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Annapurna trekking
Annapurna trekking

Un Sadù a Durbar Square



La paura, lo stupore ed in genere le sensazioni forti, queste sono le cose che attraggono, l’uomo moderno; e cosa più del viaggio fornisce queste emozioni, o meglio queste esperienze...

Ecco qui pronta una scusa ben confezionata, pronta per quelli che, sicuramente, vi chiederanno alla vigilia della partenza per l’Himalaya, perché con tante montagne ci sono qui, voi andiate a ficcarvi in un posto cosi lontano “ solo ” per delle rocce e della neve.


Annapurna trekking
Swayambhunath (Monkey Temple)


Annapurna trekking
Il Machapuchare visto da Bamboo.

Testi e foto di Loris Marin


Introduzione

Il Nepal è il paese ideale per il curioso, per colui che cerca non solo la bellezza delle montagne, che senza dubbio qui raggiunge i livelli massimi, ma anche un contatto con culture diverse.

E’ senza dubbio, una terra dai forti contrasti etnici, religiosi ed ambientali, che però vengono vissuti con incredibile equilibrio da tutti , consentendo una tranquillità impensabile in altri angoli dell’Asia.


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Kathmandu
scheda tecnica
mappa                      


Stupisce vedere indù e buddisti negli stessi templi impegnati ognuno nelle proprie preghiere, il tutto in una strana e quasi irreale tranquillità, quasi a voler cercare una salvacondotto per una vita che qui, proprio facile non é.

Molte sono le sensazioni che colgono chi visita il Nepal, tra queste la più importante è sicuramente la sensazione di misticismo che investe tutto e tutti, cose comprese.
Il divino è in tutto, soprattutto nelle montagne; Annapurna Gangapurna e Machhapuchhare sono montagne in cui le popolazioni di queste valli identificano loro più importanti deità .

Il trekking si svolge proprio sotto queste grandi montagne, non richiede capacita fisiche particolari, ma una minima “attitudine al camminare ” è auspicabile, come un minimo d’allenamento che può aiutare a godere maggiormente delle bellezze della zona.

Per quanto riguarda le difficoltà possiamo dire che non ne esistono di vere e proprie;ma in certi periodi dell’anno, quello primaverile in particolare, il percorso richiede una certa attenzione alle condizioni del manto nevoso, che nelle vicinanze del campo base dell’Annapurna, possono creare delle situazioni di pericolo anche marcato


Santuario dell’ Annapurna.

Un trekking all’Annapurna è come un viaggio nel tempo, certamente viziato dalle molte interferenze che gli occidentali hanno, loro malgrado, introdotto in questo territorio.

L’ Annapurna fu il primo dei 14 “giganti della terra ” a permettere all’uomo di salire sulla sua cima.
Era il lontano 14 giugno 1950, quando la cordata composta da M. Herzog e L. Lachenal riuscì a guadagnare la cima dell’Annapurna che con i suoi 8091m impegnò la spedizione per molti mesi, tra fatiche e stenti che noi “alpinisti del Gore-Tex” non possiamo neanche immaginare.

Avvicinarsi alla base di questo colosso, anche oggi, con non poche facilitazioni rispetto agli anni ’50, rende l’idea di cosa sia stato cinquant’anni fa, salire una montagna del genere in una zona che a quel tempo era sconosciuta agli alpinisti e ancor di più agli occidentali “comuni ” .

Oggi le cose sono molto cambiate e la zona dell’Annapurna è diventata una delle mete più ambita dai trekkers di tutto il mondo.

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