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Torre Patrizia e Sperone della Solitudine

Primi salitori: Francesco Leradi, Patrizia Porcu, luglio-agosto 1979
Scheda a cura di: Simone Greci, Enrico Oberto
Area: Alpi Liguri, Gruppo: Catena Argentera - Pépoiri - Matto, Cima: Cima del Baus, Quota: 3067m, Stato: Italia, Regione: Liguria

La Cima del Baus presenta, sul suo versante sud est, una parete tormentata da guglie, muri e speroni, di roccia quasi sempre ottima. Le vie della Torre Patrizia e dello Sperone della Solitudine, aperte in momenti successivi da Francesco Leardi e Patrizia Porcu nel 1979, se concatenate portano direttamente in vetta e sono un invito che non si può declinare a gustare il bellissimo gneiss in salsa classica di questa bella ed appartata montagna.

Lo sviluppo notevole e il lungo avvicinamento consigliano il pernottamento al Rifugio Genova-Figari, dove non resterete delusi dall’ospitalità e dalla cucina.

Se poi si ha tempo e voglia di concatenare queste salite in due giorni successivi, la fatica sarà ripagata dalle emozioni che solo questi angoli delle Alpi Marittime sapranno regalare.

ACCESSO GENERALE

Da Cuneo raggiungere Borgo San Dalmazzo poi risalire la Valle Gesso fino a Gias delle Mosche.

ACCESSO

Dal Rifugio Genova-Figari si segue il sentiero per il Passo di Brocan, fino ad arrivare all’altezza della base della parete Sud-Est del Baus. Lasciato il sentiero si traversa verso destra (senso di marcia), raggiungendo facilmente l’ attacco dello Sperone Patrizia (grosso chiodo con cordino bianco che segnala l’attacco della via). Due ore circa di avvicinamento, neve ad inizio stagione.

ITINERARIO

Si sale qualche metro, quindi si obliqua a desta verso un placchetta nerastra (II e III), che si supera per fessura (IV+), continuando poi la traversata a destra mediante alcune lame (III+) fino ad un punto di sosta sovrastato da un enorme spuntone (30m , s. 1 con chiodo).
Si traversa in un canalino sulla dx e lo percorre (III) uscendone sullo spigolo (III+), poi si rimontano alcune placche compatte in direzione dei due chiodi con cordino (III+; 35 m; s. 2).
Si ridiscende un paio di metri, per prendere una rampetta sulla sx che porta sul filo (IV; s 3 con chiodo e spuntone).
Si attraversa orizzontalmente a sx (IV+) per poi superare un salto con ottimi appigli (IV) e pervenire in una zona di rocce rotte che si seguono a sinistra, fin sotto un evidente diedro (35 m; s 4).
Superato lo strapiombo iniziale del diedro (V-), si prosegue direttamente con stupenda arrampicata ad un altro diedro (IV), che si supera (IV+, sostenuto), fino ad uscire su una comoda spalla a sx (35m; s. 5, chiodo e spuntone).
Si vince un gendarme a sx, si piega a dx per placche erbose (II) a lato del filo, portandosi in un diedrino che si supera (IV, IV + in uscita; 40m; s 5).
Si evita uno strapiombo a sx per un breve diedro (III+), quindi a dx sopra lo strapiombo, (III+) per giungere su rocce più facili in vetta alla Torre Patrizia (30m, s. 7). (Per un’eventuale ritirata, imboccare il canale che scende verso sud ovest, fino ad una spalla – ometto-, poi per tracce di camosci alla base della parete)
Si scende con una corta doppia, si percorre la crestina in direzione del secondo risalto dello sperone, tenendosi a sx di un gendarme (II, 40m, s 8).
Si supera lo sperone sulla dx e, oltrepassato uno strapiombo, ci si riporta verso sx ad un ottimo terrazzino sul filo (IV sostenuto, 30m, s. 9).
Per placca rossastra verso dx (IV) si va sotto uno strapiombo, al culmine di uno spigoletto, poi si scende nel diedro sulla dx dello sperone, e lo si segue fino ad una piccola cengia (IV-); superato il diedro ( (IV+/V), si continua per rocce più articolate (III+, 40m, s. 10).
Si seguono ancora rocce articolate, arrivando sul filo di cresta, in direzione del terzo risalto (III+, 40m; s 11).
Tenendosi leggermente sulla sx, si percorre la facile cresta (anche in conserva), e aggirato un gendarme sulla dx, si arriva ad un colletto, dal quale si scende alla base del terzo risalto (100-120m, II, s. 12).
Si sale il diedro canale incassato (a sx di un canale più ampio), fin sotto un camino strapiombante che si evita sulla dx per una bellissima fessura di roccia rossa, fino ad alcuni blocchi strapiombanti che si evitano ancora sulla dx, uscendo a rocce più articolate ( 55m, IV, V, s. 13).
Si scala una zona di rocce più articolate verso sx che mettono ad una comoda spalla, alla sommità del terzo risalto (30m, s. 14)
Si supera la placca rossastra sovrastante, fino ad un chiodo (IV+),  e con traverso a sx si giunge ad una fessuretta (V+) che occorre salire fino ad un chiodo.  Lungo un diedrino (IV+) si va ad uno strapiombo, inciso da due fessure, e, per quella di sx (V-), si esce ad un ripiano, da cui, superato un breve diedro (IV+), si arriva ad un terrazzino. (50m, s. 15).
Per un muretto leggermente strapiombante (IV+) si giunge a rocce articolate che si seguono (40m, s. 16).
Si segue ora il filo dello sperone evitando un gendarme a sx, che forma un intaglio con la parete e per rocce facili ed un ultimo breve diedro si perviene alla sommità dello sperone, ad una quarantina di metri a SO della vetta (insieme finale di III +, 100m circa)

DISCESA

Verso il Rifugio Remondino: dalle vetta (croce) si percorre la facile cresta verso nord, fino ad incrociare la via normale (bolli di vernice) che portano al Colle delle Culatta. Da qui si scende su traccia e pietraie verso il bellissimo Lago di Nasta, e da esso, sempre seguendo i bolli di vernice, al Rif. Remondino. Questa discesa è la più comoda e veloce, ma riporta al parcheggio del Pian della Casa o al Gias delle Mosche.
Se si fosse lasciata la macchina al lago della Piastra (itinerario per il Rif. Genova-Figari), molte sono le discese possibili, ma la consigliata è la seguente: dal Colle della Culatta, scendere per qualche decina di metri di dislivello verso il Lago di Nasta, poi, appena il terreno lo permette, effettuare un lungo traverso verso sud (a sx faccia al Lago) andando a reperire la traccia (bolli gialli) che porta al Colle di Brocan. Da esso, su traccia segnalata ed agevole, ridiscendere in un’ora al Rif. Genova, ripassando in prossimità della parete percorsa in salita.

MATERIALE

Utili nuts ed una serie di friends fino al Giallo B.D., martello e qualche chiodo per alcune soste e sui tiri.
La seconda parte dell'itinerario (Sperone della Solitudine) è poco attrezzata, ma la roccia, se si segue la via, rimane molto buona su tutto il tracciato, salvo pochissime eccezioni.

CARTOGRAFIA/BIBLIOGRAFIA

G. Bergese, G. Ghibaudo, Corno Stella, arrampicate classiche e moderne nel vallone dell’Argentera-Valle Gesso, Edizioni Versante Sud, Milano, 2012.
E. Montagna, L. Montaldo, F. Salesi, Alpi Marittime Volume II, Club Alpino Italiano, Touring Club Italiano, Milano, 1990.

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Scheda / itinerario
BELLEZZA

stella stella stella stella stella

DIFFICOLTÀ

D+

VERSANTE

Sud-Est

LUNGHEZZA DISLIVELLO

700m (dislivello complessivo 1706m)

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