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| Nepal senza frontiere, Fausto De Stefani a Belluno per ricordare Giuliano De Marchi |
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| A Belluno il 3 giugno una grande serata con Fausto De Stefani in ricordo di Giuliano De Marchi |
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Giovedì 3 giugno alle 21 il teatro comunale di Belluno ospiterà una grande serata in ricordo del medico e alpinista Giuliano De Marchi, caduto proprio un anno fa durante una salita sci alpinistica in solitaria sull’Antelao.
La scomparsa di De Marchi ha suscitato grande impressione a Belluno, dove da molti anni operava come medico all’ospedale cittadino, e nella comunità alpinistica italiana. Salitore di diversi ottomila, protagonista di molte spedizioni con tanti interventi di aiuto sanitario e salvataggio di compagni in difficoltà (talvolta a prezzo della rinuncia alla cima), anche negli ultimi anni Giuliano De Marchi aveva realizzato impresse di grande rilievo, come la traversata integrale del Mc Kinley, in Alaska, compiuta con l’amico Michele Barbiero nel 2007.
Per ricordarlo, con il patrocinio del Comune di Belluno e l’intervento della Associazione Giardino Buzzati, gli amici e la famiglia hanno organizzato una serata con il grande alpinista e naturalista Fausto De Stefani, uno dei sei italiani ad aver salito tutti i 14 ottomila. Capelli lunghissimi, spesso un ampio cappello a coprirli, l’immagine di Fausto non è familiare solo agli alpinisti che lo hanno visto nelle fotografie delle scalate alle cime più alte del mondo, ma anche a migliaia di bambini e ragazzi italiani che De Stefani accompagna ad esplorare e scoprire gli ambienti naturali intorno a loro. Negli ultimi anni, infatti, De Stefani ha svolto con passione la sua attività di accompagnatore naturalistico per le scuole, realizzando anche alcuni importanti siti che favoriscono nei ragazzi l’avvicinamento alla natura.
Ma non sono soltanto i ragazzi italiani a conoscere Fausto de Stefani. Come è accaduto a qualche altro alpinista (come Edmund Hillary, Greg Mortenson), una volta sceso dalle grandi montagne De Stefani non ha smesso di guardarsi intorno e, colpito dalla povertà e dalle poche opportunità che la vita offre ai giovani nepalesi, ha convogliato in uno straordinario progetto le energie prima impiegate nella conquista degli ottomila. Alla periferia della sovraffollata e inquinatissima Katmandu, la capitale del Nepal, in una cittadina (ma più grande di Belluno!) di nome Kirtipur, De Stefani ha curato la costruzione della Rarhail Memorial School, un complesso di tre scuole, dalle elementari alle professionali, con convitto e mensa. Sono poche parole, pochi istanti per scriverle e ancora meno per leggerle. Ma il lavoro necessario per realizzare quest’opera è stato enorme: innanzitutto il denaro, una somma imponente, ben superiore al milione di euro, raccolti attraverso finanziamenti di privati, serate, donazioni. Poi l’individuazione dell’area, gli accordi con le autorità locali e la progettazione dell’opera. Infine la realizzazione, con materiali e tecniche moderne, garantendo l’antisismicità, il comfort e la durata. E tutto, dalle fasi iniziali dell’opera fino ai dettagli costruttivi, con personale materiali nepalesi, per evitare il tipico progetto occidentale calato dall’alto e realizzare invece un’opera davvero integrata nella comunità locale. Oggi la scuola di Kirtipur funziona perfettamente con personale tutto nepalese e offre istruzione e ristoro a 900 ragazzi, costituendo un realtà davvero fondamentale per l’educazione e la crescita sociale di una vasta comunità,.
“Pochi anni fa” dice De Stefani “proprio a Kirtipur ho assistito a una tragedia che mi ha colpito profondamente: una ragazzina di 13 anni era caduta, sbucciandosi malamente un ginocchio. In assenza di strutture sanitarie e di cure mediche adeguate, la madre l’aveva curata con un impacco di argilla, come spesso ancora si usa in quell’area. Purtroppo però la bambina venne colpita da una grave infezione e in poco tempo morì. Pensai che non era possibile, in questi anni, morire a 13 anni per un’infezione dovuta alla mancanza di un disinfettante e decisi di partire con un altro progetto, una struttura sanitaria”.
Nella serata del 3 giugno, dunque, De Stefani presenterà al pubblico bellunese il suo progetto di un poliambulatorio e struttura di pronto intervento da costruire su un grande prato non lontano dagli edifici del centro scolastico già esistente. E questo nuovo, importantissimo edificio, sarà dedicato proprio al medico e alpinista Giuliano De Marchi.
Durante la serata, ad ingresso gratuito, vedremo un ricordo fotografico di Giuliano De Marchi, con immagini di Manrico dell’Agnola e Michele Barbiero, e sarà proiettato il film “Un uomo, un bambino, una montagna” del regista Carlo Alberto Pinelli, proprio sull’opera di De Stefani. L’attore Alessandro Rossi, inoltre, leggerà una lettera dello stesso Pinelli e un testo che lo scrittore Erri De Luca ha voluto dedicare a Giuliano De Marchi dopo una sua salita sull’Antelao.
Per informazioni telefonare ai numeri 0437 31628 oppure 329 14643309 o visitare il sito www.nepal.senzafrontiere.com.
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