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di Nicolò Berzi/ K.oneLe lunghe traversate di più giorni rappresentano da sempre il massimo che lo scialpinista più esigente cerca di realizzare. Fin dagli anni 50 Toni Gobbi, famosa guida alpina di Courmayeur, cominciò ad organizzare le traversate da Chamonix a Zermatt, che in breve diventarono un percorso classicissimo e molto frequentato, e ancora oggi rappresentano una delle Haute Route più affascinanti delle Alpi. ![]() Queste alte vie, per chiamarle con la traduzione letterale dal francese Haute Route, danno spesso la sensazione di viaggiare con gli sci ai piedi, spostandosi di parecchi chilometri e riportando lo sci alla dimensione originaria di mezzo di trasporto. Quasi le splendide discese diventassero un di più, la ciliegina sulla torta di un viaggio fantastico attraverso le montagne innevate. Ma è proprio il connubio del piacere del viaggio con il divertimento della discesa con gli sci in neve fresca a rendere questesperienza estremamente affascinante. Fermarsi a guardare ogni sera i chilometri percorsi, quasi stupiti che tali distanze si possano superare in così breve tempo, poi guardare la carta e seguire con il dito la traccia immaginaria lasciata sulla neve regala sensazioni profonde e indimenticabili, una volta entrati nel mondo delle grandi Haute Route sarà difficile non sognare già la successiva. Certo esiste anche il rovescio della medaglia, per alcuni comunque anche questo un piacere legato allesperienza del viaggio. Per esempio il peso dello zaino spesso è considerevole, ci devono stare dentro i ricambi per più giorni, oltre alla normale attrezzatura da scialpinismo. Anche il materiale alpinistico come piccozza, ramponi, per non parlare della corda e dellimbragatura, devono quasi sempre trovare posto nel sacco, visto che spesso il terreno di queste traversate è quello dellalta quota, con percorsi su ghiacciai e tratti di discese ripide da fare assicurati. E poi ancora le carte topografiche e la bussola, anche se ormai il GPS sembra voler relegare lago magnetico, fedele compagno e maestro di innumerevoli esplorazioni, nella bacheca di un museo. ![]() E da sottolineare comunque che le traversate richiedono notevole esperienza scialpinistica, disponibilità alla rinuncia e grande sensibilità allambiente della montagna innevata. Infatti percorrere itinerari di più giorni porta sovente a dover fare i conti con condizioni meteo e della neve non ottimali, dove bisogna prendere decisioni importanti sulle eventuali varianti da percorrere per mantenere bassi i rischi, se non addirittura decidere per la rinuncia. Sensibilità allambiente che si acquisisce nel tempo, facendo numerose gite che costringano a prendere decisioni autonome senza seguire a testa bassa il gruppo che precede o la traccia già fatta. Per questo le grandi traversate scialpinistiche devono rimanere la punta della disciplina, il must cui ogni scialpinista è normale che aspiri, pur con lumiltà di aspettare che la sua preparazione e la sua conoscenza della montagna le rendano unesperienza consapevole. |
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