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Marco Galliano e Carlo Alberto Cimenti e la discesa del Manaslu con sci e snowboard
Fotografia di archivio Galliano / Cimenti
Marco Galliano e Carlo Alberto Cimenti e la discesa del Manaslu con sci e snowboard
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Marco Galliano e Carlo Alberto Cimenti e la discesa del Manaslu con sci e snowboard
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Manaslu con sci e snowboard per Galliano e Cimenti

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Intervista a Marco Galliano e Carlo Alberto Cimenti che dal 4 al 5 ottobre 2011, dopo aver raggiunto la cima del Manaslu, hanno rispettivamente effettuato la prima discesa assoluta con lo snowboard e la prima discesa italiana con gli sci dell'ottava montagna per altezza della terra.

10 am, ora locale, di martedì 4 ottobre: Marco Galliano, snowborder e alpinista di Saluzzo e Carlo Alberto “Cala” Cimenti, sciatore e alpinista di Pragelato, hanno raggiunto la cima del Manaslu (8.163m). Poi, i due piemontesi hanno chiuso il cerchio della loro avventura centrando la prima discesa assoluta con lo snowboard (Marco Galliano) e la prima discesa italiana con gli sci (Carlo Alberto “Cala” Cimenti). Il tutto senza far uso di ossigeno supplementare. Due “prime” quindi, assolutamente da sottolineare e rimarcare.

La discesa con sci e snowboard è iniziata dalla Rock tower del Manaslu (8120m circa) fino al Campo 2 (6470m) che è stato raggiunto alle 16,30 (ora locale) e dove Galliano e Cimenti hanno passato la notte. In questa prima parte i due, superato il Campo 4, sono stati costretti a togliersi sci e snowboard per affrontare “un lungo tratto coi ramponi poiché c'era da superare un traverso ghiacciato ed una parte di seracchi”. Il secondo giorno la sciata è continuata per i primi 300m dal C2 dopo i quali hanno “dovuto togliere di nuovo gli attrezzi per affrontare un lungo tratto seraccato”. Rimessi sci e snoboard a circa 100m sopra il Campo 1 i due hanno continuato fino a quota 5800m circa, dove finiva la neve, a 20 minuti circa di cammino dal Campo Base. Una bella “sciata” per un bel traguardo raggiunto con una grande passione come Marco e Carlo Alberto ci hanno raccontato in questa intervista.


Intanto partiamo da un evento che credo difficilmente scorderete: il terremoto del 19 settembre... ci date il vostro personale flashback di quegli attimi sul Cho Oyu...
Marco Galliano e Carlo Alberto “Cala” Cimenti: il giorno del terremoto ci trovavamo al C3 e alle 18:15, l'ora in cui è avvenuto il terremoto, eravamo entrambi in tenda nel nostro sacco a pelo, intenti a far sciogliere la neve. Abbiamo avvertito la tenda tremare e contemporaneamente un grosso seracco si è staccato a poca distanza. Abbiamo pensato fosse quella la causa del tremolio della tenda, ma eravamo in forte dubbio perché non era lo spostamento d'aria che faceva tremare la tenda, ma il terreno. Quando poi siamo ridiscesi al BC, ci hanno informato del terremoto. E' stata un'esperienza forte, anche perché ci siamo resi conto della nostra impotenza di fronte alla forza della natura.

Ci potete dare in sintesi la scheda tecnica della vostra discesa dal Manaslu?
Marco e Cala: siamo partiti dalla Rock tower 8120m circa e subito abbiamo affrontato un canale di 45-50 gradi. La neve non era granché ma almeno era molto compatta e omogenea. Dopo 200m di discesa il canale si allarga in un ampio plateau che porta fino al C4. La neve qui era molto brutta. Placche a vento molto faticose. Grandi onde giganti e ghiacciate.
Passato il C4 abbiamo affrontato un lungo tratto coi ramponi poiché c'era da superare un traverso ghiacciato ed una parte di seracchi. Finita quella parte abbiamo ricalzato gli attrezzi e, sempre su neve brutta, faticosa, a placche, abbiamo raggiunto il C2, saltando il C3. Siamo arrivati lì verso le 16:30, con gli zaini appesantiti per lo smantellamento del C4. Abbiamo passato la notte a C2 a circa 6470m. La mattina presto verso le 7:00 siamo ripartiti alla volta del BC. Dopo i primi 300m di sciata su neve bella, farinosa, abbiamo dovuto togliere di nuovo gli attrezzi per affrontare un lungo tratto seraccato. Li abbiamo rimessi a circa 100m sopra il C1 a quota 5800m ca. Da lì siamo discesi fino a dove c'era neve a 20 minuti circa di cammino dal BC, trovando neve dapprima farinosa e poi trasformata (firn).

Ci descrivete lo stile che avete usato, o meglio qual è il vostro stile su queste montagne...
Cala e Marco: siamo entrambi assolutamente contrari all'uso dell'ossigeno perché crediamo che ognuno si debba basare sulle proprie forze, e l'utilizzo dell'ossigeno è assolutamente comparabile al doping. Cerchiamo di andare su il più leggeri possibile basandoci sulle nostre forze. Questa volta abbiamo utilizzato uno sherpa che facesse soprattutto il lavoro di smantellamento dei campi, per darci la possibilità di sciare e snowboardare un po' più in tranquillità.

Sci e snowboard, domanda antica e forse banale, vantaggi e svantaggi in una discesa himalayana come quella che avete fatto sul Manaslu...
Marco e Cala: sci e snowboard sono senza dubbio un peso aggiunto durante la salita ad un gigante himalayano in cui a causa della quota ogni chilo in più si fa sentire, però i vantaggi in discesa sono decisamente maggiori, senza contare il piacere di scivolare sulla neve a quelle quote.
Cala: le prime quattro curve che ho fatto a partire dalla cima sono state per me motivo di gioia infinita e rimarranno stampate per sempre nella mia memoria (cala)

Cosa sta alla base della scelta tra tavola o gli sci?
Marco e Cala: Marco ha scelto di utilizzare la tavola per la sua passione sfrenata per lo snowboard con il quale condivide da sempre qualsiasi esperienza in montagna. Lo stesso vale per Cala che reputa gli sci il mezzo migliore per spostarsi sulla neve.

Perché la scelta del Manaslu... quali i motivi tecnici e quali quelli della "passione" (per Carlo Alberto era la seconda volta dopo il tentativo del 2008)?
Cala: sì per me era la seconda volta sul Manaslu. La prima sono arrivato a 7800m facendo una bella progressione. La montagna mi è subito piaciuta e mi sono ripromesso di tornarci per concludere il discorso. Ho scelto questa montagna perché è molto sciabile ed il mio progetto di scalate himalayane al momento contempla solo discese con gli sci, e vi assicuro che sciare a contatto con il cielo è qualcosa di indescrivibile.
Marco: dopo il Cho Oyu volevo surfare una vetta himalayana esteticamente e tecnicamente più stimolante. Il Manaslu aveva queste caratteristiche e in più sapevo bene che se fossi disceso sarebbe stata u'emozione incredibile anche perché era la prima volta che uno snowboard calcava quei pendii

Differenze tra il Cho Oyu (che entrambi avete disceso) e il Manaslu...
Cala e Marco: abbiamo trovato il Manaslu molto più duro rispetto al Cho Oyu. Il Manaslu presenta parti tecniche maggiori ed è anche più lungo come sviluppo. Anche le parti esposte a rischi oggettivi sono più numerose

I momenti più difficili della vostra salita e poi della vostra discesa... è stato più difficile salire o discendere il Manaslu con lo snowboard e gli sci?
Marco e Cala: fatiche differenti ma entrambe molto grandi.
Cala: ho trovato particolarmente faticosa l'ultima parte a scendere al C2 un po' perché ormai l'adrenalina della cima era scemata, la neve era molto brutta, lo zaino pesante e il caldo nel “tutone” tremendo.

Rischi e "sicurezza" in una discesa come la vostra...
Marco e Cala: il rischio maggiore è quello di cadere in un crepaccio. Con gli sci o la tavola non puoi ridiscendere assicurato alle corde fisse, per cui devi fare delle linee nuove che ti portano fuori dal tragitto sicuro della salita. Il rischio che si apra un buco sotto di te è sempre presente. Devi sempre fare molta attenzione e guardare con la tua esperienza dove indirizzare la punta degli attrezzi.

Come vi siete incontrati e perché avete deciso di sciare insieme?
Marco e Cala: ci siamo conosciuti durante una gara in Marocco, sul m.Monte Toubkal nel 2010. Da lì abbiamo continuato a tenerci in contatto e qualche mese dopo è arrivata la proposta da parte di Marco di partire insieme per questa avventura.

Com'è, se c'è, il concetto di cordata in una discesa come la vostra?
Marco e Cala: nella nostra concezione di discesa in montagna non è contemplata la corda. Ognuno scende indipendentemente dall'altro, certo che ci teniamo d'occhio a vicenda, pronti ad intervenire se succedesse qualcosa al socio.

Vi considerate sciatori o alpinisti ;-)
Cala: io penso che ci sia tantissima gente molto più forte di me tecnicamente in montagna. A me piace andare in montagna e soprattutto sciare. Mi piace raggiungere i miei limiti in un ambiente in cui non puoi barare e devi fare affidamento esclusivamente su te stesso. L'alta quota è qualcosa di speciale. Una dimensione capace di regalarti emozioni indescrivibili, ma anche grandi drammi. Per rispondere alla domanda: mi considero un alpinista-sciatore, senza offendere i grandi alpinisti che hanno fatto e fanno la storia di questa disciplina
Marco: io mi considero uno snowboarder alpinista, mi piace arrivare in vetta per potere ridiscendere con la tavola

La cosa più bella e quella meno bella del vostro Manaslu?
Marco: dopo molti sacrifici la vetta è il piacere più forte ed emozionante. La meno bella sono stati gli incidenti a Locke: il nostro aiuto cuoco guida, che è stato incornato da uno yak, e al giovane portatore Dawa, vittima di un edema polmonare sul Larkya La.
Cala: per me le cosa più belle sono state ovviamente la cima, e poi le prime quattro curve dalla vetta nel canale. Anche per me la cosa più brutta è stato l'incidente occorso a Locke e le lunghe attese al BC

Vostri progetti futuri... e qual è secondo voi il futuro delle discese con snowboard e sci?
Marco e Cala: ci sono nell'aria diversi progetti. Niente di definito ancora, ma probabilmente faremo ancora qualcosa insieme. Ovviamente con sci e snowboard.
Il futuro delle discese con snowboard e sci? Ma siamo noi!!! :-) ...scherziamo :-)

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