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Nathan Lee durante la prima salita di Unknown Stones E9 6c, Wimberry, Inghilterra. Appointment with Fear inizia come Unknown Stones ma poi traversa sulla prua a sinistra, Appointment with Death invece la placca a destra.
Fotografia di Neil Furniss
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Unknown Stones e l'ossessione del gritstone inglese per Nathan Lee a Wimberry

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Il 20enne climber Nathan Lee ha liberato Unknown Stones E9 6c a Wimberry in Inghilterra.

Cosa spinge una persona a rischiare il tutto per tutto per una via? Come mai un'effimera linea di prese diventa un'ossessione tale che proprio non se ne può fare a meno, affrontando a volte anche il rischio di farsi male, molto male? Una risposta facile a queste domande non esiste, le motivazioni sono ovviamente del tutto personali e profonde. A porsele ultimamente è stato il 20enne climber Nathan Lee che a Wimberry, in Inghilterra, ha salito una linea che ha tutti gli ingredienti per essere un'altra di quelle pazze vie del gritstone inglese riservate a pochi, a quei pochissimi che si mettono in gioco contro una serie di prese ma anche di protezioni pressoché inesistenti.

La via si chiama Unknown Stones - sassi sconosciuti - ed è situata tra due autentici gioielli, Appointment with Death di Sam Whittaker e Appointment with Fear, il capolavoro di Dougie Hall liberato nel 1986 durante il periodo di massimo splendore e scoperta di queste rocce. Appuntamento con la morte e Appuntamento con la paura - due nomi che esprimono chiaramente quello a cui si va incontro quando i movimenti vengono eseguiti non con la corda dall'alto ma dal basso.

Lee, questa sua linea l'aveva intravista alcuni mesi fa e ovviamente ha deciso di provarla prima con la corda dall'alto. Tre giorni diluiti in alcune settimane gli sono serviti per decifrare la sequenza, anche se, a volte, i suoi progressi sono stati rallentati notevolmente quando alcuni piccoli sassolini - praticamente incollati sulla superficie - si sono rotti sotto il suo peso, costringendolo a trovare altre soluzioni. La difficoltà era duplice quindi: non solo eseguire i movimenti alla perfezione con la consapevolezza di una brutta caduta a terra da oltre 10m di altezza, ma anche affrontare l'incognita della roccia per niente affidabile...

Il pensiero della via l'ha dominato per settimane, non gli ha dato tregua, poi l'altro giorno Lee è ritornato alla falesia e, dopo averla fatta in toprope senza cadere per la quinta volta, non poteva più trovare scuse: ha tirato giù la corda e l'ha salita dal basso.

Il grado proposto per Unknown Stones è un bel E9 6c, quindi quasi il massimo che viene fatto sul gritstone, ma la cosa interessante sono le risposte che Lee si è dato interrogandosi sul perché non ne poteva fare a meno: "In primis, mi sembrava un'evidente lacuna da colmare, mi rendo conto che ad alcuni può sembrare una risposta un po' inventata, ma vi posso assicurare che se fosse stato possibile rifugiarsi sulle vie accanto, non mi sarei preso la briga di farla. È solo la direzione e la posizione delle prese che la rendono da un lato fattibile, dall'altro impossibile da sfuggire. Il secondo motivo è che i movimenti sono bellissimi, un buon esempio di arrampicata minimalista, con solo quel tanto che basta per salire la parete. Perdi uno di quei sassolini cruciali e la via sarebbe molto, molto più difficile. Quindi, per quanto riguarda l'arrampicata e la linea, sono un grande valore aggiunto. Naturalmente c'è anche l'aspetto mentale. Vie come queste mi affascinano in una maniera che nessun boulder o via sportiva sono mai riusciti a fare. Devi davvero mettere in discussione la tua motivazione e poi crederci completamente quando la fai da primo. I ripensamenti non sono benvenuti, e controllare questo crescente dubbio che rende il tutto così interessante."

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