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Tamara Lunger e Simone Moro al Campo Base di Manaslu
Fotografia di archivio Simone Moro
Il Manaslu: la cima principale (8163m) e la East Pinnacle (7992m), l'obbiettivo del concatenamento invernale di Simone Moro e Tamara Lunger
Fotografia di archivio Simone Moro
Campo Base del Manaslu
Fotografia di archivio Simone Moro
Manaslu
Fotografia di archivio Simone Moro
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Simone Moro e Tamara Lunger, intervista dal Campo base del Manaslu

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Intervista agli alpinisti Simone Moro e Tamara Lunger che si trovano attualmente al Campo Base del Manaslu, Himalaya, per tentare il concatenamento invernale della cima principale (8163) con la East Pinnacle (7992m).

Simone Moro e Tamara Lunger sono già al Campo base del Manaslu per tentare l'invernale l'ottava montagna più alta del mondo ma non solo, visto che nei loro piani c'è anche il concatenamento della cima principale (8163m) con l'East Pinnacle la vetta "secondaria", ovvero quel pinnacolo roccioso che svetta fino a 7.992 metri, scalato per la prima volta il 10/11/1986 da due miti dell'alpinismo: i polacchi Jerzy Kukuczka e Artur Hajzer. Insomma si tratta di un progetto non propio facile né usuale, anche perché i due sono arrivati solo ieri pomeriggio al Campo base e quindi hanno poco più di una trentina di giorni (32 per l'esattezza) per compiere la loro missione. Il 21 marzo infatti finisce la stagione invernale... A proposito, se andasse in porto questa sarebbe anche la prima salita del Manaslu effettuata completamente d'inverno, visto che la prima invernale ad opera dei polacchi Maciej Berbeka e Ryszard Gajewski si concluse il 12 gennaio 1984, ma arrivò al campo base il 2 dicembre e il 21 dicembre (primo giorno d'inverno) era già al Campo 3. Dettagli dirà qualcuno... Forse è vero, come è vero però che in alpinismo e su queste salite i dettagli sono importanti. Ne sa qualcosa Simone Moro, ovviamente l'ideatore del progetto nonché vero e proprio big delle invernali sugli Ottomila visto che ha posto la sua firma su ben tre prime salite nella stagione più fredda: Shisha Pangma (8.027 m) con Piotr Morawski, Makalu (8463 m) con Denis Urubko e Gasherbrum II (8.035 m) ancora con Denis Urubko e con Cory Richards. Sul Manaslu, Simone ha scelto di condividere l'avventura con Tamara Lunger, classe 1986, alpinista bolzanina che l'anno scorso è stata la seconda italiana (dopo Nives Meroi) in vetta al K2 senza ossigeno. Una scelta interessante e anche bella, che dà credito alla forza di questa giovane donna, alla sua caparbietà e alla sua passione innata per la montagna. Di sicuro il loro è un bel team... vedremo. Intanto al CB del Manaslu nevica, e noi abbiamo raccolto le prime impressioni a "caldo" (si fa per dire) di Simone e Tamara.


Simone, Tamara, ho letto che siete già al Campo base... il primo colpo d'occhio al Manaslu che pensieri vi ha ispirato?
Simone Moro: Il primo colpo è stato buono, il pinnacolo east sembra un grande cervino. Ma ho visto troppa neve e qua al CB ce ne sono già 2 metri.
Tamara Lunger: Ho guardato su, ho sentito le temperature e ho abbracciato Simone, dicendo: "Penso, che abbiamo veramente una chance"!

Se ho capito bene tenterete prima l'invernale alla vetta principale del Manaslu e poi deciderete se proseguire per quella che sembra essere una bella "ciliegina" sulla torta: la vetta dell' East Pinnacle.. Potete darci un'idea dell'impegno che vi attende? Simone potresti metterlo in prospettiva rispetto ad altre tue invernali?
Simone: Esattamente. Questo è il piano. Pensavo però di partire già il giorno dopo del nostro arrivo al CB ma 50 cm di ulteriore neve fresca e la mancanza di materiali ci obbliga ad aspettare. Non da ultimo che si è rimesso a nevicare poche ore dopo il nostro arrivo. Paragonare questa invernale alle altre è difficile. E’ una montagna che non conosco. Non mi sembra molto difficile tecnicamente ma quest’anno dovremo nuotare nella neve e spero non prenderci troppi rischi di valanghe...
Tamara: Proveremo a fare entrambi, ma poi non dipende solo dalla nostra volontà e dai nostri sogni... Per me diventa sicuramente una lotta contro il freddo!!

La faccenda non sembra per niente facile, o sbaglio? Simone, in ordine di importanza quali sono le cose che ti preoccupano di più?
Simone: La valanghe sono di sicuro ciò che mi preoccupa di più! Poi freddo e vento, ma le valanghe al primo posto. Dicono che fossero 22 anni che non nevicava così tanto...

Una curiosità: come mai hai scelto Tamara per questo viaggio?
Simone: A naso... dopo averla introdotta nel mondo dell’Himalaysmo nel 2009 ed averla affiancata in qualche altro progetto, l’ho osservata bene e penso che sia forte e matura per una invernale.

Tamara... tu come l'hai presa, il tuo è stato un sì di getto o ti sei presa tempo per pensarci?
Tamara: Ho detto subito di sì, perché lo aveva già chiesto l'anno scorso. Ero molto contenta, orgogliosa e felice, perché lo ho visto come la mia crescita.

Preparazione... come vi siete "allenati"? E, Simone, qual è la cosa che consideri più importante in queste "avventure"
Tamara: Mi alleno con gli sci, la corsa, l'arrampicata e l'arrampicata su ghiaccio. Ma oltre questo la preparazione mentale è ancora più importante.
Simone: Onestamente sono anni, decenni che non smetto mai di allenarmi. Fa parte ormai del mio quotidiano, di una disciplina personale. Per questa spedizione ho corso molto e fatto esercizi di muscolazione. Ovviamente arrampicare rimane una costante per un alpinista e quando punto alle difficoltà amo prepararmi sul mio muro a casa mia, da solo, pensando a cosa mi aspetta. Creste e canali rimangono il terreno dove mi caccio regolarmente. Le Orobie sono perfette per questo.

Logistica, materiali, comunicazione… immagino che abbiate programmato tutto nei minimi dettagli. Ma cos'è tra tutto quello che avete con voi a cui non rinuncereste mai?
Tamara: I miei portafortuna e la fiducia delle persone che voglio bene.
Simone: Questa è la mia 53ma spedizione ed ormai potrei organizzare tutto a occhi chiusi. Ma preferisco tenerli aperti ed andarmi a vedere gli appunti che magari mi sono scritto nella spedizione precedente. L’unica cosa a cui non rinuncerei mai è il buonumore mio e del mio compagno di cordata. Odio i musi lunghi o quelli che si devono dare un tono.

Cosa vi aspettate l'uno dall'altra, insomma che team (e che alpinisti) volete essere?
Simone: Penso che Tamara sia un Caterpillar e dunque da lei mi aspetto di vedere un motore turbo diesel all’opera. Da me spero di poter contare sulla salute (avevo l’influenza la settimana prima di partire). Spero di avere un po' più di fortuna col meteo e dunque una coltre nevosa accettabile.
Tamara: Io voglio essere solo me stessa magari con un po' di capacità di sofferenza dei polacchi ;-)... Poi basta che andiamo d'accordo e diamo gambe al nostro sogno! ;)

Che tempistica prevedete, oltre al termine dell'inverno... a proposito non è che avete un sacco di tempo...
Simone: Infatti, abbiamo tempo fino al 21 marzo... vediamo...
Tamara: Se arriva il bel tempo bisogna dare tutto, poi vediamo!!! Non sono un'esperta di invernali ;-)

Ora che l'avventura è veramente iniziata, in cuor vostro cosa sperate più di tutto?
Simone: Penso che sarebbe ora smettesse di nevicare e ci lasciasse provare ;-)
Tamara: Sarebbe il massimo andare in cima. Però la cosa più importante è che torniamo a casa sani e salvi con tanta esperienza in più.

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