Mnet Rock
(Luisa Jovane)


L'evento più mediatizzato dell'estate per il ridente villaggio del Briançonnese, e l'attrazione principale per i turisti ma soprattutto per gli arrampicatori, che affollano le fresche falesie circostanti nel periodo più caldo dell'anno. Con la tendenza attuale a favore delle competizioni di bouldering, meno impegnative da organizzare dal punto di vista logistico e finanziario, l'Internazionale di Serre Chevalier resta uno dei pochi prestigiosi appuntamenti su cui l'elite arrampicatoria può sempre fare affidamento. Qui c'è infatti la garanzia di potersi misurare su un grande muro strapiombante, arricchito da strutture originali, montato ogni anno in maniera diversa, dove si possono tracciare itinerari lunghi e continui, di resistenza pura. Tanto peggio per gli specialisti del boulder, che non possono ovviamente esprimersi al meglio in entrambe le specialità, e tanto meglio per chi riesce, sfruttando la velocità di interpretazione e l'esecuzione precisa dei movimenti, a dosare le energie per arrivare il più in alto possibile. Questa è inoltre l'unica competizione in cui, attraverso l'Open, viene offerta a chiunque la possibilità di confrontarsi con i professionisti dell'arrampicata.

Quest'anno la durissima selezione permetteva la qualificazione a 10 ragazzi e 6 ragazze su rispettivamente 60 e 39 iscritti. Numerosi come al solito i partecipanti italiani, che apprezzano la vicinanza al confine, l'atmosfera "positiva" e la perfetta organizzazione, in cui si è sempre cercato di fare il massimo non solo per lo spettacolo, ma anche per il successo sportivo della manifestazione. Passavano l'Open del giovedì Lella, Giupponi, Ghidini e Stella Marchisio. Il giorno seguente per le semifinali entravano in campo i prequalificati della classifica internazionale: semifinale a 23 quindi per i ragazzi e a 19 (a causa delle ex-equo all'ultimo posto) per le ragazze. In una lotta contro le difficoltà e contro il caldo, (anche se la parete è tanto strapiombante da restare quasi sempre all'ombra) 9 ragazze e 13 ragazzi si conquistavano un posto in finale. Dei nostri ce la facevano Luisa Iovane, e i due Christian, Core e Brenna. Stella Marchisio e Zardini finivano al 19° posto, mentre erano sfortunatissimi Giupponi e Lella, che ex-equo al 14° posto avrebbero dovuto in teoria classificarsi, ma restavano esclusi per le "quote fluttuanti" (inventate dai funzionari per poter ridurre a seconda della convenienza il numero dei partecipanti a una finale).

Durante la giornata della domenica i finalisti provavano per mezz'ora la via "lavorata", di 8a, rispettivamente 8b+. Solo alle sette di sera avveniva il confronto decisivo, dopo 10 ore di isolamento, di fronte a 4000 spettatori in gran parte "del mestiere", che dopo una giornata in falesia sapevano ben apprezzare lo spettacolo offerto dal top dell'arrampicata internazionale, e che non erano avari di incitamenti e calorosi applausi. Nessun concorrente riusciva a completare la via, forse troppo impegnativa. I francesi Dewilde e Caude venivano respinti da un bloccaggio lunghissimo, toccando solo un appiglio apparentemente impossibile da tenere, mentre François Legrand dimostrava di avere "qualcosa in più", riuscendo a proseguire ancora per alcuni metri. Il neo-padre, in presenza del suo neonato di soli 5 giorni, poteva così gioire pienamente per la quinta vittoria a Serre Chevalier. Peccato per Christian Core, in gran forma, che per due centimetri non toccava l'appiglio decisivo e perdeva così il potenziale secondo posto, finendo solo quarto; Brenna decimo.

Ricordiamo che Core ha appena vinto il prestigioso Master degli Extreme Games in America, battendo alcuni dei migliori arrampicatori del mondo, il più grande successo internazionale di un atleta italiano. In campo femminile, dopo due anni di delusioni, vinceva finalmente la piccola Sarkany, anche se bloccata dal solito allungo "impossibile", davanti alla Sansoz, a dire il vero un pò debilitata per un ginocchio lesionato dalla caduta durante una gara di boulder. Grande successo per le atlete dei paesi dell'est, che conquistavano le quattro posizioni successive, seguite da Luisa Iovane al 7° posto. La sedicenne francese Sandrine Levet non poteva purtroppo arrampicare in finale, essendosi rotta i legamenti della caviglia la mattina provando la via, ma la rivedremo sicuramente l'anno prossimo. Perché per gli arrampicatori ormai è difficile immaginare un'estate senza Serre Chevalier, e il successo di pubblico e la popolarità di questa affermata manifestazione incoraggeranno gli organizzatori della Azienda di Soggiorno a continuare in futuro il loro impegno così apprezzato.


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