Mnet Rock
Master di arrampicata di Serre Chevalier
di Luisa Iovane


Ha raggiunto la sua decima edizione la più longeva competizione francese, che si svolge nella solare stazione turistica di Serre Chevalier, poco lontana da Briançon. Sarà per l'incantevole posizione e per l'ambiente estremamente accogliente, o per la cordiale accoglienza degli organizzatori dell'Azienda di Soggiorno, che anno dopo anno si impegnano al massimo perrendere sempre più piacevole la permanenza degli atleti durante i giorni della competizione, ma l'invito a Serre Chevalier, fondato sulla classifica mondiale permanente, non viene quasi mai declinato. Anche quest'estate,nonostante il fittissimo calendario, erano molti i "big" presenti all'appuntamento, tranne Cristian Core, che dopo due splendide vittorie nella Coppa del Mondo di Boulder, preferiva concentrarsi solo suquest'ultima specialità. Assenti loro malgrado anche Liv Sansoz e KatieBrown, infortunatesi durante gli X-Games in USA, che, diventati una competizione di bouldering, si sono rivelati abbastanza pericolosi. Niente di cui preoccuparsi invece, sullo splendido muro strapiombante di Serre Chevalier, dove i voli sulle spettacolari vie di resistenza sono frenati da solide corde, e non da materassi più o meno affidabili.

I primi dieci dei 46 partecipanti all'Open maschile, tra cui anche i nostri Gnerro e Lella, si guadagnavano un posto in semifinale. Passava la qualificazione anche Martina Artioli, con una splendida prestazione che la portava a toccare la presa finale della via. Il giorno seguente la semifinale, a cui gli invitati venivano ammessi direttamente, riservava alcune sorprese: tra i quattro in catena c'era il francese Cabane, che dopo un ricorso aveva passato l'Open all'ultimo posto, grande delusione invece per François Legrand, vincitore di 5 delle passate edizioni, che non affrontava con sufficiente decisione un lunghissimo lancio e restava escluso per la prima volta dalla finale. Bene proseguivano Zardini e Brenna mentre terminavano in fondo alla classifica Gnerro e Lella, come anche Luisa Iovane e Martina Artioli. Impressionante lo spettacolo offerto da Stephanie Bodet, che dopo aver passeggiato per tutta la via, era l'unica a raggiungere la catena con un lunghissimo lancio a due mani, e che dimostrava contro tutte le previsioni che una specialista di boulder (aveva appena vinto gli X-Games), poteva primeggiare anche su vie lunghe. Tutta la simpatia e l'incoraggiamento del pubblico andavano però a Muriel Sarkany,che per un'eternità lottava per raggiungere un appiglio chiaramente troppo distante. Quando superava finalmente il passaggio, utilizzando come appiglidei minuscoli appoggi per i piedi, le restava solo un minuto adisposizione, in cui riusciva con una incredibile dimostrazione di combattività e resistenza, a raggiungere un'altezza sufficiente da qualificarsi per la finale.

Ancora sole splendido per la giornata decisiva, lunghissima per i concorrenti, che dopo aver lavorato per 30' le via di 8a, rispettivamente e 8b+, dovevano attendere fino alla sera in isolamento, e piacevole per il pubblico composto in buona parte da arrampicatori, che potevano approfittare delle molte falesie al fresco nei paraggi.

Davanti ad un numerosissimo pubblico entusiasta, sulla via lavorata Muriel Sarkany dimenticava l'agonia del giorno precedente e arrivando più in alto delle altre si aggiudicava una meritatissima vittoria. Dietro a lei Stephanie Bodet e Marietta Uhden. In campo maschile Christian Brenna, partito verso la metà del gruppo, riusciva a completare la via. LucaZardini "Canon", che aspettava il suo turno dietro la parete, sentiva il boato e l'applauso della folla per il successo dell'amico, e partiva con la comprensibile tensione di dover eguagliare la sua prestazione. Purtroppo non riusciva a sfruttare una posizione di riposo, dove gli altri avevano potuto recuperare le energie e doveva accontentarsi del 12° posto. Dovevano però salire ancora sei fortissimi concorrenti, e molto umanamente il gruppetto italiano sperava che nessun altro arrivasse in cima. E veramente la prestazione di Christian Brenna restava ineguagliata, rivelandone il reale valore, e gli assicurava una grande vittoria, la sua seconda in campo internazionale. Dietro di lui si posizionavano nell'ordine David Caude,Ovchinnikov, Dewilde e Yuji Hirayama.

Uno splendido decimo anniversario per l'Internationaux di Serre Chevalier dal punto di vista nazionalistico, ma soprattutto una grande festa dell'arrampicata, dei combattimenti epici e un pubblico specializzato e caloroso, il tutto gestito con reale passione dall'Azienda di Soggiorno,che di tutte le manifestazioni estive da loro organizzate considera questala più prestigiosa e rappresentativa. E sicuramente non per l'ultima volta.
 
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