(di Vinicio Stefanello)

ARRAMPICATA SPORTIVA 1999, le gare sono alle porte!

Con la primavera iniziano le competizioni d'arrampicata, la prima gara di Coppa del Mondo si disputerà il 17-18 aprile a Wiener Neustadt in Austria, entrerà così nel vivo la stagione agonistica 1999.

Come stanno i nostri atleti? Riusciranno a ripetere i buoni risultati della scorsa stagione? Certo ce li possiamo immaginare impegnati a macinare prese e movimenti su qualche pannello o bunker. Sicuramente si allenano a "più non posso" e probabilmente molto di più dei campioni d'altri sport!

Per rispondere a queste curiosità e ravvivare l'attenzione degli appassionati, abbiamo pensato di "tastare il polso" ai primi cinque classificati della Classifica Nazionale Permanente. Giusto per conoscere, alla vigilia delle competizioni, quali sono i loro obiettivi, gli atleti che considerano favoriti, i giovani emergenti, le prospettive per la squadra nazionale ed infine cosa ne pensano delle due anime che si stanno delineando nel mondo delle gare d'arrampicata: la difficoltà e il boulder.
Ma dobbiamo confessarlo, attraverso queste domande di rito, volevamo anche percepire quale era il loro morale. Insomma, siccome crediamo che lo spirito vincente conti (eccome!), volevamo sapere se i nostri hanno già la carica giusta per dare il meglio.

Diciamo subito allora che i capifila della CNP, nell'ordine Cristian Brenna, Christian Core, Luca "Canon" Zardini, Bernardino "Dino" Lagni e Donato Lella ci sono sembrati caricatissimi e decisi non solo a ripetere ma senz'altro a migliorare gli ottimi risultati ottenuti nella passata stagione.


Andiamo con ordine. Brenna ha dichiarato senza esitazione i suoi obiettivi: il Campionato del Mondo di Birmigham e la Coppa del Mondo, tutta la "posta in palio" insomma (d'altra parte è quel che tutti ci aspettiamo). Per lui ci sono all'orizzonte soprattutto le gare di difficoltà.

Stesso programma nelle competizioni per Core, con la differenza che, l'atleta di Savona, ha molta voglia di provare e testarsi anche nelle gare di boulder, come pure Zardini che spera di liberarsi finalmente dei molti guai fisici che lo hanno frenato nelle ultime stagioni.
Dino Lagni dice di vivere alla giornata, in altre parole in ogni gara cercherà di dare il massimo prendendo, di volta in volta, quello che verrà. Con l'intento però di far fruttare al meglio il gran lavoro fatto, il che vuol dire, conoscendo il vicentino, che possono essere dolori per tutti.
Anche Donato Lella punta a migliorarsi ed aspira ad avanzare nella CNP, tralascerà però le gare di boulder, mentre come obiettivo particolare punterà ad un buon risultato nel Master di Serre-Chevalier, gara che considera una delle più belle e con la quale ha quasi un debito in sospeso dall'anno scorso.


    Ma quali sono gli atleti favoriti, insomma quelli "da battere"? Quasi scontato che tutti, facciano il nome di Cristian Brenna fuorché l'interessato ovviamente che nomina invece i suoi amici Core e Zardini. Tra gli stranieri, logiche le indicazioni per Legrand e Hirayama, con l'aggiunta, da parte di Brenna, di Simon Wandeler (lo svizzero classificatosi 4° nella Coppa Del Mondo '98).

    A riguardo degli atleti emergenti c’è stato un altro plebiscito di consensi, anch'esso scontato, per Flavio Crespi: tutti si aspettano molto dal neo campione europeo juniores. Dopo di lui sono stati indicati come atleti che possono dire la loro e come possibili outsider (dall'uno o d'altro degli intervistati) anche Enrico Baistrocchi, Filippo Cervo, fra i giovani, e Giupponi, Calibani, Davide Zavagnin e Nicola Pesavento (questi ultimi due indicati dal compagno di squadra e d'allenamento Dino Lagni).


Attorno alla squadra nazionale c’è un grande ottimismo, certamente giustificato visti i risultati del '98. C’è parso poi che ci sia anche un buon spirito di squadra, tanto che Dino Lagni ci tiene ad affermare che quando vince un atleta azzurro in campo internazionale è sempre molto soddisfatto.
Donato Lella, ci ha parlato di una nazionale con grosse capacità e possibilità. Personalmente la considera sullo stesso livello della Francia che sicuramente é il team da battere. Donato spera (ed incrocia le dita), che gli atleti azzurri - facendo tesoro dell'esperienza acquisita in passato - siano in grado di esprimere, nei momenti clou della stagione, quella capacità d’essere "performanti" e positivi da sempre dimostratasi la carta vincente dei francesi.



    Boulder o Difficoltà? Qui i pareri si dividono e dipendono ovviamente anche dai gusti. Per un Core e uno Zardini che dichiarano di voler provare a far bene nell'emergente e spettacolare specialità dei "blocchi", che considerano fra l'altro tra le due la meno stressante e aleatoria, ci sono Brenna, Lagni e Lella che invece puntano decisamente sulle competizioni di difficoltà. Anche se Dino Lagni dichiara che sarà "costretto" a frequentare gli appuntamenti di boulder visto che sua moglie Lisa (Benetti) va fortissimo sui "blocchi".
    Sempre in tema di boulder e difficoltà Cristian Brenna lancia un'interessante proposta: la F.A.S.I., vista l'altissima specializzazione che ciascuna di esse richiede, dovrebbe (per il futuro?) costituire due diverse squadre nazionali, una per la Coppa del Mondo di difficoltà e una per i boulder. Secondo lui, poi, per le due specialità si dovrebbero creare circuiti e classifiche diverse e dovrebbe esserci, un po' sullo stile dello sci, anche una classifica "combinata" per premiare gli atleti polivalenti.

    E le donne? A loro abbiamo intenzione di dedicare un pezzo a parte ma, giustamente, Christian Core ci ha fatto notare che se si parla di giovani promettenti è impossibile non fare il nome di Jenny Lavarda, forse la più grande promessa dell'arrampicata sportiva italiana. Dal canto nostro, per ora, non possiamo che accostare a Jenny un nome che è una garanzia, è chiaro che parliamo di Luisa Jovane.

    Nell’attesa che i nostri "scendano in campo", come di rito, non resta che augurare a tutti: in bocca al lupo.


Nelle fotografie gli atleti in diversi momenti della stagione passata. Dall'alto in basso Brenna, Core, Zardini, Lagni, Lella.

Le fotografie sono di F. Tremolada e D. Zavagnini. Quella di C. Core è di O. Durbiano.
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