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Hans Kammerlander
  1 2  scheda 
Hans Kammerlander
E' diventato più difficile trovare la concentrazione mentale giusta?

    E' diventato più difficile. Perciò non andrò direttamente al K2, farò prima un 6000 proprio perché gli ultimi anni sono stati sempre più stressanti e ho bisogno di liberare la mente.
    Fare una montagna diversa dall'obiettivo principale si è dimostrato un buon metodo per riuscirci. Liberarsi dallo stress ed avere la testa giusta per affrontare la montagna è fondamentale, influisce almeno per il 70% sulla riuscita.

Riesci a liberarti dalla pressione degli altri alpinisti, degli sponsors, da tutto quello che ti sta attorno?

    Ho la fortuna di avere degli sponsors che assolutamente non mi 'spingono' per fare qualcosa che non voglio fare. Comunque non lo accetterei e cancellerei subito il rapporto.
    Non mi è mai successo, ma so di essere fortunato, comunque adesso sono in una situazione in cui potrei permettermi anche di dire no, e questo chiaramente è un grande vantaggio.

    Tanti giovani alpinisti invece fanno degli errori, e prendono dei rischi quando non dovrebbero, perché forse sentono la pressione degli sponsors.
    Dai colleghi, non sento alcuna pressione, anzi, al contrario, se uno di loro riesce a fare una buona spedizione sono contento e mi viene spontaneo congratularmi con lui.

Quando si parla degli 8000 si pensa alla 'zona della morte'…

    'Vivere' la zona della morte è molto stimolante. Prima di affrontare il Cho Oyu, il mio primo 8000, pensavo di conoscere abbastanza bene il mio corpo, ma quando sono arrivato a quelle altezze mi sono reso conto che non mi conoscevo per niente.
    Ho provato sensazioni inedite, mai prima sentite. Per rendere meglio l'idea basta dire che qui giù, quando mi alleno, posso fare i 1600 metri di dislivello del Moosstock in un'ora e otto minuti, nella zona della morte, invece, in un'ora riesco a fare solo cento metri di dislivello.

    E' sempre eccitante e motivante muoversi a quelle altezze ma soltanto se si affrontano 'by fair means', lealmente. Non proverei, infatti, queste sensazioni se salissi con l'ossigeno, di cui rifiuto totalmente l'uso.
    Tra salire con l'ossigeno e salire senza passa una differenza come tra il giorno e la notte. Sarebbe come fare il Tour de France in motorino anziché in bicicletta.

E’ questo che distingue in modo particolare le tue salite?

    Si. Dico categoricamente no all'ossigeno supplementare: è doping in montagna. Con l'ossigeno un 8000 diventa un 7000, non c’è piu il lato sportivo. Senza parlare della grande quantità di bombole, ed altro ancora, abbandonato lassù, come immondizia.
    C'è anche da dire che per questa storia dell’ossigeno gli Sherpa vengono trattati molto male, sono loro, infatti, che devono portare le bombole per gli alpinisti!

    Ammetto l'uso dell'ossigeno fatto dai pionieri. Ma, da quando è stato dimostrato che si può salire anche senza, non lo accetto più. Se si utilizza l'ossigeno magari si è anche arrivati fisicamente in cima ma per me la montagna non è stata realmente salita.

Se questi alpinisti riportassero indietro le bombole d'ossigeno, potresti accettarlo anche se non come exploit sportivo?

    Se fossero in grado di portare giù tutto da soli, personalmente forse lo potrei accettare. Quello che però mi da molto fastidio è che in realtà usano e trattano molto male gli sherpa e 'sporcano' la montagna.
    Fondalmentalmente la loro è un'ambizione sbagliata, sarebbe più intelligente fare un 7000 e poter dire di aver fatto una buona prestazione, piuttosto che violentare un 8000 salendolo con l'ossigeno.

Tu hai usato il termine pionieri. Ci sono ancora pionieri nell’ambiente himalayano?

    No, è già stato fatto moltissimo. Tomaz Humar ad esempio, al Dhaulagiri, ha fatto una salita bellissima e molto difficile, ma soprattutto l’ha fatta in maniera 'esemplare'. Complimenti a Tomaz allora, ma non si può dire che sia un pioniere.


Con gli sci, verso l'Everest
Foto arch. H. Kammerlander


'Vivere' la zona della morte è molto stimolante. Prima di affrontare il Cho Oyu, il mio primo 8000, pensavo di conoscere abbastanza bene il mio corpo, ma quando sono arrivato a quelle altezze mi sono reso conto che non mi conoscevo per niente.
   
Dico categoricamente no all'ossigeno supplementare: è doping in montagna.

Con l'ossigeno un 8000 diventa un 7000, non c’è piu il lato sportivo. Senza parlare della grande quantità di bombole, ed altro ancora, abbandonato lassù, come immondizia.

C'è anche da dire che per questa storia dell’ossigeno gli Sherpa vengono trattati molto male, sono loro, infatti, che devono portare le bombole per gli alpinisti!
  
  
Continuerai a fare la guida?

    La professione di guida adesso per me è più un hobby che un mestiere, però portare la gente a fare un trekking mi piace ancora molto.
    E' meraviglioso, alla fine della giornata, come i clienti guardano la montagna, hanno proprio uno sguardo radioso.

Cosa racconti a queste persone?

    Gli parlo del Nepal e del Tibet. Mi sento quasi come a casa in Nepal, amo molto quella gente. Ho costruito una scuola lì, per ringraziarli di tutte le emozioni forti che ho provato e per contaccambiare la loro ospitabilita’ e amicizia.
    Invece quando vado in Tibet mi sanguina il cuore, perché quello che in questo momento accade ai tibetani a causa dei cinesi non si può descrivere.

Come Hans Kammerlander, puoi fare qualcosa?

    Quello che posso fare è portare a conoscenza della gente questa situazione. Fare foto, scrivere articoli. Perché se la gente non sa nulla, non può neanche reagire contro questa situazione. E' l'unica cosa che posso fare, le mie mani sono legate

Come spiegheresti ad un giovane il tuo stile sugli 8000?

    Prima di tutto è importantissimo, lasciarsi tempo al campo base. Restare tranquilli, molto tranquilli, e per 5/6 giorni non fare nulla, non tentare neanche di arrivare al campo 1, è meglio piuttosto leggere un buon libro.
    Tante spedizioni, invece, commettono l’errore di spingersi immediatamente verso l'alto, magari per approffitare del bel tempo, ma proprio per questa fretta la spedizione fallirà. Dopo però, quando si decide di partire, bisogna andare veloci, perché velocità significa sicurezza.

    Occorre essere veloci a tutti i costi nella salita. Si devono fare pochi bivacchi, il minor numero possibile, perché le notti costano un sacco di energia. La notte in alta quota porta la paura, e se accumuli quest'energia negativa aumenta anche la paura e ti diminisce la forza.

Agli alpinisti che vogliono cercare nuovi progetti cos'hai da dire?

    Gli consiglierei di concentrare le loro energie sulle traversate, in questo campo c’è ancora molto da fare. In Patagonia c’è la traversata Cerro Torre - Torre Standhart - Torre Egger, e, in Himalaya, quella dall'Everest al Lhotse.
    S
    e uno vuole diventare un professionista, penso che non possa fare a meno di considerarle. In quella direzione ci sono ancora delle possibilita’, delle chances.

Qual è il sogno di Kammerlander ad occhi aperti, o li hai già 'bruciati' tutti?

    Sicuramente il mio sogno, dal punto di vista sportivo, è la prima discesa con gli sci dal K2. Ho volutamente scelto di lasciare il K2 alla fine, per risentire nuovamente un'emozione fortissima.

Un altro sogno oltre gli 8000?

    Voglio finalmente costruirmi una casa, stabilizzarmi un po'. Si può dire che la mia passione per la montagna mi ha portato in giro per il mondo quasi come uno zingaro, per queste cose non ho mai avuto tempo, non mi rimaneva energia sufficiente.
    Adesso vorrei una bella casa, con una bella cantina per metterci i vini di tutto il mondo!



Hans Kammerlander
Kammerlander in discesa dall'Everest
Foto arch. H. Kammerlander


Prima di tutto è importantissimo, lasciarsi tempo al campo base. Restare tranquilli, molto tranquilli, e per 5/6 giorni non fare nulla, non tentare neanche di arrivare al campo 1, è meglio piuttosto leggere un buon libro.
  
Occorre essere veloci a tutti i costi nella salita. Si devono fare pochi bivacchi, il minor numero possibile, perché le notti costano un sacco di energia. La notte in alta quota porta la paura, e se accumuli quest'energia negativa aumenta anche la paura e ti diminisce la forza.
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