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Zanzara e Labbradoro - Storie, mani e silenzi di Roberto Bassi, il film scritto e diretto da Lia G. Beltrami
Fotografia di archive Aurora Vision

Zanzara e Labbradoro: al Sanbapolis di Trento il film e la serata su Roberto Bassi

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Martedì 2 dicembre, alle 21:30, al Sanbapolis di Trento è in programma la proiezione del film Zanzara e Labbradoro in una serata dedicata al visionario climber trentino Roberto Bassi. Un'occasione da non perdere per ricordare e anche conoscere un grande protagonista dell'arrampicata di tutti i tempi.

Martedì 2 dicembre a Trento, nella palestra d'arrampicata Sanbapolis di via Della Malpensa 88, è in programma una serata d'eccezione per ricordare Roberto Bassi, il grande e visionario climber trentino che è stato il motore, e anche uno degli indiscussi "inventori", dell'arrampicata sportiva ad Arco e non solo.

L'appuntamento per tutti è alle ore 21:30 con la proiezione di 'Zanzara e Labbrador' - Storie, mani e silenzi di Roberto Bassi. Il film scritto e diretto da Lia G. Beltrami e prodotto da Aurora Vision che documenta la vita di Bassi attraverso una serie di testimonianza da parte di chi, nei primi anni '80, ha vissuto gli inizi dell'arrampicata sportiva insieme a Roberto.

L'occasione, dopo quella della prima del film ad Arco che ha avuto il tutto esaurito nelle due proiezioni, è di quelle da non perdere. Anche perché la figura di Roberto, e lo spirito con cui affrontava l'arrampicata e la vita, è assolutamente da ricordare e da far conoscere anche ai più giovani.

Per capire chi era Roberto vi rimandiamo a questo testo che abbiamo pubblicato nel 10° anniversario della sua scomparsa. Ma anche, e soprattutto, a come Maurizio Zanolla, alias Manolo, nel libro Rock Master (Giulio Malfer, Vinicio Stefanello 2005) ha ricordato il suo amico Roberto che "se n’è andato d’autunno, come le foglie in un mattino da dimenticare". Era il 28 settembre 1994, vent'anni fa.


CIAO ROBY
di Manolo

Alzai la cornetta del telefono e una voce sconosciuta mi disse: “Mi chiamo Roberto Bassi e vorrei arrampicare con te…”.
Il sole era già alto quando si valicava “La vela” e la pietra di Terlago, inondata dal sole, esalava luccicante nella vegetazione sempreverde. Iniziava la discesa e puntualmente si spegneva il motore mentre la Prinz di un clericale color nocciola scivolava gratis sull’asfalto, fino a Santa Massenza.
Lu lu lu trr… e la giornata riaccendeva il motore a Toblino, mentre Laury Anderson si perdeva nella tiepida brezza che cavalcava i laghi e il cielo diceva sempre che era un bel giorno.
Lui scendeva orgogliosamente davanti alla sua musica che lo proteggeva alle spalle. Davanti però non c’era niente da fare: la vita gli veniva incontro troppo in fretta e presto gli avrebbe tagliato la strada.
Lu lu lu trr… fu sorprendentemente generosa e ci accompagnò nell’affascinante e spensierata avventura, alla ricerca degli appigli più piccoli del mondo. In quel periodo, molti di loro erano scesi dalle Dolomiti, nascondendosi fra meli e filari, dove i freddi venti di montagna non li avrebbero mai più raggiunti. Così, vicino agli ulivi e ai cachi, protetti dall’aria tiepida del Lago, si sarebbero moltiplicati all’infinito anche d’inverno. Ricoprendo placche e muri di calcare, fino ad entrare nelle gole e nelle grotte più nascoste.
Roberto li inseguiva instancabile, li catturava, li ripuliva e, i più belli, li imprigionava in una fila di spit. Alcuni però gli sfuggirono e, nascosti in qualche surf, raggiunsero l’autostrada, il resto dell’Italia, la Germania… e ritornarono trasformati. Aprirono bar, alberghi e negozi, costruirono toilette e panchine, tagliarono alberi e divorarono gelati.
Roberto disorientato non li riconosceva, alcuni si erano vestiti di plastica e ogni anno si radunavano per una grande festa. Altri, ancora più confusi, cercavano di nascondersi, ma mani sempre più forti li scovavano anche fra gli strapiombi. Fu così che i pochi spiriti liberi rimasti ripresero la strada dei monti o di qualche falesia sconosciuta.
Nella valle del Sarca, l’arrampicata libera, quella libera veramente, è nata con Roberto, insieme alla sua straordinaria sensibilità che lo rendeva fragile e indifeso. E credo che se ne sia andata con lui.
Non so se fosse nato per arrampicare, ma aveva bisogno di farlo più di tutti noi. E’ stato definito un bambino, probabilmente era vero ma aveva un coraggio e una generosità da grandi, come le sue mani. E nessuno da quelle parti è mai stato più tollerante di lui, cosa rara anche fra i bimbi.
Era un amico, come pochi, da lui ho imparato molto… e spero sempre che mi telefoni ancora.
Roberto Bassi è stato uno dei più forti arrampicatori degli anni ‘80, era un ragazzo introverso e riservato ma schietto e lucido. Se n’è andato d’autunno, come le foglie in un mattino da dimenticare, incendiando il giorno a cento all’ora senza compromessi. Il suo gelato preferito era cream caramel e liquirizia.

Maurizio “Manolo” Zanolla

tratto dal libro Rock Master (2005)


ZANZARA E LABBRADORO
Storie, mani e silenzi di Roberto Bassi
Italia, settembre 2014, 62 min
Scritto e diretto da Lia G. Beltrami
Prodotto da: AURORA VISION - SULLE STRADE DEL MONDO
Fotografie di: Lucio Tonina
Direttore della fotografia: Emanuele Rainaldi
Produttore Esecutivo: Andrea Morghen
con (in ordine di apparizione): ‘Manolo’ Maurizio Zanolla, Mauro Corona , Stefan Glowacz, Jerry Moffatt, Rolando Larcher, Marco Furlani, Alessandro Gogna, Giovanni Groaz, Palma Baldo, Diego Mabboni, Giovanni Bisson, Ennio Dalmut, Marco Preti, Marco Curti, Roberto Tavonatti, Andrea Zanetti
Voce di: Matteo Gadler
Montaggio: Lia Beltrami, Emanuele Rainaldi, Marianna Beltrami
Musiche originali di: Alberto Beltrami, Cameron Bruce
Camera : Emanuele Rainaldi, Alberto Beltrami, Andrea Morghen, Nicholas Biaudet

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