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Gli appuntamenti del 61° Trento Film Festival venerdì 3 maggio

03.05.2013 by Planetmountain

Il Trento Film Festival si avvia alla conclusione con una giornata dedicata all'alpinismo. Si celebrano l'Everest e i suoi eroi di ieri e di oggi. Si presenta in anteprima il libro dell'inglese Mick Conefrey, mentre, all'Auditorium S. Chiara va in scena l'attesa serata condotta da Reinhold Messner “Quando l'Everest era in America", con prestigiosi ospiti. Tra i protagonisti della giornata anche la regista e giurata Tizza Covi e l'alpinista Elio Orlandi, e ancora la consegna dei Premi SAT.

GLI EVENTI DELLA GIORNATA
Apertura |18ª Mostra Mercato Internazionale delle Librerie Antiquarie della Montagna ore 10.00.

Spazio espositivo MontagnaLibri, Piazza Fiera
Un’opportunità unica di sfogliare, consultare, acquistare antichi e preziosi libri di montagna, ma anche cartoline, fotografie, stampe, incisioni, manifesti e rarità legate alla pratica dell’alpinismo.
Le librerie partecipanti sono:
Itinera Alpina di Recalcati Angelo – Italia
Kunstantiquariat di Scholz Inge – Germania
Studio Bibliografico Adige di Casagranda Maurizio & Rizzo Francesco – Italia
Studio Bibliografico San Mamolo di Pierpaolo Bergonzoni - Italia
Studio Bibliografico Il Piacere e il Dovere di Andrea Donati – Italia

 


Serata alpinistica | Reinhold Messner in “L'Everest era una volta in America” ore 21.00

Auditorium S. Chiara, via Santa Croce, 67
1953, 1963, 1973, 1988: quattro date con un comune denominatore, l'Everest, il terzo polo del pianeta, l'ultimo in ordine di tempo ad essere raggiunto dall'uomo. Una citazione “quasi cinematografica” per rendere omaggio per la prima volta al Trento Film Festival all'alpinismo americano che, proprio cinquant'anni fa, stupiva il mondo con una impresa senza precedenti, la prima attraversata del tetto del mondo da parte di un agguerrito team di alpinisti saliti dalla inviolata cresta ovest e successivamente scesi dalla via del Colle Sud, percorsa dieci anni prima da Hillary e Tenzing.

Preceduta nei primi anni '50 dai tentativi di Charles Houston al K2, fu questa la prima importante affermazione dell'alpinismo a stelle e strisce sugli ottomila, dopo i successi di francesi, britannici, italiani, tedeschi, svizzeri, austriaci e giapponesi. In questa serata, partendo da questa impresa che fece sensazione e che rivivrà nei ricordi dello stesso capo spedizione, l'alpinista e cineasta Norman G. Dyhrenfurth, Reinhold Messner ripercorrerà alcune delle più importanti tappe dell'alpinismo americano, da allora più che mai legato alle imprese sull'Everest. Tra i protagonisti della serata l'alpinista Ed Webster, autore nel 1988 insieme a Robert Anderson anche lui americano, all'inglese Stephen Venables e al canadese Paul Teare della prima salita in puro stile alpino della Parete Kangshung dell'Everest incombente sul versante tibetano, all'epoca l'ultimo grande problema alpinistico rimasto insoluto sul tetto del mondo. E ancora Conrad Anker l'uomo che ha legato il suo nome all'eccezionale ritrovamento nel 1999 del corpo dell'alpinista George Mallory sulla parete nord dell'Everest a 8200 metri di quota. Ma anche l'alpinismo italiano si ritaglierà una presenza nella serata dell'Everest per ricordare quarant'anni dopo la prima salita italiana al Tetto del Mondo, con la spedizione capeggiata dall'esploratore Guido Monzino, alla quale prese parte l'alpinista Mario Curnis con il quale Messner ripercorrerà alcuni aspetti della controversa spedizione italiana del 1973. Con il patrocinio del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America a Milano

Reinhold Messner. Avviato all’alpinismo molto precocemente dal padre si dedica a scalare le vette alpine fin dall’età di tredici anni. La sua filosofia alpinistica matura secondo un preciso stile che punta a non “invadere” le montagne, solo ad arrampicarle, usando la minore attrezzatura possibile, il cosiddetto “stile alpino”. La prima scalata oltre gli ottomila Messner la mette a segno nel 1970, quando raggiunge la vetta del Nanga Parbat. Impresa segnata dalla perdita del fratello Günther nella discesa, due giorni dopo aver raggiunto la cima. La sua fama raggiunge il mondo intero nel 1978, quando sale “il tetto del mondo”, l’Everest con Peter Habeler senza l’ausilio di ossigeno. Nel 1980, Messner raggiungerà nuovamente la vetta senza ossigeno e in solitaria. Il traguardo è il più ambito, scalare per primo tutte e quattordici gli “ottomila”, Messner lo raggiunge nel 1986. Una carriera inimitabile la sua, che conta oltre cento spedizioni e 3500 scalate. Messner è autore di molti libri e dal 1999 al 2004 è stato Membro del Parlamento Europeo eletto come indipendente nella lista dei Verdi italiani. Oggi si dedica alla gestione dei Messner Mountain Museum, un complesso museale dedicato a tutti gli aspetti della montagna con sedi a Bolzano, Solda, Castel Juval, Monte Rite e dal 2011 Brunico.
Norman G. Dyhrenfurth è nato a Breslau (Germania) 95 anni fa. Figlio di Günter Oskar Dyhrenfurth, geologo, alpinista, scrittore e della alpinista Harriet Pauline ("Hettie") Dyhrenfurth. Nel 1932 la Famiglia Dyhrenfurth ottenne la cittadinanza svizzera e nel 1938 Norman si trasferì negli Stati Uniti. Negli anni ’50 promosse la scuola di cinema dell’Ucla a Hollywood e in questo ruolo conobbe i più importanti registi dell’epoca. Nel 1952 partecipò come operatore alla spedizione svizzera all’Everest. Nel 1955 guidò una spedizione internazionale al Lhotse e successivamente partecipò come operatore alla spedizione svizzera che nel1960 conquistò il Dhaulagiri. A sua volta guidò qualche anno dopo, nel 1963, la spedizione americana all’Everest che salì la vetta e compì la prima attraversata della montagna. Successivamente nel 1971 guidò un’altra spedizione all’Everest con obiettivo la parete Sud Ovest che però non ebbe successo. Oggi vive a Salisburgo. Dyhrenfurth ha lavorato come operatore insieme al regista Fred Zynemann sul set di “Cinque giorni un’estate“ con Sean Connery. La sua vita è stata raccontata nel film “Zum Dritten Pole“ del regista Andreas Nickel, autore del film biografico su Reinhold Messner.
Ed Webster, nato a Boston nel 1956, esperto di storia dell'Everest, nel 1988 ha stupito il mondo salendo con Robert Anderson (USA), Paul Teare (Canada), e Stephen Venables (UK) la parete Kangshung sul versante tibetano dell’Everest. In stile alpino, senza ossigeno, senza collegamenti radio o l'appoggio di Sherpa, i quattro alpinisti hanno scalato il più difficile, remoto, pericoloso e ancora inviolato versante del tetto del mondo. Autore di numerose pubblicazioni e monografie alpinistiche il suo libro autobiografico Snow in the Kingdom è considerato una pietra miliare della letteratura alpinistica in America ed ha ottenuto i massimi riconoscimenti assegnati ad un libro di alpinismo.
Conrad Anker. E' nato nel 1962 è uno tra i più prestigiosi alpinisti americani, con una lunga serie di ascensioni himalayane e nelle terre antartiche. Ha salito impressionanti pareti in Alaska, Patagonia, Isola di Baffin, in Antartide (nella Terra della Regina Maud e nelle Ellsworth Mountains), sul Latok II in Karakorum. Nel 1999 è sopravvissuto ad una valanga sullo Shisha Pangma. In quello stesso anno ha guidato all'Everest una spedizione alla ricerca dei corpi di Mallory e Irvine, ritrovando il corpo di George Mallory a 8200 m. Nel 2007 è ritornato sull'Everest per ripercorrere le tracce di Mallory e Irvine fino al punto del loro ultimo avvistamento.
Mario Curnis è il decano degli alpinisti italiani lo scalatore più anziano al mondo ad aver raggiunto la cima dell'Everest. Curnis ha speso la sua vita sulle montagne, dalle Alpi Orobie alle difficili vie sul Catinaccio, alle spedizioni in Patagonia e in Nepal fino al coronamento del suo grande sogno: salire sul tetto del mondo, l'Everest, impresa riuscitagli all'età di 66 anni insieme a Simone Moro.

GLI INCONTRI DELLA GIORNATA
Convegno GISM | In montagna: musica e poesia si incontrano ore 10.00

Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Via Garibaldi, 33
Presenta Piero Carlesi. Letture di Spiro Dalla Porta Xydias, Irene Affentrager, Paola Loreto.
Recital per violino e pianoforte di Giovanni e Chiara Bertoglio
Il GISM – Gruppo Italiano Scrittori di Montagna – è nato nel 1929 come reazione al trasferimento a Roma del Club Alpino Italiano, quale Ente aggregato al CONI e con l’intento di raccogliere gli alpinisti e gli amanti della montagna spiritualmente più provveduti. In contrapposizione alla pratica dell’alpinismo inteso come sport acrobatico si voleva mettere in risalto – tramite gli scritti di autorevoli frequentatori della montagna – gli ideali già additati dai pionieri, da Quintino Sella in poi, inculcando nei giovani soprattutto l’amore per le nostre montagne. La sigla GISM (Gloriae Itinera Super Montes) venne interpretata come associazione di persone che ai monti dedicano attività artistico-culturale (scrittori, pittori, architetti, fotografi, giornalisti) e cioè gruppo di letteratura arte e cultura alpina.

Incontro con Tizza Covi ore 10.00
Bolzano - Scuola ZeLIG di documentario televisione e nuovi media via Brennero 1
Tizza Covi, autrice con Frimmel Rainer di La pivellina e Der Glanz des Tages è giurata del Festival
Incontra il pubblico in una masterclass sul suo lavoro di cineasta del reale. Partecipazione gratuita, iscrizioni al numero 0471 977930 (Scuola ZeLIG).
Tizza Covi, nata a Bolzano nel 1971, dal 1992 al 1994 frequenta il College of Photography di Vienna, lavorando successivamente come fotografa freelance a Roma fino al 1998. Grazie alle sue fotografie ottiene borse di studio a Roma e Parigi. Dal 1996 collabora con Rainer Frimmel ad alcuni progetti nel settore della fotografia, del cinema e del teatro. Nel 2001 realizza il suo primo film documentario Das ist alles, vincitore del premio “Prix regards neufs“ al prestigioso film festival documentario di Nyon. Nel 2002 fonda la casa di produzione cinematografica VENTO FILM e inizia a produrre autonomamente le proprie opere. La sua prima fiction La Pivellina ottiene l'Europa Cinemas Label a Cannes e partecipa a oltre 150 festival internazionali. E' inoltre candidato austriaco per il miglior film straniero agli Oscar 2011. Il suo secondo lungometraggio Der Glanz des Tages viene proiettato in anteprima al Concorso internazionale di Locarno, dove vince il Pardo d'argento per il miglior attore protagonista.

Destinazione…Turchia | Profumo d’Oriente ore 11.00
Cafè de la Paix, Passaggio Teatro Osele
Marika Vecchiattini, blogger di Bergamotto e Benzoino, ci porta a vivere la magica atmosfera del bazar turco in una degustazione olfattiva con profumi e spezie d’Oriente. Seguirà un brunch all’insegna della tradizione culinaria turca a cura degli chef del cafè de la Paix. L’iniziativa è realizzata con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto.
Marika Vecchiattini. Nata a Genova in un anno compreso tra il lancio di Chanel N.19 e quello di Diorella, ha sempre esplorato il mondo con il naso più che con la vista, annusando le persone, i luoghi e persino l’aria. Nel 2007, dopo aver frequentato corsi di profumeria in Francia e in Italia, ha aperto il blog bergamottoebenzoino.blogspot.com, considerato da una giuria internazionale di lettori uno tra i dieci siti internet più influenti al mondo tra quelli dedicati al profumo.

Emozioni tra le pagine | Il richiamo dei sogni. La montagna in punta di piedi (ed. Alpine Studio) | di Elio Orlandi ore 16.00
Sala Conferenze SAT, via Manci 57
L'autobiografia di uno dei migliori alpinisti italiani dei giorni nostri, considerato un "veterano" delle vette patagoniche, dal gruppo del Paine al gruppo del Cerro Torre e del Fitz Roy che ha sempre compiuto le sue imprese lontano dai clamori. Un libro sincero, poetico ed appassionante, in cui traspare una grande passione per la montagna, vissuta e desiderata fin dall’adolescenza, ma allo stesso tempo rispettata nella sua semplicità e sincerità, senza mai chiedere nulla in cambio: solo straordinarie emozioni. Mirella Tenderini dialoga con l'autore.
Elio Orlandi è uno degli alpinisti italiani più affermati a livello internazionale. Lontano dai clamori che non mancano nel settore alpinistico, è considerato oggi un “veterano” delle vette patagoniche, dal gruppo del Paine al gruppo del Cerro Torre e del Fitz Roy. In Patagonia ha aperto importanti vie come “Linea d’Eleganza” al Fitz Roy, “Otra vez” al Cerro Standhardt, “Cristalli nel vento” e “Sogno Infranto” al Cerro Torre, “Spirito Libero” e “El Flaco, El Gordo y l’Abuelito” alle Torri del Paine, sulle quali ha anche effettuato la prima solitaria della parete Sud della Torre Nord. In Karakorum ha compiuto la prima ascensione del Gran Pilastro Ovest del K7, mentre nelle sue amate Dolomiti ha aperto un centinaio di itinerari di alta difficoltà nel gruppo del Brenta - dove tuttora vive - e anche molte ripetizioni solitarie.


Premio SAT 2013 ore 18.00
Sala Conferenze SAT, via Manci 57
Il Premio SAT è articolato in tre categorie: Sociale, Alpinistica e Storico-scientifica-letteraria. Il riconoscimento simbolico consiste in una litografia appositamente realizzata dal grande artista trentino Remo Wolf e da una spilla in argento. Al termine della cerimonia è previsto l'intervento del Coro della SAT.

Prima a Roccabruna | Le montagne che uniscono. Sagron Mis - il primo portale delle Dolomiti Unesco - si racconta ore 18.00
Palazzo Roccabruna, Via Santa Trinità, 24
Dominato dal gruppo delle Pale di San Martino a nord e da quello del Cimonega - Dolomiti Bellunesi a sud, il territorio del Comune di Sagron Mis rappresenta il baricentro del Sistema montuoso n. 3 “Pale di San Martino, San Lucano, Dolomiti Bellunesi, Vette Feltrine” del Bene Dolomiti Unesco, dal 2009 riconosciuto Patrimonio Naturale dell’Umanità. Il paesaggio godibile da Sagron Mis è infatti molto particolare nel panorama dolomitico, un vero e proprio gigantesco libro di pietra che ha strati come pagine, in cui si racconta di un paesaggio in continuo mutamento.
Sagron Mis è dunque il luogo ideale per vivere e comprendere molte delle eccezionalità delle Dolomiti.
Questa consapevolezza ha portato l’amministrazione comunale a intraprendere da alcuni anni a questa parte un articolato e partecipato processo di valorizzazione del proprio territorio, volto a garantire uno sviluppo socio economico sostenibile attraverso la promozione di un turismo specializzato, costruito intorno alle peculiarità uniche e irripetibili di questi luoghi e declinato in numerosi progetti di conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale già portati a compimento o in fase finale di realizzazione. Ultimo in ordine di tempo il progetto di primo portale “diffuso” Dolomiti Unesco
Proiezione del documentario "Le montagne non hanno confini" A seguire intervengono Luca Gadenz, Narciso Simion , Lio De Nas , Daniele Castellaz, Alberto Folghereiter, Teddy Soppelsa. Modera Bepi Casagrande.


Emozioni tra le pagine – anteprima | Everest 1953. L'epica storia della prima salita (Ed. Corbaccio) | di Mick Conefrey, ore 19.00
Sala Conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, Via Garibaldi, 33
Il mattino del 2 giugno 1953, mentre la nazione si preparava all'incoronazione della Regina Elisabetta II, le prime notizie cominciarono a filtrare: la cima dell'Everest era stata raggiunta. Quella che è passata alla storia come esempio di spedizione perfettamente pianificata, però, non fu realmente così. Mick Conefrey, infatti, ci rivela tutti i retroscena, le crisi e le polemiche - sia in parete che in patria - che nessuno ha mai raccontato: dalla ricerca rocambolesca dei finanziamenti alla ribellione degli Sherpa, dalle condizioni meteo avverse all'ostilità della stampa domestica. Anche se tutto ciò non fa che esaltare ancor di più la spedizione di John Hunt e del suo team, che per avere successo dovette far ricorso a capacità inimmaginabili e a tutta la determinazione possibile, nonché a una sana dose di supponenza e ingenuità britanniche. Grazie alla sua appassionata ricerca tra le lettere, i diari e i ricordi dei protagonisti di allora, Conefrey è riuscito ad entrare profondamente nell'animo degli alpinisti e a rispondere a domande che da sei decenni tormentano gli appassionati di montagna: perché a Eric Shipton fu a un certo punto tolta la leadership della spedizione? Chi mise piede per primo sulla cima: Hillary o Tenzing? Mirella Tenderini dialoga con l'autore
Mick Conefrey, giornalista e film maker, lavora per la BBC, per Discovery e History Channel. Ha girato documentari in ogni parte del mondo, dalla Cambogia al K2, da Puerto Rico alle Svalbard, dalle Alpi all’Alaska. È particolarmente interes­sato alle grandi spedizioni e all’alpinismo e i suoi docufilm hanno vinto numerosi premi nelle manifestazioni internazio­nali più prestigiose, dal FilmFestival di Trento al Banff Mountain Film Festival. È autore di altri due libri: The Adventurer’s Handbook e How to Climb Mont Blanc in a Skirt.

ENEL REWIND
Heroes di Tomas Mendini | Italia, 2013 - 52'
Sezione Alp&Ism | 61° Trento Film Festival 2013 | ore 17.00
Calanques di Gilbert Dassonville | Francia, 1967 - 11'
Miglior cortometraggio | 16° Trento Film Festival 1967 | a seguire
Punto Enel, Via Belenzani, 23
Per i materiali d'archivio si ringrazia il Centro di Cinematografia e Cineteca del CAI


INFO: www.trentofestival.it

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