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Coppa del Mondo di arrampicata - Besaçon
di Luisa Jovane
fotografie Davide Zavagnin


COPPA DEL MONDO di arrampicata a Besançon (Francia)

Dopo alcuni anni di assenza dalla Francia, dal 12 al 14 giugno, si è svolta una prova della Coppa del Mondo di difficoltà e velocità. Circa 140 concorrenti, provenienti anche da paesi lontani come il Cile, l'Argentina e la Nuova Zelanda, si affrontavano nel Palazzo dello Sport di Besançon.

La parete, costruita affrettatamente dopo l'incendio della fabbrica produttrice, con pannelli molto lavorati, offriva vie corte ma intense e all'altezza dell'evento, con un esercito di volontari impegnati nell'organizzazione. Numerosa questa volta la squadra italiana, composta da 13 atleti. Dei quattro partecipanti all'Open si qualificava solo Billoro, mentre la trasferta finiva per Baistrocchi, Zavagnin e Nescatelli. Anche nei quarti di finale gli italiani non erano molto fortunati, Zardini "Canon" non trovava la soluzione di un passaggio in diedro estremamente tecnico, e dopo una lunga agonia lanciava all'ultima presa senza riuscire a tenerla, a Core "scappava" un piede poco più in basso, come pure a Billoro. Bene in catena invece Brenna, Bruseghini e Lagni. Anche le quattro ragazze italiane passavano i quarti, terminando la via insieme ad altre32 concorrenti. Pure la loro semifinale era relativamente facile, in nove raggiungevano la catena, Luisa Iovane toccava l'ultima presa, terminando al 10° posto e prima esclusa dalla finale, poco sotto Stella Marchisio, 15°, Martina Artioli 23°; Lisa Benetti 31°.

Nella semifinale maschile Lagni e Bruseghini si lasciavano confondere dalle strutture della placca iniziale, finendo rispettivamente 25° e 30°, mentre Brenna non riusciva a superare un passaggio con un lancio molto aleatorio a metà della via, e chiudeva con una deludente 15° posizione. Solo Legrand e Koyamada riuscivano a terminare la via. In finale però i due non confermavano il successo della vigilia, finendo rispettivamente 4° e 7°. Con una grande prestazione si affermava invece il russo Ovtchinnikov, seguito da François Petit 2°, e David Caude, 3°. 5° Andrada, 6° Wandeler, 8° il francese Jandenand, partito dall'Open. Per le ragazze la gara durava invece più a lungo: un errore faceva terminare la favorita Liv Sansoz in 7° posizione, la Choumilova raggiungeva il 3° posto, e Muriel Sarkany e Katie Brown dovevano confrontarsi di nuovo in superfinale: era l'americana a spuntarla sulla belga, un successo ben desiderato, dopo la sua deludente esperienza durante la gara precedente a Lipsia. Tre tappe, e una vittoria per ognuna delle favorite quindi, per rendere più interessante il proseguimento della Coppa del Mondo in autunno a Milano e Kranj.

(nella foto Hirayama in azione)

Ormai fuori dai pronostici invece un'altra grande atleta, la russa americanizzata Ovtchinnikova, che a causa del ritardo del suo aereo non poteva partecipare alla gara di difficoltà. La sfortuna continuava a perseguitarla durante la gara di velocità, dove era la più veloce, ma, invece di schiacciare il bottone del cronometro, dava una gran manata su un faro colorato di rosso, con conseguente squalifica. Per lei, tre giorni in Europa tutti da dimenticare.
 
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