101 storie di montagna che non ti hanno mai raccontato
In trent’anni di appassionato lavoro Stefano Ardito è davvero riuscito a raccogliere vicende segrete e poco conosciute, come la figura di Ujop Freinademetz, il santo dei ladini, o il salto pauroso dell’alpinista norvegese Randers Heen.
RECENSIONE a cura di Paola Lugo
E’ sempre un piacere vedere un libro dedicato alla montagna pubblicato da una casa editrice “non specialistica”, anzi, come nel caso della Newton Compton, con un catalogo rivolto a un pubblico il più possibile ampio e differenziato. C’è l’impressione benefica di uscire per una volta dal ghetto dei malati di montagna, o dei colpevoli di alpinismo, per leggere storie ed emozioni condivisibili e in un certo senso, universali.
Se molte delle vicende raccontate in “101 storie di montagna che non ti hanno mai raccontato” in realtà sono ben note a chi conosce un po’ la montagna e l’alpinismo, in trent’anni di appassionato lavoro Stefano Ardito è davvero riuscito a raccogliere vicende segrete e poco conosciute, come la figura di Ujop Freinademetz, il santo dei ladini, o il salto pauroso dell’alpinista norvegese Randers Heen. Divisi in diverse sezioni (storie di natura, di luoghi e di vette, di preghiera e di fede, di uomini e di alpinisti…) i racconti scorrono via veloci, e diventano un’ illuminante panoramica sul mondo complesso, affascinante e senza fine delle Terre Alte.
Alcuni disegni decisamente ingenui (la piccozza piantata nella roccia e le mani afferrate alla corda come mezzi di progressione), e alcune concessioni al grande pubblico (un giornalista bravo e competente come Stefano Ardito poteva forse risparmiarsi lo scontatissimo “montagna assassina”, riferito all’Everest; e anche il la vicenda del Cerro Torre poteva essere presentata in maniera diversa: trattandosi di un libro destinato a “non specialisti” che conoscono poco o nulla dell’intricata storia di Maestri e delle sue salite, lasciare il beneficio del dubbio, e non sposare in modo deciso una sola versione, era una scelta più corretta) vengono perdonati grazie alla grande capacità di raccontare luoghi e paesaggi con amore e passione.
Paola Lugo









