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Manolo e Scarian, Campanili dei Lastei, Pale S. Martino
di Maurizio "Manolo" Zanolla e Riccardo "Sky" Scarian


A Riccardo Scarian abbiamo voluto fare alcune domande per capirne di più sulla "filosofia" dell'apritore e sulle fasi di cui si compone un progetto-via. Cercando di non dimenticarci mai che il nostro è (solo) un grande e bellissimo gioco...
Ecco dunque il punto di vista di Sky falesista, garista, alpinista, boulderista; insomma, di uno che ama arrampicare in tutte le occasioni e su tutti i terreni...


CANI MORTI, 8A OBBLIGATORIO
di Riccardo "Sky" Scarian


"Non basta pensare bisogna crederci! Poi ci vuole una bella linea, che ti acchiappi veramente e, non meno, una gran dose di fortuna, sperare che la natura sia stata generosa, ma non troppo, diciamo al punto giusto. Ecco, questi sono gli ingredienti fondamentali per un obbligatorio DOC. Arrampicare in montagna e in apertura sugli spits, non è cosi banale come qualcuno crede e dice... specie quando lo spit te lo trovi un bel po’ sotto i piedi.
Poi, da sottolineare, quando sei in apertura anche se solo da spit a spit sei veramente a vista, a vista con le palle, quella vera. Sì perché non ci sono le frecce sugli appigli, tanto meno i rinvii in loco, e neppure appigli e appoggi sai se tengono o se ti restano in mano. Poi per decifrare la sequenza magica che ti permette di salire ci vogliono intuito e pazienza ma soprattutto livello (credo non basti fare l’8a in falesia) perché ad ogni tentativo fallito ti fai un bel giro in giostra, e vieni inevitabilmente risucchiato dal vuoto e non sono mai meno di dieci metri, e quando hai fatto un certo numero di voli, beh, ti senti un po’ stanchino sia fisicamente ma soprattutto mentalmente. Sì, perché le tue energie nervose te le sei giocate, e allora sì che devi credere fino in fondo a ciò che stai facendo.
Insomma, io credo che tirare dell’8a obbligatorio, o oltre, in questo stile non sia per niente banale, anche se ci sono gli spits che permettono di non mettere a repentaglio la vita. Sicuramente si può fare ancora di più, farlo in stile tradizionale sarebbe un ulteriore passo avanti ma solo se fatto correttamente, intendo dire con quest’etica di pura e grande arrampicata libera. Forse un giorno qualcuno riuscirà."


Riccardo, cosa ti spinge a cercare nuove linee in parete?
Già da parecchi anni covavo quest'aspirazione dentro di me, ma mai come quest'anno l'ho sentita così forte, forse per i risultati non molto stimolanti nelle competizioni, o forse per il semplice motivo che mi piace l'arrampicata a 360°, dal bouldering alla falesia, dalle gare alla montagna. Inoltre, già da un paio d'anni era nell'aria di andare a fare Silbergeier con il Mago, ma per un motivo o per un altro ancora non ci siamo ancora andati… Quest'anno pareva essere la volta buona ma la meteo non era favorevole, per il troppo caldo. Così in estate siamo andati a fare le due vie di Rolando Larcher sui Campanili di Lastei. E' lì che è scattata la molla: subito ci ha colpito la linea magica che cavalca la colata nera, dalla base alla cima del Campanile basso di Lastei. E, dopo l'ennesimo rinvio di Silbergeier, il Mago ha proposto il cambio di programma, da me subito accettato.

Almeno tre qualità-caratteristiche che cerchi in una via nuova.
Sicuramente mi deve prendere la linea, perché è quella che ti dà lo stimolo e il feeling giusto per investire tutto su un progetto; poi la qualità della roccia che, se è bella e sana, rende il tutto più piacevole e più semplice; infine deve offrire la possibilità di trovare difficoltà stimolanti per andare al limite e oltre le proprie capacità.


Riccardo "Sky" Scarian


Cosa significa "aumentare" il grado obbligatorio? Si decide anche in base alla distanza dell'ultimo spit?
Beh, credo sia cercare di andar oltre il grado obbligatorio attualmente salito dagli altri, spingerlo più in là. Ma, per me, non è fondamentale cercare di battere il record del mondo - come già qualcuno ha insinuato - l'importante è riuscire a spingersi al proprio limite, divertendosi pure. Non necessariamente è la distanza dello spit che fa l'obbligatorio, ma sicuramente ci vuole una distanza minima per fare una sequenza completa, nel senso che se uno può passare da spit a spit in A0… il passaggio non è "obbligatorio". Comunque, anche se qualcuno può non essere d'accordo, l'aria sotto i "marones" fa grado!

La cosa più impegnativa in apertura?
Penso sia osare, andare oltre le proprie capacita fisiche ma soprattutto mentali. Essere in apertura significa non sapere quello che ti aspetta il prossimo metro, o i prossimi dieci metri, e quindi, se sei al tuo limite e puoi mettere una protezione, non sai se spingendoti oltre avrai un'altra opportunità, oppure se dovrai prendere il volo Londra-New York che ti riporta alla base...

Quando un progetto di "nuova via" è concluso? E quali sono le "fasi" del progetto?
Le fasi di un progetto sono due: la prima è l'apertura della via con etica dal basso senza ricognizioni, e in pura arrampicata libera, senza l'ausilio di mezzi artificiali per la progressione, con unica eccezione per i cliff da usare esclusivamente per il posizionamento della protezione. Poi la seconda fase, a mio avviso la più importante, è la rotpunkt della via, cioè salire tutti i tiri in libera e in progressione dal primo all'ultimo, senza mai cadere. A questo punto il progetto può considerarsi concluso.

Il "metro" per "gradare" in parete. Ovvero: l'8a in falesia è lo stesso dell'8a in parete?
Il metro usato per gradare una via in parete per quanto mi riguarda è lo stesso usato in falesia. Inoltre, alla difficoltà pura, vanno aggiunti alcuni fattori che alla fine possono classificare la via più o meno impegnativa, tipo la distanza delle protezioni, la loro tenuta, l'esposizione della via, e anche l'avvicinamento alla parete.

Gare, falesia e montagna convivono nella tua esperienza... Ci spieghi cosa ti danno, e come si differenziano
Come ho già detto, traggo emozioni e stimolo da tutta l'arrampicata e mi piace cercare di spingermi al massimo su tutte le specialità. Sicuramente non è cosa facile, specie con le competizioni che impongono scadenze e programmazioni molto rigide. Tra gare, falesia e boulder le differenze sono solo di ordine di programmazione dell'allenamento. Sicuramente, oggi è sempre più difficile raggiungere il livello più alto in tutte le discipline, perché la preparazione necessaria si sta facendo sempre più specifica in ogni singola specialità. Per quanto riguarda la montagna, e specialmente in apertura, entra in gioco la componente mentale che, credo, o si ha oppure no. In ogni caso ci vogliono molta passione, grande elasticità nell'adattamento, e forse anche un po' di… madre natura non guasta!



Manolo - 1
Riccardo Scarian - 2
portfolio
Riccardo "Sky" Scarian
Riccardo "Sky" Scarian su Dritto a niente 7c - Varazze - Liguria
(ph Roberto Armando)
Riccardo "Sky" Scarian
Riccardo "Sky" Scarian su Toccami e cado 7b+ , Varazze - Liguria
(ph Roberto Armando)


CANI MORTI
Pale di San Martino - Dolomiti
Campanile Basso di Lastei Parete nord
apritori: Manolo e Riccardo Scarian
lunghezza: 200 metri
difficoltà: max.8b+/c, obbligatorio max 8a/8a+

Riccardo "Sky" Scarian
Riccardo "Sky" Scarian su Toccami e cado 7b+ , Varazze - Liguria
(ph Roberto Armando)

portfolio
Manolo appigli ridicoli
Manolo e Scarian
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