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Pierluigi Bini e Heinz Mariacher a Montagne in Città 2017
Fotografia di Luigi Tassi
Simone Moro con Alberto Sciamplicotti a Montagne in Città 2017. Nella foto sullo schermo: Alex Txikon, Tamara Lunger, Simone Moro e Ali Sadpara
Fotografia di Luigi Tassi
Giulia Castelli e Mario Verin parlano del libro Selvaggio Blu a Montagne in Città 2017
Fotografia di Luigi Tassi
L'alpinista spagnolo Alex Txikon a Montagne in Città 2017
Fotografia di Luigi Tassi

Montagne in Città, l'alpinismo e l'arrampicata a Roma

Il report di Alberto Sciamplicotti dell'edizione 2017 di Montagne in Città, lo storico festival di Roma che quest'anno tra i vari alpinisti ed arrampicatori ha ospitato Heinz Mariacher, Pierluigi Bini, Simone Moro, Alex Txikon, Mario Verin e Giulia Castelli.

Andiamo in montagna, per arrampicare, fare scialpinismo, camminare o un'altra qualunque delle tante attività che qui si possono praticare, guidati dalla passione. É la passione che ci conduce alla ricerca di emozioni, è la passione che ci guida lungo gli appigli di una parete o fra le tracce dei sentieri o lungo le nevi immacolate di una discesa. La passione fa tutto questo e altro ancora. Soprattutto fa crescere in noi un sentimento di appagamento e soddisfazione una volta vissuta la nostra esperienza. Un sentimento che ci riempie così tanto da trasbordare oltre i confini fisici del nostro corpo e che spinge a condividere quello che il nostro cuore ha provato.

Questo era il vero obiettivo di Montagne in Città 2017: dare a tutte queste emozioni una reale possibilità di essere condivise. Così, racconti dal vivo si sono succeduti a preziosi filmati e proiezioni di immagini hanno fatto da contraltare a parole prese da libri. Un susseguirsi di eventi che aveva per l’appunto un unico fine: scuotere gli animi con l’emozione, e che ha portato a Roma, nell’arco di 5 giorni, più di 800 spettatori nell’auditorium del Seraphicum.

La partenza è stata è stata affidata ai racconti dell’Associazione La Venta, con Tullio Bernabei e Natalino Russo e alla presentazione del libro, “Nel cuore delle terra”. Non poteva esserci inizio migliore: la speleologia è forse l’ultima e vera frontiera dell’esplorazione. Una ricerca dell’ignoto, sotto e al centro delle montagne, che riesce a regalare ancora delle emozioni sostanzialmente uguali a quelle dei pionieri di quest’attività e che conduce chi la pratica in luoghi dove realmente spesso l’uomo non è mai stato.

L’esplorazione è quell’attività che riesce a stupire, a far spalancare occhi e bocche, e il film “Reset – Una classe alle Svalbard”, ben ha saputo spiegare come questo possa essere coinvolgente per dei giovani. La storia di una classe di liceo che, guidata da un professore, si mette sulle tracce degli antichi esploratori polari è stata illuminante in tal senso, rendendo esplicito quanto possa essere formativo per l’animo umano l’educazione alla scoperta.

Montagne in Città ha poi rivolto lo sguardo verso quella ricerca dell’avventura che guarda alle vette più alte della terra. Simone Moro ha raccontato con trasporto della sua esperienza invernale al Nanga Parbat, culminata nella prima salita in questa stagione, con Tamara Lunger, Alex Txikon e Ali Sadpara. Un’esperienza che non è stato che un capitolo sulla sua personale via di ricerca della passione e dell’emozione. Un racconto coinvolgente, pieno di pathos ma anche ironico e divertente e che ha conquistato il pubblico fino all’ultima parola.

Stefano Ardito, il giorno successivo, ha raccontato del suo libro “Incontri ad alta quota” con le interviste ai più grandi dell’alpinismo moderno: una narrazione in cui le differenti pulsioni che spingono gli animi ad affrontare queste avventure sembrano alla fine diventare un’unica spinta all’azione come alla contemplazione. A fargli da contraltare Lorenza Moroni, autrice di “Salire con Stefano Zavka”, la storia della sua personale amicizia e del suo rapporto con questo grande alpinista scomparso sul K2. La tensione del racconto e delle emozioni è stata scandita da Eleonora Saggioro validissima interprete delle frasi dei due scrittori a colloquio.

Il film “Big Man”, con protagonisti i fratelli Iker e Eneko Pou, ha narrato invece il parallelo fra quelle arti manuali che prendono tempo, pazienza e creatività per arrivare a un risultato e l’arrampicata. Aspetti della passione vissuta che hanno saputo conquistare gli spettatori.

Il punto più alto di questa rassegna dell’avventura, dell’esplorazione e dell’alpinismo è stato però certamente l’incontro sul palco di due fra i più importanti protagonisti, dell’alpinismo dolomitico e del centro Italia, della seconda metà degli anni ‘70 e degli anni ‘80. Heinz Mariacher e Pierluigi Bini sono stati impegnati in un racconto a più voci con Stefano Ardito e Alberto Sciamplicotti. I quattro hanno saputo creare un clima di attenzione altissima in cui l’emozione condivisa è stata il veicolo per trasmettere il vero senso dell’avventura in parete. Una narrazione che ha saputo descrivere quel periodo magico in cui l’alpinismo abbandonava finalmente le retoriche che lo avevano rivestito per tornare, seppur per un breve tempo, alla purezza degli esordi. Racconti esaltanti, divertenti, pieni di freschezza e humor, ma anche colmi di quella spinta consapevole con conduce verso imprese di altissimo livello, hanno scandito il tempo per oltre due ore, confezionando un gioiello di valore e di emozione tale da rimanere serbato per moltissimo tempo nel cuore di chi era presente.

Il giorno seguente, il racconto si è spostavo verso le emozioni lente ma potenti del camminare. Le Edizioni Il Lupo hanno presentato la nuova “Carta di Amatrice-Monti della Laga”, che potrà essere strumento del rilancio turistico di questa area colpita dal terremoto. É seguita una tavola rotonda sui cammini cui hanno partecipato, Fabrizio Ardito, Peter Lerner e Gianluca Gasca. Il film “Sei Cammini per Santiago” ha raccontato invece storie e vicende di viandanti sul più famoso cammino europeo, che conduce alla tomba dell’apostolo Giacomo.

Il fotografo e accademico del CAI Mario Verin e Giulia Castelli hanno presentato poi la nuova guida e la carta del sentiero più bello e impegnativo d’Europa, quel Selvaggio blu che percorre zone a ridosso del mare del Golfo di Orosei, il sogno di moltissimi escursionisti.

Giornata particolare quella di giovedì 16 novembre, interamente dedicata alle montagne della Grecia. Si è aperto con “Epiroski” multivisione presentata da Alberto Osti Guerrazzi ed Elisabetta Preziosi e dedicata allo scialpinismo sulle montagne dell’Epiro, alla ricerca delle tracce degli antichi dei. Fabrizio Ardito ha poi presentato il suo volume “Sul Monte Athos”, un viaggio fra i monasteri della repubblica monastica della penisola calcidica. A seguire, Mimmo Scipioni e Gianni Battimelli hanno poi raccontato di Kalymnos, l’isola dell’arrampicata, presentando immagini inedite scattate in occasione delle prime chiodature di nuovi itinerari e narrando come e perché questo piccola isola posta di fronte alla costa della Turchia sia divenuta uno dei siti di arrampicata più importanti a livello mondiale.

Il flim “Frozen Ambrosia”, presentato dal regista e film maker statunitense di origini greche Constantine Papanicolau, è stato il vero colpo inaspettato di questa giornata. Credevamo di vedere un film esotico (perché ambientato in Grecia) di scialpinismo e free ride e invece ci siamo trovati davanti uno dei più bei film di montagna degli ultimi anni. Un film dove, finalmente, non erano protagonisti atleti capaci di salti da cliff giganteschi, di discese fatte per stretti canali con tutt'al più due o tre curve e tirate al massimo della velocità, fra nuvole di polvere e valanghe. Per fortuna, verrebbe da dire, abbiamo visto un film, dove i protagonisti erano invece uomini e donne legati al loro territorio e raccontati con le loro emozioni più profonde. Un film che arriva fino al cuore e che è stato presentato in prima assoluta italiana a Montagne in Città. A seguire il film “When Mountains Are Wild”, sullo sci alpinismo nella penisola balcanica.

L’ultima giornata è iniziata con la premiazione, da parte del presidente della Giuria Alessandro Gogna, del premio letterario intitolato all’alpinista Roberto Iannilli, vinto da Mario Santamaria con un suo racconto di grande suggestione. Alberto Sciamplicotti, coadiuvato nella lettura di brani scelti dalla brava Susanna Scibelli, ha presentato quindi il volume “L’incanto dei passi”, volume che racconta l’Appennino più selvaggio attraverso le emozioni che riesce a regalare a chi lo attraversa.

A concludere degnamente la manifestazione l’alpinista basco Alex Txikon, presentato da Domenico Perri, ha proiettato il film “Everest – Un Reto Sobrehumano” sul tentativo di salita senza ossigeno e in invernale della montagna più alta della terra.

Per tutta la durata della manifestazione è stata presente una mostra personale del fotografo Luigi Tassi, una raccolta di bellissime immagine che hanno saputo raccontare le emozioni della montagna attraverso questo mezzo. Erano inoltre presenti gli stand delle case editrici Il Lupo, Ricerche e Redazioni e Iter per la vendita diretta di volumi e mappe dedicate all’Appennino e una selezione editoriale di libri dedicati al mondo della montagna delle più importanti case editrici italiane.

di Alberto Sciamplicotti

La manifestazione è stata sostenuta da Gore, SCARPA, Trangoworld, Ferrino,  Petzl, Edizioni Il Lupo e RRtrek

Media Partner dell’evento è stato InMovimento, il mensile del quotidiano Il Manifesto dedicato alla montagna e all’esplorazione.

Link: www.montagneincitta.it e  www.facebook.com/montagneincitta

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