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di Assan Fioravanti
Si è svolta nella seconda domenica di luglio a Val d’Isere la seconda tappa della coppa del mondo di bouldering.
Una coppa del mondo dai connotati decisamente francesi, erano infatti in 38 al via su 52 uomini e in 14 su 30 donne.
L’Italia era rappresentata da 7 atleti, Bresciani, Core, Fioravanti, Giupponi, Scarian per gli uomini, Annechini, Marchisio per le donne.

La gara comincia la domenica con le qualificazioni.
Ore 12,30, dopo un mattino a tratti soleggiato dall’isolamento cominciano a salire gli atleti che nei sei minuti di tempo a disposizione iniziano a cimentarsi nei sei blocchi preparati dall’équipe di tacciatori guidata da Laurent Laporte, i problemi preparati si rivelano subito per quello che saranno fino alla finale, grandi sditate, movimenti atletici e evidenti, spesso frontali e poco dinamici, la qualificazione si svolge su blocchi che vanno dal 6c al 7b+ con la presa di zona sempre alta, spesso la penultima.
Giunti circa a metà dei concorrenti le nuvolone che affollavano il celo fin dal primo mattino si condensano e liquefano sul percorso bloccando irrimediabilmente la gara. Dopo una lunga attesa, visto che il tempo non cambia la decisione del presidente della giuria: domani tutti in finale.
L’isolamento viene chiuso alle 9,30 del mattino, solo dopo un oretta la decisione di partire a mezzogiorno. Nel frattempo si disputa il minitop, appuntamento riservato ai bambini che raggruppati in squadre da tre si divertono facendo sudare un po’ i loro genitori.
Finalmente a mezzogiorno la gara ricomincia, speriamo che il tempo tenga…

I problemi di oggi si rivelano estremamente difficili, i tracciatori hanno dovuto modificarli leggermente per non correre il rischio di parimerito nelle prime posizioni. La gara dei primi di serie viene seguita con attenzione dal numeroso pubblico che entusiasta tifa incondizionatamente per tutti quelli che si accaniscono contro i passaggi.

Fin dal primo problema, una prua strapiombante farcita di prese svase, si capisce che la gara è dura per tutti. Senza aver bisogno di capire particolari trucchi o astuzie si tratta di tirare come ossessi. Il quarto problema miete vittime illustri, si deve salire lungo uno spigolo su cui sono state avvitate poche piccole presine per accedere alla zona superiore (di quelle che sul tuo pannello usi per i piedi), da lì traversare in placca fino al top su cacchettine di poco più grandi. È su questo passaggio che lo spagnolo Pedro Pons cadendo si storge la caviglia compromettendo l’ottimo mondiale che stava disputando.

Alla fine della gara una buona notizia si diffonde tempestivamente, Cristian Core è primo, titubante non si sbilancerà finché non escono le classifiche ufficiali. È infatti per un solo tentativo che l’italiano vince davanti a Serik Kazbekov e il giovanissimo Alexandre Chabot. Tra le donne vince Elena Choumilova, seconda Stephanie Bodet, terza Marietta Udhen.
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