Chengdu, la capitale del Siguniang, si trova al margine orientale dell'altopiano del Tibet. E' una grande città che conta quasi otto milioni di abitanti, in velocissima espansione, come quasi tutte le grandi e medie città della Cina. Chengdu non è città di particolare interesse turistico, ma è una delle "porte" di accesso aereo al Tibet (le altre sono Kathmandu e Pechino).
Grazie ai veloci cambiamenti a cui è stata soggetta, in pochi anni anche la strada che porta da Chengdu verso le montagne del Siguniang, frequentate da turismo quasi esclusivamente cinese - ha subito migliorie notevoli, consentendo di contenere l'avvicinamento alle valli di interesse alpinistico o escursionistico entro i due-tre giorni.
Con due giorni di jeep, facendo una breve sosta al Parco di Wolong per la visita ai panda giganti - fa molto "turistico", ma è sempre una grossa emozione vedere questi straordinari animali da vicino - si raggiunge Rilong, che è il cuore dell'area. Di qui in poche ore si può accedere alla Shuang Qian (Double Bridge) Valley o alla Changping Valley, dove si trova il Siguniang Shan. Le due valli corrono parallele per una quarantina di chilometri verso nord-nordest e possono essere percorse con un magnifico trekking che inizia nella Changping e, attraverso due passi di 4.644 e 4.768 metri, ridiscende lungo la Shuang Qian.
La dimensione, nonostante il turismo cinese sia piuttosto intenso nella parte bassa delle valli, è ancora quella della scoperta, soprattutto, appunto, nelle parti alte, dove nascono i sentieri dei pastori che le collegano. Sentieri che si snodano attraverso paesaggi alpestri, dominati da montagne tra i 4.800 ed i 5.600 metri di quota. L'esploratore giapponese Tamotsu Nakamura che ha visitato queste montagne nel 1998, attraversando il passo di 4.644 metri a nord del Siguniang Shan, ha annotato: " Mi sono trovato al centro di infiniti picchi rocciosi, alcuni a forma di piramidi appuntite, altri che formavano formidabili anfiteatri di granito. Il mio campo si trovava in uno splendido "parco" roccioso, in perfetta armonia con foreste di abeti e pascoli verdi."
Big wall di granito si innalzano dal fondovalle, offrendo ai rocciatori più esigenti e tecnici un terreno di gioco infinito e tutto da inventare. Anche gli alpinisti che amano maggiormente neve e ghiaccio non hanno che l'imbarazzo della scelta, a partire dal Siguniang Shan, la Sorella più grande, un'elegantissima piramide di 6.250 metri. L'alpinista americano Charlie Fowler, che ha visitato l'area a più riprese -nel 94 e nel 97- ha definito il Siguniang Shan "uno dei '6000' più belli del mondo". Altre cime di grande fascino sono il Celestial Peak ed il Mirror Peak - secondo la tradizione lo "specchio" in cui le Quattro Sorelle vedono riflessa la loro bellezza.
Frequenti sono gli incontri con i pastori di etnìa tibetana, che abitano le valli in case di pietra e legno particolarmente curate, case che ricordano l'architettura tibetana. Spesso li si incontra mentre cavalcano sui sentieri o nei boschi magnifici di abeti che rendono le valli un vero Eden.
Il campo base "tipo" qui è su prato, all'ombra degli abeti, di fianco a un fiume o ad un ruscello limpido e col panorama di qualche big wall da brivido. Certo per arrivare agli attacchi delle vie, si deve scarpinare un po', ma tutto viene ampiamente ricompensato dalla grandiosità dell'ambiente e dal comfort del campo base.
Insomma, un territorio grandioso in cui lo spazio di ricerca per un alpinismo e un trekking di esplorazione è ancora immenso, pur consentendo di contenere tempi e costi entro limiti accessibili alla maggior parte degli alpinisti.

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