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Corno Grande Vetta Occidentale per il Calderone

Scheda a cura di: Luca Mazzoleni
Area: Appennino Centrale, Gruppo: Gran Sasso, Cima: Corno Grande, Quota: 2914m, Stato: Italia, Regione: Abruzzo

Salita di gran classe attraverso uno dei luoghi più belli del Gran Sasso e dell’intero Appennino. Il Calderone è da mettere in programma a tarda primavera da fine maggio a inizio luglio, quando tra le Tre Vette del Corno Grande la grande conca che ospitava il vecchio ghiacciaio è ancora colma della neve dell’inverno, ben trasformata dal sole e comoda da salire con i ramponi. Sicuramente unica via di salita raccomandabile dal versante teramano alla vetta finché non siano del tutto scomparsi i micidiali nevai che dal Passo del Cannone precipitano sull’abisso del Vallone dei Ginepri. Al contrario il Calderone è da evitare nel pieno dell’estate, quando la copertura nevosa viene a mancare e il detrito morenico, composto anche da blocchi di grandi dimensioni, precipita rotolando lungo l’erto pendio e rende l’ascensione scomoda e pericolosa.

ACCESSO GENERALE

Raggiungere l'Aquila.

ACCESSO

Dalla SS. n°80 L’Aquila-Teramo al bivio di Ponte Arno si sale lungo la provinciale a Pietracamela ed ai Prati di Tivo.

ITINERARIO

Dai Prati di Tivo si prende la nuova cabinovia per la Madonnina 2028m. Se non volete prendere l’impianto di risalita potete percorrere la strada che dal piazzale sale al campeggio e prosegue alla sella di Cima Alta, chiamata anche del Laghetto o Balcone e senza nome sulla carta. Qui una stradina sale verso sud, attraversa un prato e incrocia perpendicolarmente una strada sterrata più larga che va verso un grande crocifisso: questa va ignorata, la si attraversa e ci si porta sul vicino e visibile crinale dell’Arapietra, seguendolo integralmente. Dopo un breve tratto più ripido il sentiero si fa comodo e oltrepassa i ruderi dell’Albergo Diruto 1896 m (costruito prima dell’ultima guerra mondiale e mai inaugurato). Si continua per il largo crinale dell’Arapietra e si arriva alla stazione superiore della cabinovia della Madonnina (ore 1.00).

Dall’impianto l’itinerario prosegue, difficile a smarrirsi, per la cresta verso le balze rocciose del Corno Piccolo: si evita in prossimità di un tornante un bivio a destra che va alla Ferrata Ventricini e si continua entrando nel grandioso Vallone delle Cornacchie attraverso il Passo delle Scalette. Superato il Passo si è nel Vallone delle Cornacchie, chiuso ai lati dalle incombenti pareti dei Due Corni e sospeso a valle sulle verdi colline dell’Abruzzo teramano.  La mulattiera si snoda tra i giganteschi massi di antiche frane fino a un punto in cui il vecchio muro in pietra a secco ha ceduto e la pista si fa più stretta: qui un cavo d’acciaio fa da mancorrente per aiutare i meno esperti. Oltre la Corda Fissa il sentiero sale deciso a svolte rapide e fitte, prendendo rapidamente quota nel Vallone. Dopo innumerevoli tornanti ecco apparire prima la bandiera e subito poi il rifugio Franchetti 2433 m (ore 1.00 dalla Madonnina).

A monte del rifugio il sentiero prosegue e sale fin sotto il colle tra il Corno Grande e il Piccolo: poco sotto il valico un bivio: ora a sinistra per il Corno Grande fin sulla panoramicissima Sella dei Due Corni 2547 m (ore 0.20 dal rifugio). Spalle al Corno Piccolo si continua per il crinale ghiaioso (attenzione: evitare la traccia ripida e dritta sul lato sinistro e seguire piuttosto quella a zig zag sul lato destro, segnata e più comoda) fin sotto le prime roccette: qui a sinistra, ignorando il bivio che a destra va al Passo del Cannone, verso il Calderone. Una diagonale dove si incontrano i primi nevai e quindi si arriva sulla morena frontale del Ghiacciaio. 

(Variante: qualora nel Vallone delle Cornacchie la neve fosse ancora abbondante ed il pendio alle spalle del rifugio sia ancora ben innevato conviene tagliare diretti e salire di qui verso il Calderone, rimontando la morena con pendenza man mano più ripida su terreno spesso gelato. Superata l’erta ecco aprirsi davanti lo splendido anfiteatro racchiuso tra le Tre Vette).

Ammirato il luogo e la vista che di qui si ha sul Corno Piccolo, salire sulla destra della conca, traversando sotto le rocce e risalendo una strettoia più ripida. Poi la conca si allarga e la pendenza si attenua per raddrizzarsi poco dopo. Si guadagna la cresta terminale per una selletta ben visibile a destra della cima. Una volta in cresta si seguono i bolli della Normale fin sulla vetta del Corno Grande 2914 m (croce metallica, ore 2.30/3.00).

DISCESA

Per la via di salita: 1.30 per la Madonnina; 2.00/2.30 per i Prati di Tivo.

MATERIALE

Piccozza e rampon, casco.

NOTE DIFFICOLTÀ

Salita con piccozza e ramponi per il Calderone.

NOTE

Rifugio Franchetti - 0861-959634 / 333-2324474.
Luca Mazzoleni è gestore del Rifugio Franchetti dal 1988, inoltre autore di  "La montagna incantata, 204 itinerari di scialpinismo nell’Appennino Centrale" edita da Porzi Editoriali nel 2004 e "Guida della’Alta Via scialpinistica dell’Appennino" edita da Porzi Editoriali nel 2010.

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Scheda / itinerario
BELLEZZA

stella stella stella stella stella

PERIODO

Primavera

FREQUENTAZIONE

Media

ORARIO

Salita: 2.30/3.00 dalla Madonnina; ore 4.00/4.30 dai Prati di Tivo

DIFFICOLTÀ

EEA (indispensabili piccozza e ramponi)

DISLIVELLO SALITA

Dalla Madonnina 886m, dai Prati di Tivo 1450m

PARTENZA

Prati di Tivo 1465m

ARRIVO

Corno Grande

LINK

www.rifugiofranchetti.it

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