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François Legrand, arrampicare
     
1 – SCIMMIE


Siamo nella sauna (!) della palestra Golden Gym, a Milano, quella di Andrea Sarchi, tutto scotta … anche gli auricolari e il piccolo microfono direzionale, che gli appoggio sulle ginocchia. Avvolgo il registratore nell’asciugamano, preoccupato che il calore e l’umidità ne possano distruggere l’elettronica. Ci siamo, si comincia.


“A Phra nang, dove la roccia crea delle bellissime vie strapiombanti e dei passaggi entusiasmanti, molto atletici, mi hai fatto notare le scimmie e mi hai detto: “Impariamo da loro …”

Sì, ricordo, sai a me piace guardare tutti gli animali, ma più di tutti le scimmie, perché per noi arrampicatori sono veramente qualcosa di impressionante: scalano leggere e pendolano molto. Le ho osservate molto negli zoo o anche in natura, quando ho avuto la fortuna di incontrarne, e ho analizzato i loro gesti ed il loro slancio. Le scimmie sono capaci di sfruttare un tipo particolare di forza, l’energia cinetica, e se ne servono molto. Anche noi sulle vie molto strapiombanti dobbiamo utilizzare i pendoli, proprio come fanno loro, che sfruttano al massimo la spinta che ottengono dal movimento precedente per ripartire verso un altro punto. Così facendo aggiungono solo una piccola quantità di forza, mentre eseguendo lo stesso movimento statico non arriverebbero mai a quel ramo che è là, anche a due metri di distanza.

E' questo che io cerco di applicare nell'arrampicata: scalare fluidi, utilizzando la forza del movimento precedente!
Mi piace tanto la sensazione e ogni tanto ci riesco, ma mai quanto le scimmie. Se io fossi altrettanto bravo farei grandi progressi in questo genere di vie. Ora che ci penso, però, un vantaggio ce l’ho su di loro: a me piace ripetere un movimento anche 100 volte mentre loro non ne vedrebbero il senso!
Sarebbe bello imitarle naturalmente, come fanno i bambini, che vedono le cose e le ripetono senza pensare. Ma non per tutti è semplice farlo, allora bisogna allenarsi in questa direzione.


Siccome ci vuole tanta forza di dita per riuscire a girarsi bene sulla mano, per esercitarsi a fare dei movimenti con slancio, conviene imparare nelle condizioni più semplici. Per capire questo concetto bisogna provarlo su vie più facili del proprio livello, con bloccaggi abbastanza fisici, provando a lavorare col braccio aperto e prendendo lo slancio. Ecco perché è meglio incominciare con buone prese su strapiombo – non certo su placca! - e su vie facili così che si può provare più volte a muoversi con slanci, senza bloccare violento.


Cos’è il ritmo?

E' molto importante saper cambiare ritmo.
Non bisogna partire dal basso per arrivare in alto come un missile. La mia mentalità è andare veloce quando ne ho bisogno e rallentare quando sento che ne vale la pena, perché se vado troppo veloce rischio di fare un errore, di saltare un riposo. Dunque parto – all’inizio che non ho bisogno di riposarmi - con un ritmo abbastanza alto, per essere efficace. Dopo se vedo che ho bisogno di riposarmi e trovo la possibilità di farlo, mi fermo un po’ e cambio ritmo, per rallentare un po’ il battito ed anche per essere pronto ad accelerare nuovamente. Altrimenti arrivi veloce in una sezione in cui hai bisogno di accelerare e non puoi più farlo, la testa non può accelerare perché non sei pronto.
Allora, appena prima di entrare nella sezione dura, fosse anche di un solo movimento e se anche la sequenza prima non è facile, conviene comunque fare lo sforzo di recuperare per qualche secondo la mano di cui avrai bisogno. Così dopo puoi fare il movimento più duro con tutta l’energia disponibile e poi riprendi un ritmo più normale.


Hai parlato di slancio e di ritmo, ma come si può sfruttare al meglio un riposo?

Se sei veramente molto stanco, se non hai un riposo molto grande, inizi ad alternare rapidamente le braccia, poi sempre più lento. Quando mi riposo non rimango comunque troppo a lungo su una mano, non va bene. Per recuperare devi alternare abbastanza frequentemente, non stai più di 10” su di una presa con una mano, anche se questa è buona, perché si crea una contrazione che non recuperi molto bene con la mano che lavora. Allora, riassumendo, all’inizio del riposo stai da 3 a 5 “ per braccio, e dopo da 5 a 10”. Quando stai per ripartire riaccorci il periodo, cioè non fai 10” su di una mano e 10” sull’altra perché l’ultima che ha fatto 10” è stanca, dunque prima di ripartire stai 3-4” su una mano, poi sull’altra e vai. Ma non è che io stia a calcolare i secondi … è per dare un’idea!



       François Legrand, arrampicare



Le scimmie sono capaci di sfruttare un tipo particolare di forza, l’energia cinetica, e se ne servono molto. Anche noi sulle vie molto strapiombanti dobbiamo utilizzare i pendoli, proprio come fanno loro, che sfruttano al massimo la spinta che ottengono dal movimento precedente per ripartire verso un altro punto.



E' questo che io cerco di applicare nell'arrampicata: scalare fluidi, utilizzando la forza del movimento precedente!



François Legrand, arrampicare

François Legrand, arrampicare

François Legrand, arrampicare



Anche noi sulle vie molto strapiombanti dobbiamo utilizzare i pendoli, proprio come fanno loro, che sfruttano al massimo la spinta che ottengono dal movimento precedente per ripartire verso un altro punto.



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