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Scialpinismo Appennini Gran sasso, titolo
Val Venacquaro, Appennini

MONTE ARGENTELLA

Fosso dell’Argentella (parete Est)

Questa splendida discesa forse non diventerà mai una classica, e questo sicuramente più a causa di quanto sia raro trovarla in buone condizioni che per le difficoltà che presenta.

L’esposizione, aperta verso nord, e la cronica penuria di neve fanno sì che è necessario cogliere l’attimo per garantirsi una discesa divertente, oltre che emozionante. Ma la linea del canale, visto dal piano della Gardosa, è quella di una vera e propria goccia d’acqua in caduta dalla cima dell’Argentella: una linea ideale, bellissima, disegnata su quella che, dalla valle di Foce, appare come una ardita penna. E un discreto dislivello, per le nostre piccole montagne, 900 metri fino al limite del bosco.

Si tratta di un itinerario impegnativo e molto di soddisfazione per chi ama la dimensione “ripida” dello sci: la pazienza e l’intuito che servono per cogliere le condizioni che rendono possibile la discesa non fanno che renderlo ancor più remunerativo!

La relazione della salita della parete è stata pubblicata nel 1992 sul n.92 di Alp, all’interno di un articolo di Stefano Ardito, che attribuiva valutazioni forse un po’ generose.

Il tratto impegnativo ha un dislivello di circa 600 m, con le difficoltà concentrate alla partenza e all’uscita. Indigestione di adrenalina sul primo tratto, la pendenza si sente molto per via della notevole esposizione.

Dopo circa 50 m la parete concede un certo riposo, poi la pendenza torna a crescere e occorre decidere il percorso, che va stabilito in base alle condizioni: il canale presenta infatti due brevi salti (valutati a 60° dalla relazione di Alp) che non sono percorribili in condizioni di penuria di neve. Il loro aggiramento comporta due uscita in parete, prima sulla sinistra (orografica) quindi sulla destra, delicate ma sicuramente sotto i 50°.

L’itinerario descritto prevede la partenza e il rientro sul versante di Castelluccio. E’ però possibile partire da Foce di Montemonaco, risalendo direttamente il fosso dell’Argentella o il fosso Mozzacarne


Relazione

La cima dell’Argentella si raggiunge tramite il classicissimo canale di S.Lorenzo, ben visibile di profilo dalla fonte del Pian Perduto. Si attraversa il piano in direzione di una valletta che consente di superare una linea di colline ed entrare in un piano sotto la catena principale (raggiungibile anche scendendo dal parcheggio dei Monti della Prata).

Si percorre la valle in lieve ascesa, puntando ad un marcato canale che scende dalla sella tra Palazzo Borghese e l’Argentella e poco prima che il bosco si chiuda si gira a destra e si entra nel bosco percorrendo una stradina che consente di raggiungere una radura ai piedi della spalla dell’Argentella. Si risale la spalla costeggiando il bosco e appena termina si traversa sulla sinistra per entrare nel canale di S.Lorenzo, che si risale fino in vetta. L’aggiramento consente di evitare un tratto di bosco molto fitto che chiude un basso il canale.

Dalla cima dell’Argentella ci si dirige verso Est scendendo alcuni metri e proseguendo sulla cresta orizzontale fino a dove questa si biforca, formando un’anticima che costituisce il culmine del poco marcato canale denominato Fosso dell’Argentella.

L’imbocco è piuttosto ripido (circa 50°) ed esposto, segue poi un pendio ampio e meno ripido (40°), al termine del quale la pendenza torna ad aumentare. I due salti di uscita dal tratto impegnativo, nel caso non siano sufficientemente innevati da essere superati direttamente, possono essere aggirati il primo sulla sinistra (orografica) e il secondo sulla destra (attenzione alla stabilità del pendio sovrastante!) con percorso intuitivo ma abbastanza delicato.

(A questo punto è possibile uscire dalla parete con un lungo e scomodo traverso sulla sn. orografica - in genere non innevato - fino a raggiungere la ripida cresta che delimita il fosso Mozzacarne).

Si prosegue per un pendio (circa 30°) e si imbocca la stretta forra finale, che non presenta difficoltà: può però essere necessario togliere gli sci in presenza di residui di valanga troppo “movimentati” e/o per superare un muretto verticale che si forma su una strettoia proprio a causa del residuo di valanga che rimane “strozzato” nella parte superiore.

Usciti dalla forra si scende il nevaio fino ai limiti del bosco, dove normalmente la neve termina, poi, tolti gli sci, ci si dirige a sinistra, passando sotto a delle roccette, fino ad incontrare un sentiero (imboccandolo in discesa, si scende al piano della Gardosa e da lì a Foce).

Si prende il sentiero che sale obliquamente e in circa 15’ si raggiunge il fosso Mozzacarne, che consente una comoda risalita sci ai piedi fino alla cima dell’Argentella.

Questo bel fosso costituisce inoltre una valida alternativa di discesa, nel caso le condizioni della parete est appaiano “sospette” e non si voglia ripiegare sul classicissimo Giro del Laghetto.




Scheda tecnica


Dislivello in salita: 800 m per la vetta di M.Argentella, 900m per il ritorno in vetta dopo la discesa (1200 m per la salita diretta da Foce).

Dislivello in discesa:
900 m la discesa principale (più eventualmente 300 m fino a Foce), 800 m il canalone di S.Lorenzo, per il rientro.

Difficoltà:
50° per un breve tratto piuttosto esposto, 40 – 45 ° continui.

Esposizione:
ENE

Materiale:
normale dotazione per scialpinismo, casco.

Periodo:
Febbraio-Aprile


Un click sulla mappa per ingrandirla

Accesso stradale: Da Castelluccio di Norcia, dirigersi verso Forca di Gualdo, lasciare l’auto dopo circa 1 km, poco prima di una fonte sulla destra della strada. Se il pianoro (Pian Perduto) non è innevato, può essere conveniente salire in auto fino al parcheggio della stazione sciistica Monti della Prata e da lì scendere per un canaletto fino al pianoro sotto al canale di S.Lorenzo

Navetta:
assente.

Punti d’appoggio:
A Castelluccio di Norcia, la trattoria “La Taverna”, che dispone anche di camere (tel.0743/821100), oppure la tavola calda presso il Bar del Capitano (tel.0743/821121 ).
A Foce di Montemonaco la “Taverna della Montagna”, che dispone anche di camere (tel.0736/856327).

Carte:
C.A.I. – Sezione Ascoli Piceno – Parco Nazionale dei Sibillini – Carta dei sentieri scala 1:25000.

N.B.:
la parte centrale della parete è esposta alle eventuali scariche dai canalini laterali, sulla sinistra orografica, mentre la forra finale incanala tutto ciò che cade dalla parete, per cui, attenzione alle condizioni e rapidità!



Vallone di Fossaceca, Gran Sasso
Vallone di Fossaceca (gruppo del Gran Sasso), nel Gruppo montuoso più conosciuto degli Appennini.

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