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Piccozze e ramponi da cascata, in uso in Dolomiti
Fotografia di Planetmountain.com
La piccozza Machine della Grivel fotografata in gara con
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Un particolare del rostro Grivel.
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Un particolare della Quasar di Charlet Moser: la becca e la paletta presentano una dentatura nella zona vicino al manico per favorire gli agganci.
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Piccozze e ramponi da cascata di ghiaccio

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Una panoramica di quello che offre il mercato delle piccozze e ramponi per arrampicata su cascate di ghiaccio e l'alpinismo.

Specializzazione, questo è quello che salta subito agli occhi osservando i nuovi attrezzi per l'arrampicata su ghiaccio (e misto), sempre più mirati a ben precisi campi di utilizzo.

Se fino a qualche anno fa con lo stesso paio di "picche" si passava tranquillamente da una goulotte ai monotiri su cascata ad una parete Nord, oggi il mercato offre attrezzi espressamente studiati per le varie esigenze, a volte talmente specifici da essere adatti ad un unico campo d'impiego.

L'evoluzione tecnica delle salite, sempre più su misto e terreno strapiombante, le competizioni, con l'esigenza di materiali leggeri e performanti, hanno dato vita a nuovi attrezzi ed accorgimenti tecnici.
Quale piccozza acquistare per la nostra attività?

Vediamo insieme una carrellata delle varie tipologie di picozze e ramponi da cascata…

PICCOZZE
Piccozze tecniche

Sono gli attrezzi più sofisticati, adatti alle competizioni e alle salite moderne d'alta difficoltà. Danno il meglio di sé sul ghiaccio più verticale e strapiombante, sul terreno misto e quando la progressione richiede agganci di becca.
Consentono di chiodare in libera efficacemente sganciandosi con facilità dalla piccozza. Sono dunque gli attrezzi più adatti per le cascate tecniche e il drytooling.

Non sono adatte per le salite più semplici su ghiaccio poco inclinato o su neve. In caso di impegnative discese a piedi su neve conviene avere un terzo attrezzo con sé, in quanto l'impugnatura del manico in questo tipo di piccozza, ha delle sporgenze che non consentono una efficace penetrazione nella neve dura.

Caratteristiche costruttive
La forma molto curva del manico consente di piantare la becca "dietro" ai cavolfiori che si formano sul terreno più ripido o strapiombante. Un manico più dritto impatta invece su queste protuberanze di ghiaccio e la piccozza rimbalza invece di piantarsi.

La becca è affilata e aggressiva e presenta una seghettatura lunga, che arriva fino al manico, per favorire l'azione di "aggancio".

La dragonne è particolarmente sofisticata e consente di agganciarsi e sganciarsi velocemente per chiodare in libera. I sistemi più avanzati consentono di staccare la fettuccia dal manico, si chioda dunque con la dragonne al polso.

La fettuccia della dragonne si allarga (ed è imbottita) in corrispondenza del polso, per consentire di scaricare parte del peso su di esso senza "segarlo" o impedire troppo la circolazione del sangue.

L'impugnatura dell'attrezzo è favorita da una protuberanza o un vero e proprio alloggiamento per le dita nella parte finale del manico. Questo ha un duplice scopo: riparare le dita dai colpi e consentire una presa salda e meno faticosa per gli avambracci.

Picozze allround
Fino a poco tempo fa erano gli attrezzi di punta nei cataloghi delle case produttrici. Adesso la luce dei riflettori è tutta per i nuovi modelli da ghiaccio estremo, ma attenzione, se proprio estremi non siamo e vogliamo fare anche salite in montagna, queste sono le picozze che fanno per noi.
Sono picozze adatte al ghiaccio verticale, ma anche appoggiato, soprattutto se ben formato e compatto, e alle salite tecniche in alta montagna (goulotte, pareti nord, ecc..).

Caratteristiche costruttive
La forma del manico è curvata solo nella parte inferiore, o è comunque una curvatura non esasperata, ed è studiata per avere una buona battuta e proteggere la mano dai colpi.

La dragonne è la stessa dei modelli di punta, ma senza il sistema di sgancio veloce. Questo per una maggior sicurezza (sgancio accidentale) nell'utilizzo in montagna: su terreno di misto si lascia spesso l'attrezzo "appeso" al polso per superare un passaggio. È possibile comunque in molti modelli sostituire la dragonne di serie con un kit a sgancio rapido.

L'impugnatura dell'attrezzo non ha sporgenze eccessive per poter utilizzare la piccozza anche piantandola di manico.

Terzo attrezzo
Per le salite più impegnative, magari in alta montagna, conviene avere con sé una terza piccozza, indispensabile nel caso si perda o si rompa uno degli attrezzi di progressione.
Questi martelli-piccozza sono più corti e leggeri ed hanno il manico dritto.
Sono utili per piantare chiodi da roccia e per la progressione su neve.


RAMPONI
Come le piccozze anche i ramponi da cascata hanno subito una certa evoluzione, senza però specializzare eccessivamente il loro campo d'azione.

Caratteristiche costruttive
Ci sono modelli mono e bi-punta, oppure è possibile intercambiare le due soluzioni sullo stesso rampone, grazie ad un sistema modulare.
La soluzione migliore? Gli ice-climbers sono abbastanza divisi a riguardo, anche se dopo un periodo in cui la monopunta era la più diffusa, oggi la maggior parte arrampica con due punte.
Il vantaggio delle due punte è una maggiore stabilità in appoggio (soprattutto quando non si piantano con decisione le punte, ma si appoggiano su una sporgenza, magari su roccia), per contro la monopunta può essere "infilata" nei fori praticati dalle piccozze (molto utile su ghiaccio delicato).

La seconda e terza fila di punte anteriori possono essere molto agressive, sia per inclinazione, che per seghettatura. Nel Rambocomp di Grivel una di queste file di punte è rivolta all'indietro per agganciare gli appoggi con l'avampiede e favorire l'innalzamento e avvicinamento del bacino alla parete nei bloccaggi in strapiombo (vie estreme, competizioni). Black Diamond ha invece adottato due punte laterali ed una posteriore per gli agganci più evoluti.

Le strutture sono rigide (bracci verticali) o semi-rigide (bracci orizzontali) ed in alcuni casi anche assimmetriche (rampone DMM).

Vari i sistemi di regolazione ed allacciatura

Accessori
Molti sono gli accessori per piccozze e ramponi, tra i più interessanti:

Le becche semi-tubolari
Per molti sono il massimo, vista la facilità di penetrazione nel ghiaccio (si azzecca quasi sempre il primo colpo), per contro sono più fragili (inutilizzabili sul misto) e meno versatili di quelle normali.
Vanno estratte dal ghiaccio con la rotazione dell'attrezzo.

Il "rostro" Grivel
Si applica facilmente nella parte posteriore del rampone, bloccandolo tra questo e la scarpone. Serve per effettuare tallonaggi e agganci (strapiombi, candele, ecc).

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