrettanto piacevole. Si può fare una piccola sosta a Bothe Bash per un the. Dopo Bothe Bash il sentiero sale decisamente e si porta sulla dorsale principale delle colline che delimitano il versante sinistro orografico della Valle dell’Arun. Di qui, avvicinandosi a Chichila, se la visibilità lo consente, si ha la prima bellissima vista su Makalu, Everest (a soli 12 km dal Makalu), Lhotse, Baruntse, Kangshungtse, Peak 6, Peak 7 e molte altre. Sembrano talmente distanti da sembrare quasi inavvicinabili. Chichila è un piccolo villaggio estremamente gradevole e così il campo che viene installato su un morbido prato nel cuore del villaggio. C’è una piccola fontana che consente una rapida rinfrescata, ma niente di più. Nei piccoli tea shop, in compenso, si può rinfrancare lo spirito con del black tea o dell’ottima birra fresca.

Giorno 3 - Chichila - Num, (ore 5).
La prima parte del percorso è bella e molto varia, con diversi saliscendi che rendono la tappa un poco faticosa. Bella anche la discesa per foreste su Num dopo il Passo Deorali a 2100 metri, dove si può sostare per una bibita ed è possibile approvvigionarsi di acqua fresca.
Il villaggio di Num è probabilmente il meno pittoresco di tutto il trekking, con un aria generale un poco fatiscente e dove è difficile reperire acqua. Il campo è comunque buono, sempre su prato. Da qui possiamo vedere direttamente la meta della nostra prossima tappa, cioè Sheduwa, vilaggio che si trova ad ovest, sulla collina di fronte a Num. Dai 1580 metri di Num dovremo infatti abbassarci sul fiume Arun, a circa 700 metri e poi risalire nuovamente fino a Sheduwa, 1500 metri.

Giorno 4 - Num - Sheduwa, (ore 4).
La discesa sul fiume è veramente ripida, soprattutto nella seconda metà, e richiede un buon 'gioco di gambe', ma è molto suggestiva. Una vera e propria foresta tropicale con palme, felci e piante a foglie enormi ci accoglie con la sua ombra. Se piove - e solo se piove - in questo tratto è facile incontrare sanguisughe, per cui meglio indossare scarpe alte e pantaloni lunghi. Man mano che si scende il rombo dell’Arun aumenta e l’arrivo quasi in verticale sul ponte tibetano che ci attende per passare al di là del fiume è indimenticabile. Così come la traversata stessa, sul ciondolante ma sicuro manufatto, che lascia intravvedere al di sotto tutta la potenza delle rapide dell’Arun River.
La risalita verso Sheduwa, per quanto faticosa è interessante, snodandosi attraverso piccoli gruppi di capanne; a circa metà salita è possibile fare rifornimento di acqua potabile.
Sheduwa è graziosa e consente anch’essa di rinfrancare lo spirito con tea e bibite varie acquistabili nel tea shop locale. Qui viene anche fatto il check (registrazione) di tutti gli ingressi - trekking e spedizioni - alla Makalu Barun Conservation Area, cioè il Parco Nazionale del Makalu. In realtà le aree sono due: la Conservation Area, che va da Tumlingtar a Sheduwa ed il Parco Nazionale vero e proprio che va da Sheduwa fino al confine col Tibet, ma viene effettuata una sola registrazione. Buono il campo su prato morbido e la disponibilità di acqua.

Giorno 5 - Sheduwa - Tashigaon, (ore 3).
Facile e breve tappa di 600 metri di dislivello verso uno dei punti tappa importanti del trekking. Qui infatti avviene il cambio dei portatori: quelli assoldati a Tumlingtar ritornano indietro mentre nuovi portatori locali, abituati a lavorare in quota, sulla neve ed in condizioni difficili prendono il loro posto. Ovviamente con costi completamente diversi.
Tashigaon (2.100 metri di quota) è un bel villaggio, edificato su più livelli esattamente ai piedi delle montagne innevate che già si osservano da Num e Sheduwa. Il campo qui è forse il migliore di tutto il trekking, la temperatura è ideale ed i più esigenti possono addirittura approfittare di un servizio di doccia calda offerto da un piccolo lodge a fianco del campo stesso.



Nepal, Himalaya, trekking Makalu

Alba su Makalu




avvicinandosi a Chichila, se la visibilità lo consente, si ha la prima bellissima vista su Makalu, Everest (a soli 12 km dal Makalu), Lhotse, Baruntse, Kangshungtse, Peak 6, Peak 7 e molte altre. Sembrano talmente distanti da sembrare quasi inavvicinabili.




Nepal, Himalaya, trekking Makalu

L'ospitalità e la cordialità della gen,te del posto è una delle caratteristiche dei trekking in Nepal.




La discesa sul fiume è veramente ripida, soprattutto nella seconda metà, e richiede un buon “gioco di gambe”, ma è molto suggestiva. Una vera e propria foresta tropicale con palme, felci e piante a foglie enormi ci accoglie con la sua ombra.




Nepal, Himalaya, trekking Makalu

Nella parte bassa del trekking si attraversano colline coltivate a risaie.




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