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UP
UP
di Maurizio Oviglia, Erik Svab
SCHEDA LIBRO / info:
  • EDITORE: Edizioni Versante Sud
  • PREZZO: 15,00
  • PAGINE: 180
  • ANNO: 2004
  • LINGUA: italiano-inglese
  • TIPOLOGIA: Guide
  • ATTIVITÀ: Alpinismo

UP

Annuario Europeo d’alpinismo 2003
di Maurizio Oviglia, Erik Svab / Edizioni Versante Sud

E' proprio una bella idea! Ecco, questo è il primo pensiero sfogliando UP, l'annuario europeo di alpinismo (e non solo), pensato e curato da Maurizio Oviglia ed Erik Svab per le Edizioni Versante Sud.

RECENSIONE a cura di Vinicio Stefanello

E' proprio una bella idea! Ecco, questo è il primo pensiero sfogliando UP, l'annuario europeo di alpinismo (e non solo), pensato e curato da Maurizio Oviglia ed Erik Svab per le Edizioni Versante Sud. Insomma, un annuario, una raccolta di cosa è successo nel mondo del verticale, mancava. Perché è utile (vorrei azzardare anche "indispensabile") poter scorrere i nomi delle montagne, delle vie, degli alpinisti, ma anche quelli dei climber "da falesia" e dei boulderisti, che sono stati i protagonisti dell'anno lasciato alle spalle. Quante volte la memoria si perde? Quante volte i fatti si velano di quell'alone di "pressappoco", sicura anticamera del dubbio e dell'oblio per qualsiasi realizzazione? La nostra piccola (grande) storia di fruitori-sognatori di pareti, boulder e montagne, come tutta la storia e le storie, ci è indispensabile. E ci sembra quindi giustissimo che sia scritta, che le sia trovato un posto per "restare" tutta assieme. Sì, un annuario, un report d'insieme ci serve per sapere cosa è stato fatto. Per potere abbracciare, con uno sguardo d'insieme, come la nostra passione per l'alpinismo e l'arrampicata si è concretizzata. Per immaginare, in definitiva, dove sta puntando il "movimento" e, insieme, anche quali sono (e saranno) i futuri progetti-sogni individuali, possibili ed impossibili. UP, dunque come riferimento e come "il punto" della situazione. Una sfida non da poco. Impossibile, forse, da centrare al primo tentativo. Oviglia e Svab l'hanno fatto lavorando su due piani: quello, ovvio e immancabile, dell'esposizione cronologica dei fatti, ovvero delle realizzazioni, e quello, non meno importante, degli approfondimenti. Come in "Liberare l'artificiale" - l'interessante "dibattito" d'apertura con Larcher, Manolo, Bole, Hainz e Mittersteiner sull'etica della "libera" alla ricerca dell'inesplorato nel già conosciuto - che è senz'altro un bell'esempio di come si possa parlare di ciò che è stato "fatto" e insieme trovare spunti e direzioni per il domani. E' una ricerca del "tema", della via, quello degli autori, che passa sempre per i protagonisti, e che crea un parallelo tra realizzazione e pensiero, tra parete e uomo. Per questo, in scaletta, si trovano in rapida successione articoli-interviste su alcuni degli interpreti più importanti delle varie "specialità". Si tratta di una piccola raccolta dell'attuale "pensiero verticale"(anche per un futuro "come eravamo"), davvero interessante. Dal "sentimento" per l'arrampicata del climber-mito Fred Nicole: "ciò che mi spinge è il desiderio di arrampicare, sempre e ancora." All'Hard Grit di Seb Greve e Neil Bentley: "Non sono sicuro di quando una via diventa davvero una via Hard Grit. Probabilmente lo diventa se sei incerto sulla tua possibilità di farla da primo, al primo colpo, senza cadere e senza farti male." All'esperienza da falesista di gran classe di Arthur Kubista: "Se sei un "malato della roccia", se viaggiando l'occhio è sempre attirato da bellissime pareti e torturi il tuo compagno (o la tua compagna) ogni volta per sapere se ci sono già vie attrezzate, vuol dire che senti il bisogno di creare qualcosa". Per finire con l'esperienza di una vita: quella di Mister Patrik Gabarrou, alpinista fantastico da sempre: "Una delle magie della montagna, è che mi rendo conto della mia età. La montagna conserva la mia giovinezza, ho mantenuto intatti i miei sogni di volare." UP, inoltre, cerca anche un completo giro d'orizzonte: dall'artificiale estremo presentato da Valerio Folco, all'arrampicata emergente dell'Aroma Español, alle gare di arrampicata, al récit d'ascension di Luca Maspes. E ancora - ed è una sezione importante per un annuario che vuole prima di tutto informare - Up offre un capitolo sul "fare" con 40 relazioni e schizzi di vie nuove e falesie, tutti inediti e forniti direttamente dagli apritori. E' interessante a questo proposito notare che si tratta di relazioni senza commento: è quello che è stato fatto pubblicato in un (libero) spazio offerto agli alpinisti desiderosi di far conoscere le proprie realizzazioni: uno spazio da sfruttare quindi. Infine, a completamento del tutto, è stata dedicata una sezione ai media (riviste e internet) e una piccola vetrina per i materiali. Certo qualcosa manca. Sicuramente c'è spazio, sotto il cielo dell'Europa verticale, per altri protagonisti e orizzonti. Ma non c'è dubbio che quest'annuario merita di stare nelle librerie (perché è un libro!) di tutti gli appassionati: per l'idea, per il contenuto e poi perché ci piace pensare che sia il primo di una lunga serie. di Vinicio Stefanello

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