M. Camandona, K2


M. Camandona, K2


M. Camandona, K2


M. Camandona, K2


M. Camandona, K2

       

K2, intervista ad A. Blanc e M. Camandona



K2 dal ghiacciaio di Concordia



L'estate del 2000, dal punto di vista meteorologico, è stata una delle più difficili per gli alpinisti impegnati in Karakorum. Il 27 luglio le Guide Alpine valdostane Abele Blanc e Marco Camandona, sfruttando un piccolissimo spiraglio di tempo accettabile, partono per un ultimo tentativo agli 8611 metri del K2, la seconda montagna della terra.

Il 29 luglio sono già in vetta, utilizzando solo due campi intermedi. Dopo di loro sulla cima giunge anche il brasiliano Waldemar Niclevicz, il terzo componente della piccola spedizione. Hanno dato tutto, superando le difficili condizioni della montagna e lottando specialmente nella parte finale della salita, sul famoso 'Collo di bottiglia'.

Poi è arrivato il momento della discesa: difficilissima, al buio, al limite. Una situazione che ha imposto delle scelte difficili. Le scelte dell'alta quota.

Intervista  


Nella foto uno dei simboli dell'alpinismo: il K2 visto dal Ghiacciaio di Concordia, Himalaya del Pakistan.