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![]() La leggenda narra che quando affrontò le Grandes Jorasses, andò dal guardiano del rifugio, mostrò una cartolina e si fece indicare lo Sperone. E' vero? E' vero. Non ero mai stato al Monte Bianco, non sapevo dovera. Ho mostrato al guardiano la cartolina e gli ho chiesto di indicarmi pressapoco dovera la montagna... E fu un altro successo. Non sono mai stato sconfitto, la montagna mi ha sempre aiutato e mi ha sempre beneficiato di quello che volevo fare. Lei a 78 anni ha ripetuto la sua via sulla nord del Pizzo Badile. Cosa ha significato per lei quel ritorno? E stata unavventura. Lho ripetuta due volte in 15 giorni, perché una spedizione svizzera - ndr: di cineasti - mi ha detto: "Perché non ce lhai detto? Ti avremmo seguito! ho risposto loro: Andiamo!... 10 giorni dopo sono ritornato in parete e ho ripetuto la via unaltra volta. Lei si è interessato a tutte le pareti nord più famose delle Alpi. Sulla parete Nord dellEiger partecipò al salvataggio di Claudio Corti durante la tragica spedizione del 1957 che costò la vita a Stefano Longhi. Come mai non ha mai salito la parete nord dellEiger? Non mi ha mai voluto. Non ho mai trovato condizioni atmosferiche ideali. Io sono un arrampicatore della domenica, ho sempre lavorato durante la settimana e il sabato e la domenica erano gli unici giorni che dedicavo allalpinismo salvo evidentemente quando si partiva in spedizione. Purtroppo tutte le volte che sono partito per affrontare la parete Nord dellEiger, lho sempre trovata in pessime condizioni, non sono mai riuscito a salirla. Le dispiace? Beh, insomma, si vede che doveva andare così. Io sono un po fatalista... Mi sono sempre detto: Se non mi vuole... pazienza! Dicevamo allinizio di questa intervista del dolore che le ha provocato lesclusione dalla spedizione del K2. Cè unaltra montagna che lei avrebbe voluto ma che non è riuscito a salire? Lalpinista è un egoista, vorrebbe salire tutto. Tuttavia nella vita bisogna sapersi accontentare e non bisogna rimpiangere nulla. A 92 anni io mi accontento di quello che ho fatto nella mia vita. Come valuta levoluzione conosciuta dallalpinismo nel Novecento? Come in tutte le cose del mondo cè un progresso, e lalpinismo ha avuto il suo. Ed è giusto che sia così. Si è trattato di una evoluzione giusta, secondo lei? Giusta o sbagliata è avvenuta così. Non si può andare contro alla natura bisogna accettare quello che viene. E qual è invece il messaggio di Riccardo Cassin ai giovani? Di andare in montagna con prudenza e di rispettarla... assumendo questo atteggiamento la montagna ti ripetterà sempre. Delle generazioni di alpinisti qualè quello che lha maggiormente impressionata? Tutti gli alpinisti mi piacciono e li ammiro per quello che hanno fatto. Non cè un nome in particolare? Ognuno nella vita fa quello che si sente di fare. Io li rispetto e rispetto quello che hanno fatto. Si parla molto negli ultimi anni di una grande commercializzazione, specialmente nellHimalaya. Cosa ne pensa?. Non faccio commenti. Ognuno nella vita fa quello che crede. Loretan diceva che sarebbe bello poter ritornare a salire le pareti delle Alpi come si faceva allinizio. Qual è secondo lei il futuro dellalpinismo. Sono domande balorde alle quali non riesco a dare una risposta... |
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